{"id":355,"date":"2016-01-20T23:32:31","date_gmt":"2016-01-20T22:32:31","guid":{"rendered":"https:\/\/www.oasicana.it\/lunita-originaria-delluomo-e-della-donna-nellumanita\/"},"modified":"2026-07-27T11:56:23","modified_gmt":"2026-07-27T09:56:23","slug":"lunita-originaria-delluomo-e-della-donna-nellumanita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.oasicana.it\/fr\/lunita-originaria-delluomo-e-della-donna-nellumanita\/","title":{"rendered":"L\u2019unit\u00e9 originelle de l\u2019homme et de la femme dans l\u2019humanit\u00e9"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: left\" align=\"center\"><b><i>AUDIENCE G\u00c9N\u00c9RALE  \u2013<\/i><\/b><i>Mercoled\u00ec, 7 Novembre 1979 <\/i><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">1. Le parole del libro della Genesi, \u201cNon \u00e8 bene che l\u2019uomo sia solo\u201d (<i>Janv.<\/i> 2,18), sono quasi un preludio al racconto della creazione della donna. Insieme a questo racconto, il senso della solitudine originaria entra a far parte del significato dell\u2019originaria unit\u00e0, il cui punto chiave sembrano essere proprio le parole di Genesi 2,24, alle quali si richiama Cristo nel suo colloquio con i farisei: \u201cL\u2019uomo lascer\u00e0 suo padre e sua madre e si unir\u00e0 a sua moglie e i due saranno una carne sola\u201d (<i>Mt<\/i> 19,5). Se Cristo, riferendosi al \u201cprincipio\u201d, cita queste parole, ci conviene precisare il significato di quella originaria unit\u00e0, che affonda le radici nel fatto della creazione dell\u2019uomo come maschio e femmina.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il racconto del capitolo primo della Genesi non conosce il problema della solitudine originaria dell\u2019uomo: l\u2019uomo infatti sin dall\u2019inizio \u00e8 \u201cmaschio e femmina\u201d. Il testo jahvista del capitolo secondo, invece, ci autorizza, in certo modo, a pensare prima solamente all\u2019uomo in quanto, mediante il corpo, appartiene al mondo visibile, per\u00f2 oltrepassandolo; poi, ci fa pensare allo stesso uomo, ma attraverso la duplicit\u00e0 del sesso. La corporeit\u00e0 e la sessualit\u00e0 non s\u2019identificano completamente. Sebbene il corpo umano, nella sua normale costituzione, porti in s\u00e9 i segni del sesso e sia, per sua natura, maschile o femminile, tuttavia il fatto che l\u2019uomo sia \u201ccorpo\u201d appartiene alla struttura del soggetto personale pi\u00f9 profondamente del fatto che egli sia nella sua costituzione somatica anche maschio o femmina. Perci\u00f2 il significato della solitudine originaria, che pu\u00f2 essere riferito semplicemente all\u2019\u201cuomo\u201d, \u00e8 sostanzialmente anteriore al significato dell\u2019unit\u00e0 originaria; quest\u2019ultima infatti si basa sulla mascolinit\u00e0 e sulla femminilit\u00e0, quasi come su due differenti \u201cincarnazioni\u201d, cio\u00e8 su due modi di \u201cessere corpo\u201d dello stesso essere umano, creato \u201ca immagine di Dio\u201d (<i>Janv.<\/i> 1,27).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">2. Seguendo il testo jahvista, nel quale la creazione della donna \u00e8 stata descritta separatamente (<i>Janv.<\/i> 2,21-22), dobbiamo avere davanti agli occhi, nello stesso tempo, quell\u2019\u201cimmagine di Dio\u201d del primo racconto della creazione. Il secondo racconto conserva, nel linguaggio e nello stile, tutte le caratteristiche del testo jahvista. Il modo di narrare concorda col modo di pensare e di esprimersi dell\u2019epoca alla quale il testo appartiene. Si pu\u00f2 dire, seguendo la filosofia contemporanea della religione e quella del linguaggio, che si tratta di un linguaggio mitico. In questo caso, infatti, il termine \u201cmito\u201d non designa un contenuto fabuloso, ma semplicemente un modo arcaico di esprimere un contenuto pi\u00f9 profondo. Senza alcuna difficolt\u00e0, sotto lo strato dell\u2019antica narrazione, scopriamo quel contenuto, veramente mirabile per quanto riguarda le qualit\u00e0 e la condensazione delle verit\u00e0 che vi sono racchiuse. Aggiungiamo che il secondo racconto della creazione dell\u2019uomo conserva, fino ad un certo punto, una forma di dialogo tra l\u2019uomo e Dio-Creatore, e ci\u00f2 si manifesta soprattutto in quella tappa nella quale l\u2019uomo (\u201c\u2018<i>adam<\/i>\u201d) viene definitivamente creato quale maschio e femmina (\u201c<i>\u2018is-issah<\/i>\u201d) (Il termine ebraico \u201c\u2018adam\u201d esprime il concetto collettivo della specie umana, cio\u00e8 l\u2019\u201cuomo\u201d che rappresenta l\u2019umanit\u00e0; [la Bibbia definisce l\u2019individuo usando l\u2019espressione: \u201cfiglio dell\u2019uomo\u201d, \u201c<i>ben-\u2019adam<\/i>\u201d]. La contrapposizione: \u201c\u2018<i>i\u0161-\u2019i\u0161\u0161ah<\/i>\u201d sottolinea la diversit\u00e0 sessuale [come in greco \u201c<i>aner-gyne<\/i>\u201d] Dopo la creazione della donna, il testo biblico continua a chiamare il primo uomo \u201c\u2018<i>adam<\/i>\u201d [con l\u2019articolo definito], esprimendo cos\u00ec la sua \u201ccorporate personality\u201d, in quanto \u00e8 diventato \u201cpadre dell\u2019umanit\u00e0\u201d, suo progenitore e rappresentante, come poi Abramo \u00e8 stato riconosciuto quale \u201cpadre dei credenti\u201d e Giacobbe \u00e8 stato identificato con Israele-Popolo Eletto.). La creazione si attua quasi contemporaneamente in due dimensioni; l\u2019azione di Dio-Jahv\u00e8 che crea si svolge in correlazione al processo della coscienza umana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">3. Cos\u00ec dunque Dio-Jahv\u00e8 dice: \u201cNon \u00e8 bene che l\u2019uomo sia solo; gli voglio dare un aiuto che gli sia simile\u201d (<i>Janv.<\/i> 2,18). E nello stesso tempo l\u2019uomo conferma la propria solitudine (<i>Janv.<\/i> 2,20). In seguito leggiamo: \u201cAllora il Signore Dio fece scendere un torpore sull\u2019uomo, che si addorment\u00f2; gli tolse una delle costole e rinchiuse la carne al suo posto. Il Signore Dio plasm\u00f2 con la costola che aveva tolta all\u2019uomo una donna\u201d (<i>Janv.<\/i> 2,21-22). Prendendo in considerazione la specificit\u00e0 del linguaggio bisogna prima di tutto riconoscere che ci fa molto pensare quel torpore genesiaco, nel quale, per opera di Dio-Jahv\u00e8, l\u2019uomo s\u2019immerge in preparazione del nuovo atto creatore. Sullo sfondo della mentalit\u00e0 contemporanea, abituata \u2013 per via delle analisi del subcosciente \u2013 a legare al mondo del sonno dei contenuti sessuali, quel torpore pu\u00f2 suscitare un\u2019associazione particolare (Il torpore di Adamo [in ebraico \u201c<i>tardemah<\/i>\u201d] \u00e8 un profondo sonno [latino: \u201csopor\u201d; inglese: \u201csleep\u201d], in cui l\u2019uomo cade senza conoscenza o sogni [la Bibbia ha un altro termine per definire il sogno: \u201c<i>halom<\/i>\u201d]; cf. <i>Janv.<\/i> 15,12; 1 <i>Sam<\/i> 26,12. Freud esamina, invece, il contenuto dei \u201csogni\u201d [latino: \u201csomnium\u201d; inglese: \u201cdream\u201d], i quali formandosi con elementi psichici \u201crespinti nel subconscio\u201d, permettono, secondo lui, di farne emergere i contenuti inconsci, che sarebbero, in ultima analisi, sempre sessuali. Questa idea \u00e8 naturalmente del tutto estranea all\u2019autore biblico. Nella teologia dell\u2019autore jahvista, il torpore nel quale Dio fece cadere il primo uomo sottolinea l\u2019\u201cesclusivit\u00e0 dell\u2019azione di Dio\u201d nell\u2019opera della creazione della donna; l\u2019uomo non aveva in essa alcuna partecipazione cosciente. Dio si serve della sua costola soltanto per accentuare la comune natura dell\u2019uomo e della donna.). Tuttavia il racconto biblico sembra andare oltre la dimensione del subconscio umano. Se si ammette poi una significativa diversit\u00e0 di vocabolario, si pu\u00f2 concludere che l\u2019uomo (\u201c\u2018<i>adam<\/i>\u201d) cade in quel \u201ctorpore\u201d per risvegliarsi \u201cmaschio\u201d e \u201cfemmina\u201d. Infatti per la prima volta in Genesi 2,23 ci imbattiamo nella distinzione \u201c\u2018<i>is-issah<\/i>\u201d. Forse quindi l\u2019analogia del sonno indica qui non tanto un passare dalla coscienza alla subcoscienza, quanto uno specifico ritorno al non-essere (il sonno ha in s\u00e9 una componente di annientamento dell\u2019esistenza cosciente dell\u2019uomo) ossia al momento antecedente alla creazione, affinch\u00e9 da esso, per iniziativa creatrice di Dio, l\u2019\u201cuomo\u201d solitario possa riemergere nella sua duplice unit\u00e0 di maschio e femmina (\u201cTorpore\u201d [\u201c<i>tardemah<\/i>\u201d] \u00e8 il termine che appare nella Sacra Scrittura, quando durante il sonno o direttamente dopo di esso debbono accadere degli avvenimenti straordinari [cf. <i>Janv.<\/i> 15,12; 1 <i>Sam<\/i> 26,12; <i>Is<\/i> 29,10; <i>Gb<\/i> 4,13; 33,15]. I Settanta traducono \u201c<i>tardemah<\/i>\u201d con \u201c<i>\u00e9ktasis<\/i>\u201d [un\u2019estasi]. Nel Pentateuco \u201ctardemah\u201d appare ancora una volta in un contesto misterioso: Abram, su comando di Dio, ha preparato un sacrificio di animali, scacciando da essi gli uccelli rapaci: \u201cMentre il sole stava per tramontare, \u201cun torpore\u201d cadde su Abram, ed ecco \u201cun oscuro terrore\u201d lo assal\u00ec\u2026 \u201d [<i>Janv.<\/i> 15,12]. Proprio allora Dio comincia a parlare e conclude con lui un\u2019alleanza, che \u00e8 \u201cil vertice della rivelazione\u201d fatta ad Abram. Questa scena somiglia in certo modo a quella del giardino di Getsemani: Ges\u00f9 \u201ccominci\u00f2 a sentire paura e angoscia\u2026 \u201d [<i>Mc<\/i> 14,33] e trov\u00f2 gli Apostoli \u201cche \u201cdormivano per la tristezza\u201d\u201d [<i>Lc<\/i> 22,45]. L\u2019autore biblico ammette nel primo uomo un certo senso di carenza e di solitudine [\u201cnon \u00e8 bene che l\u2019uomo sia solo\u201d; \u201cnon trov\u00f2 un aiuto che gli fosse simile\u201d], anche se non di paura. Forse questo stato provoca \u201cun sonno causato dalla tristezza\u201d, o forse, come in Abramo \u201cda un oscuro terrore\u201d di non-essere; come alla soglia dell\u2019opera della creazione: \u201cla terra era informe e deserta e le tenebre ricoprivano l\u2019abisso\u201d [<i>Janv.<\/i> 1,2]. In ogni caso, secondo tutti e due i testi, in cui il Pentateuco o piuttosto il Libro della Genesi parla del sonno profondo [tardemah], ha luogo una speciale azione divina, cio\u00e8 un\u2019\u201calleanza\u201d carica di conseguenze per tutta la storia della salvezza: Adamo d\u00e0 inizio al genere umano, Abramo al Popolo Eletto.).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In ogni caso alla luce del contesto di Genesi 2,18-20 non vi \u00e8 alcun dubbio che l\u2019uomo cada in quel \u201ctorpore\u201d col desiderio di trovare un essere simile a s\u00e9. Se possiamo, per analogia col sonno, parlare qui anche di sogno, dobbiamo dire che quel biblico archetipo ci consente di ammettere come contenuto di quel sogno un \u201csecondo io\u201d, anch\u2019esso personale e ugualmente rapportato alla situazione di solitudine originaria, cio\u00e8 a tutto quel processo di stabilizzazione dell\u2019identit\u00e0 umana in relazione all\u2019insieme degli esseri viventi (\u201c<i>animalia<\/i>\u201d), in quanto \u00e8 processo di \u201cdifferenziazione\u201d dell\u2019uomo da tale ambiente. In questo modo, il cerchio della solitudine dell\u2019uomo-persona si rompe, perch\u00e9 il primo \u201cuomo\u201d si risveglia dal suo sonno come \u201cmaschio e femmina\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">4. La donna \u00e8 plasmata \u201ccon la costola\u201d che Dio-Jahv\u00e8 aveva tolto all\u2019uomo. Considerando il modo arcaico, metaforico e immaginoso di esprimere il pensiero, possiamo stabilire che si tratta qui di omogeneit\u00e0 di tutto l\u2019essere di entrambi; tale omogeneit\u00e0 riguarda soprattutto il corpo, la struttura somatica, ed \u00e8 confermata anche dalle prime parole dell\u2019uomo alla donna creata: \u201cQuesta volta essa \u00e8 carne dalla mia carne e osso dalle mie ossa\u201d (<i>Janv.<\/i> 2,23. \u00c8 interessante notare che per gli antichi Sum\u00e9ri il segno cuneiforme per indicare il sostantivo \u201ccostola\u201d coincideva con quello usato per indicare la parola \u201cvita\u201d. Quanto poi al racconto jahvista, secondo una certa interpretazione di Genesi 2,21, Dio piuttosto ricopre la costola di carne [invece di rinchiudere la carne al suo posto] e in questo modo \u201cforma\u201d la donna, che trae origine dalla \u201ccarne e dalle ossa\u201d del primo uomo [maschio]. Nel linguaggio biblico questa \u00e8 una definizione di consanguineit\u00e0 o appartenenza alla stessa discendenza [ad es. cf. <i>Janv.<\/i> 29,14]: la donna appartiene alla stessa specie dell\u2019uomo, distinguendosi dagli altri esseri viventi prima creati. Nell\u2019antropologia biblica le \u201cossa\u201d esprimono una componente importantissima del corpo; dato che per gli Ebrei non vi era una precisa distinzione tra \u201ccorpo\u201d e \u201canima\u201d [il corpo veniva considerato come manifestazione esteriore della personalit\u00e0], le \u201cossa\u201d significavano semplicemente, per sineddoche, l\u2019\u201cessere\u201d umano [cf. ad es. <i>Sal<\/i> 139,15: \u201cNon ti erano nascoste le mie ossa\u201d]. Si pu\u00f2 quindi intendere \u201cosso dalle ossa\u201d, in senso relazionale, come l\u2019\u201cessere dall\u2019essere\u201d; \u201ccarne dalla carne\u201d significa che, pur avendo diverse caratteristiche fisiche, la donna possiede la stessa personalit\u00e0 che possiede l\u2019uomo. Nel \u201ccanto nuziale\u201d del primo uomo, l\u2019espressione \u201cosso dalle ossa, carne dalla carne\u201d \u00e8 una forma di superlativo, sottolineato inoltre dalla triplice ripetizione: \u201cquesta\u201d, \u201cessa\u201d, \u201cla\u201d.). E nondimeno le parole citate si riferiscono pure all\u2019umanit\u00e0 dell\u2019uomo-maschio. Esse vanno lette nel contesto delle affermazioni fatte prima della creazione della donna, nelle quali, pur non esistendo ancora l\u2019\u201cincarnazione\u201d dell\u2019uomo, essa viene definita come \u201caiuto simile a lui\u201d (cf. <i>Janv.<\/i> 2,18 e 20. \u00c8 difficile tradurre esattamente l\u2019espressione ebraica \u201ccezer kenegd\u00f4\u201d, che viene tradotta in vario modo nelle lingue europee, ad esempio: latino: \u201cadiutorium ei conveniens sicut oportebat iuxta eum\u201d; tedesco: \u201ceine Hilfe\u2026, die ihm entspricht\u201d; francese: \u201c\u00e9gal vis-\u00e1-vis de lui\u201d; italiano: \u201cun aiuto che gli sia simile\u201d; spagnolo: \u201ccomo \u00e9l que le ayude\u201d; inglese: \u201ca helper fit for him\u201d; polacco: \u201codopowicdnia alla niego pomoc\u201d. Poich\u00e9 il termine \u201caiuto\u201d sembra suggerire il concetto di \u201ccomplementarit\u00e0\u201d o meglio di \u201ccorrispondenza esatta\u201d, il termine \u201csimile\u201d si collega piuttosto con quello di \u201csimilarit\u00e0\u201d, ma in senso diverso dalla somiglianza dell\u2019uomo con Dio.). Cos\u00ec, dunque, la donna viene creata, in certo senso, sulla base della medesima umanit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019omogeneit\u00e0 somatica, nonostante la diversit\u00e0 della costituzione legata alla differenza sessuale, \u00e8 cos\u00ec evidente che l\u2019uomo (maschio), svegliatosi dal sonno genetico, la esprime subito, quando dice: \u201cQuesta volta essa \u00e8 carne dalla mia carne e osso dalle mie ossa. La si chiamer\u00e0 donna perch\u00e9 dall\u2019uomo \u00e8 stata tolta\u201d (<i>Janv.<\/i> 2,23). In questo modo l\u2019uomo (maschio) manifesta per la prima volta gioia e perfino esaltazione, di cui prima non aveva motivo, a causa della mancanza di un essere simile a lui. La gioia per l\u2019altro essere umano, per il secondo \u201cio\u201d, domina nelle parole dell\u2019uomo (maschio) pronunziate alla vista della donna (femmina). Tutto ci\u00f2 aiuta a stabilire il pieno significato dell\u2019originaria unit\u00e0. Poche sono qui le parole, ma ognuna \u00e8 di grande peso. Dobbiamo quindi tener conto \u2013 e lo faremo anche di seguito \u2013 del fatto che quella prima donna, \u201cplasmata con la costola tolta\u2026 all\u2019uomo\u201d (maschio), viene subito accettata come aiuto adeguato a lui.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">A questo stesso tema, cio\u00e8 al significato dell\u2019unit\u00e0 originaria dell\u2019uomo e della donna nell\u2019umanit\u00e0, torneremo ancora nella prossima meditazione.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>UDIENZA GENERALE \u00a0&#8211;\u00a0Mercoled\u00ec, 7 Novembre 1979 1. Le parole del libro della Genesi, \u201cNon \u00e8 bene che l\u2019uomo sia solo\u201d (Gen 2,18), sono quasi un preludio al racconto della creazione della donna. 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