{"id":344,"date":"2016-01-21T22:36:16","date_gmt":"2016-01-21T21:36:16","guid":{"rendered":"https:\/\/www.oasicana.it\/con-il-sacramento-del-corpo-luomo-si-sente-soggetto-di-santita\/"},"modified":"2026-07-27T11:56:23","modified_gmt":"2026-07-27T09:56:23","slug":"con-il-sacramento-del-corpo-luomo-si-sente-soggetto-di-santita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.oasicana.it\/fr\/con-il-sacramento-del-corpo-luomo-si-sente-soggetto-di-santita\/","title":{"rendered":"Par \u00able sacrement du corps\u00bb, l\u2019homme se d\u00e9couvre sujet de saintet\u00e9"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: left\" align=\"center\"><b><i>AUDIENCE G\u00c9N\u00c9RALE  \u2013<\/i><\/b><i>Mercoled\u00ec, 20 Febbraio 1980<\/i><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">1. Il libro della Genesi rileva che l\u2019uomo e la donna sono stati creati per il matrimonio: \u201c\u2026 L\u2019uomo abbandoner\u00e0 suo padre e sua madre e si unir\u00e0 a sua moglie e i due saranno una sola carne\u201d (<i>Janv.<\/i> 2,24).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In questo modo si apre la grande prospettiva creatrice dell\u2019esistenza umana, che sempre si rinnova mediante la \u201cprocreazione\u201d che \u00e8 \u201cautoriproduzione\u201d. Tale prospettiva \u00e8 radicata nella coscienza dell\u2019umanit\u00e0 e anche nella particolare comprensione del significato sponsale del corpo, con la sua mascolinit\u00e0 e femminilit\u00e0. Uomo e donna, nel mistero della creazione, sono un reciproco dono.\u00a0 L\u2019innocenza originaria manifesta e insieme determina l\u2019ethos perfetto del dono.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Di ci\u00f2 abbiamo parlato durante il precedente incontro. Attraverso l\u2019ethos del dono viene delineato in parte il problema della \u201csoggettivit\u00e0\u201d dell\u2019uomo, il quale \u00e8 un soggetto fatto ad immagine e somiglianza di Dio. Nel racconto della creazione (cf. <i>Janv.<\/i> 2,23-25) \u201cla donna\u201d certamente non \u00e8 soltanto \u201cun oggetto\u201d per l\u2019uomo, pur rimanendo ambedue l\u2019uno di fronte all\u2019altra in tutta la pienezza della loro oggettivit\u00e0 di creature come \u201cosso dalle mie ossa, carne dalla mia carne\u201d, come maschio e femmina, entrambi nudi. Solo la nudit\u00e0 che rende \u201coggetto\u201d la donna per l\u2019uomo, o viceversa, \u00e8 fonte di vergogna. Il fatto che \u201cnon provavano vergogna\u201d vuol dire che la donna non era per l\u2019uomo un \u201coggetto\u201d n\u00e9 lui per lei. L\u2019innocenza interiore come \u201cpurezza di cuore\u201d, in certo modo, rendeva impossibile che l\u2019uno venisse comunque ridotto dall\u2019altro al livello di mero oggetto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Se \u201cnon provavano vergogna\u201d, vuol dire che erano uniti dalla coscienza del dono, avevano reciproca consapevolezza del significato sponsale dei loro corpi, in cui si esprime la libert\u00e0 del dono e si manifesta tutta l\u2019interiore ricchezza della persona come soggetto. Tale reciproca compenetrazione dell\u2019\u201cio\u201d delle persone umane, dell\u2019uomo e della donna, sembra escludere soggettivamente qualsiasi \u201criduzione ad oggetto\u201d. Si rivela in ci\u00f2 il profilo soggettivo di quell\u2019amore, di cui peraltro si pu\u00f2 dire che \u201c\u00e8 oggettivo\u201d fino in fondo, in quanto si nutre della stessa reciproca \u201coggettivit\u00e0 del dono\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">2. L\u2019uomo e la donna, dopo il peccato originale, perderanno la grazia dell\u2019innocenza originaria. La scoperta del significato sponsale del corpo cesser\u00e0 di essere per loro una semplice realt\u00e0 della rivelazione e della grazia. Tuttavia, tale significato rester\u00e0 come impegno dato all\u2019uomo dall\u2019ethos del dono, iscritto nel profondo del cuore umano, quasi lontana eco dell\u2019innocenza originaria. Da quel significato sponsale si former\u00e0 l\u2019amore umano nella sua interiore verit\u00e0 e nella sua soggettiva autenticit\u00e0. E l\u2019uomo \u2013 anche attraverso il velo della vergogna \u2013 vi riscoprir\u00e0 continuamente se stesso come custode del mistero del soggetto, cio\u00e8 della libert\u00e0 del dono, cos\u00ec da difenderla da qualsiasi riduzione a posizioni di puro oggetto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">3. Per ora, tuttavia, ci troviamo dinanzi alla soglia della storia terrena dell\u2019uomo. L\u2019uomo e la donna non l\u2019hanno ancora varcata verso la conoscenza del bene e del male. Sono immersi nel mistero stesso della creazione, e la profondit\u00e0 di questo mistero nascosto nel loro cuore \u00e8 l\u2019innocenza, la grazia, l\u2019amore e la giustizia: \u201cE Dio vide quanto aveva fatto, ed ecco, era cosa molto buona\u201d (<i>Janv.<\/i> 1,31). L\u2019uomo appare nel mondo visibile come la pi\u00f9 alta espressione del dono divino, perch\u00e9 porta in s\u00e9 l\u2019interiore dimensione del dono. E con essa porta nel mondo la sua particolare somiglianza con Dio, con la quale egli trascende e domina anche la sua \u201cvisibilit\u00e0\u201d nel mondo, la sua corporeit\u00e0, la sua mascolinit\u00e0 o femminilit\u00e0, la sua nudit\u00e0. Un riflesso di questa somiglianza \u00e8 anche la consapevolezza primordiale del significato sponsale del corpo, pervasa dal mistero dell\u2019innocenza originaria.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">4. Cos\u00ec, in questa dimensione, si costituisce un primordiale sacramento, inteso quale segno che trasmette efficacemente nel mondo visibile il mistero invisibile nascosto in Dio dall\u2019eternit\u00e0. E questo \u00e8 il mistero della Verit\u00e0 e dell\u2019Amore, il mistero della vita divina, alla quale l\u2019uomo partecipa realmente. Nella storia dell\u2019uomo, \u00e8 l\u2019innocenza originaria che inizia questa partecipazione ed \u00e8 anche sorgente della originaria felicit\u00e0. Il sacramento, come segno visibile, si costituisce con l\u2019uomo, in quanto \u201ccorpo\u201d, mediante la sua \u201cvisibile\u201d mascolinit\u00e0 e femminilit\u00e0. Il corpo, infatti, e soltanto esso, \u00e8 capace di rendere visibile ci\u00f2 che \u00e8 invisibile: lo spirituale e il divino. Esso \u00e8 stato creato per trasferire nella realt\u00e0 visibile del mondo il mistero nascosto dall\u2019eternit\u00e0 in Dio, e cos\u00ec esserne segno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">5. Dunque, nell\u2019uomo creato ad immagine di Dio \u00e8 stata rivelata, in certo senso, la sacramentalit\u00e0 stessa della creazione, la sacramentalit\u00e0 del mondo. L\u2019uomo, infatti, mediante la sua corporeit\u00e0, la sua mascolinit\u00e0 e femminilit\u00e0, diventa segno visibile dell\u2019economia della Verit\u00e0 e dell\u2019Amore, che ha la sorgente in Dio stesso e che fu rivelata gi\u00e0 nel mistero della creazione. Su questo vasto sfondo comprendiamo pienamente le parole costitutive del sacramento del matrimonio, presenti in Genesi 2,24 (\u201cl\u2019uomo abbandoner\u00e0 suo padre e sua madre e si unir\u00e0 a sua moglie e i due saranno una sola carne\u201d). Su questo vasto sfondo, comprendiamo inoltre, che le parole di Genesi 2,25 (\u201ctutti e due erano nudi, l\u2019uomo e sua moglie, ma non ne provavano vergogna\u201d), attraverso tutta la profondit\u00e0 del loro significato antropologico, esprimono il fatto che insieme con l\u2019uomo \u00e8 entrata la santit\u00e0 nel mondo visibile, creato per lui. Il sacramento del mondo, e il sacramento dell\u2019uomo nel mondo, proviene dalla sorgente divina della santit\u00e0, e contemporaneamente \u00e8 istituito per la santit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019innocenza originaria, collegata all\u2019esperienza del significato sponsale del corpo, \u00e8 la stessa santit\u00e0 che permette all\u2019uomo di esprimersi profondamente col proprio corpo, e ci\u00f2, appunto, mediante il ff dono sincero\u201d di se stesso. La coscienza del dono condiziona, in questo caso, \u201cil sacramento del corpo\u201d: l\u2019uomo si sente, nel suo corpo di maschio o di femmina, soggetto di santit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">6. Con tale coscienza del significato del proprio corpo, l\u2019uomo, quale maschio e femmina, entra nel mondo come soggetto di verit\u00e0 e di amore. Si pu\u00f2 dire che Genesi 2, 23-25 narra quasi la prima festa dell\u2019umanit\u00e0 in tutta la pienezza originaria dell\u2019esperienza del significato sponsale del corpo: ed \u00e8 una festa dell\u2019umanit\u00e0, che trae origine dalle fonti divine della Verit\u00e0 e dell\u2019Amore nel mistero stesso della creazione. E sebbene, ben presto, su quella festa originaria si estenda l\u2019orizzonte del peccato e della morte (<i>Janv.<\/i> 3), tuttavia gi\u00e0 fin dal mistero della creazione attingiamo una prima speranza: che, cio\u00e8, il frutto della economia divina della verit\u00e0 e dell\u2019amore, che si \u00e8 rivelata \u201cal principio\u201d, sia non la Morte, ma la Vita, e non tanto la distruzione del corpo di Dio\u201d, quanto piuttosto la \u201cchiamata alla gloria\u201d (cf. <i>Rm<\/i> 8,30).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>UDIENZA GENERALE \u00a0&#8211;\u00a0Mercoled\u00ec, 20 Febbraio 1980 1. Il libro della Genesi rileva che l\u2019uomo e la donna sono stati creati per il matrimonio: \u201c&#8230; L\u2019uomo abbandoner\u00e0 suo padre e sua madre e si unir\u00e0 a sua moglie e i due saranno una sola carne\u201d (Gen 2,24). 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