{"id":321,"date":"2016-01-25T11:17:59","date_gmt":"2016-01-25T10:17:59","guid":{"rendered":"https:\/\/www.oasicana.it\/il-desiderio-riduzione-intenzionale-dellorizzonte-della-mente-e-del-cuore\/"},"modified":"2026-07-27T11:56:22","modified_gmt":"2026-07-27T09:56:22","slug":"il-desiderio-riduzione-intenzionale-dellorizzonte-della-mente-e-del-cuore","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.oasicana.it\/fr\/il-desiderio-riduzione-intenzionale-dellorizzonte-della-mente-e-del-cuore\/","title":{"rendered":"Il desiderio, riduzione intenzionale dell&#8217;orizzonte della mente e del cuore"},"content":{"rendered":"<p><strong><em>AUDIENCE G\u00c9N\u00c9RALE\u00a0 \u2013 <\/em><\/strong>17 settembre 1980<\/p>\n<ol>\n<li>Durante l\u2019ultima riflessione, ci siamo chiesti che cosa \u00e8 il \u00abdesiderio\u00bb, di cui parlava Cristo nel Discorso della montagna (Mt 5,27-28). Ricordiamo che egli ne parlava in rapporto al comandamento: \u00abNon commettere adulterio\u00bb. Lo stesso \u00abdesiderare\u00bb (precisamente: \u00abguardare per desiderare\u00bb) \u00e8 definito un \u00abadulterio commesso nel cuore\u00bb. Ci\u00f2 fa molto pensare. Nelle precedenti riflessioni abbiamo detto che Cristo, nell\u2019esprimersi in quel modo, voleva indicare ai suoi ascoltatori il distacco dal significato sponsale del corpo, sperimentato dall\u2019uomo (nel caso, il maschio), quando asseconda la concupiscenza della carne con l\u2019atto interiore del \u00abdesiderio\u00bb. Il distacco dal significato sponsale del corpo comporta al tempo stesso un conflitto con la sua dignit\u00e0 di persona: un autentico conflitto di coscienza.<\/li>\n<\/ol>\n<p>A questo punto appare che il significato biblico (quindi anche teologico del \u00abdesiderio\u00bb \u00e8 diverso da quello puramente psicologico.<\/p>\n<p>Lo psicologo descriver\u00e0 il \u00abdesiderio\u00bb come un intenso orientamento verso l\u2019oggetto, a causa del suo peculiare valore: nel caso qui considerato, per il suo valore \u00absessuale\u00bb. A quanto sembra, troveremo tale definizione nella maggior parte delle opere dedicate a simili temi. Tuttavia, la descrizione biblica, pur senza sottovalutare l\u2019aspetto psicologico, pone in rilievo soprattutto quello etico, dato che c\u2019\u00e8 un valore che viene leso. Il \u00abdesiderio\u00bb \u00e8, direi, l\u2019inganno del cuore umano nei confronti della perenne chiamata dell\u2019uomo e della donna \u2013 una chiamata che \u00e8 stata rivelata nel mistero stesso della creazione \u2013 alla comunione attraverso un dono reciproco. Cos\u00ec, dunque, quando Cristo nel Discorso della montagna (Mt 5,27-28) fa riferimento \u00abal cuore\u00bb o all\u2019uomo interiore, le sue parole non cessano di esser cariche di quella verit\u00e0 circa il \u00abprincipio\u00bb, alla quale, rispondendo ai farisei (cfr. Mt 19,8), egli aveva riportato tutto il problema dell\u2019uomo, della donna e del matrimonio.<\/p>\n<ol start=\"2\">\n<li>La perenne chiamata, di cui abbiamo cercato di fare l\u2019analisi seguendo il Libro della Genesi (Gen 2,23-25) e, in certo senso, la perenne attrazione reciproca da parte dell\u2019uomo verso la femminilit\u00e0 e da parte della donna verso la mascolinit\u00e0, \u00e8 un invito mediato dal corpo, ma non \u00e8 il desiderio nel senso delle parole di Matteo 5,27-28.<\/li>\n<\/ol>\n<p>Il \u00abdesiderio\u00bb, come attuazione della concupiscenza della carne (anche e soprattutto nell\u2019atto puramente interiore), sminuisce il significato di ci\u00f2 che erano \u2013 e che sostanzialmente non cessano di essere \u2013 quell\u2019invito e quella reciproca attrazione. L\u2019eterno \u00abfemminino\u00bb (das ewig weibliche), cos\u00ec come, del resto, l\u2019eterno \u00abmascolino\u00bb, anche sul piano della storicit\u00e0 tende a liberarsi dalla pura concupiscenza, e cerca un posto di affermazione sul livello proprio del mondo delle persone. Ne d\u00e0 testimonianza quella vergogna originaria, di cui parla Genesi 3. La dimensione dell\u2019intenzionalit\u00e0 dei pensieri e dei cuori costituisce uno dei principali filoni della universale cultura umana.<\/p>\n<p>Le parole di Cristo nel Discorso della montagna confermano appunto tale dimensione.<\/p>\n<ol start=\"3\">\n<li>Nondimeno, queste parole esprimono chiaramente che il \u00abdesiderio\u00bb fa parte della realt\u00e0 del cuore umano. Quando affermiamo che il \u00abdesiderio\u00bb, nei confronti della originaria attrazione reciproca della mascolinit\u00e0 e della femminilit\u00e0, rappresenta una \u00abriduzione\u00bb, abbiamo in mente una \u00abriduzione\u00bb intenzionale, quasi una restrizione o chiusura dell\u2019orizzonte della mente e del cuore. Una cosa, infatti, \u00e8 aver coscienza che il valore del sesso fa parte di tutta la ricchezza di valori, con cui al maschio appare l\u2019essere femminile; e un\u2019altra cosa \u00e8 \u00abridurre\u00bb tutta la ricchezza personale della femminilit\u00e0 a quell\u2019unico valore, cio\u00e8 al sesso, come oggetto idoneo all\u2019appagamento della propria sessualit\u00e0. Lo stesso ragionamento si pu\u00f2 fare nei riguardi di ci\u00f2 che \u00e8 la mascolinit\u00e0 per la donna, sebbene le parole di Matteo 5,27-28 si riferiscano direttamente soltanto all\u2019altro rapporto. La \u00abriduzione\u00bb intenzionale \u00e8, come si vede, di natura soprattutto assiologica. Da una parte l\u2019eterna attrazione dell\u2019uomo verso la femminilit\u00e0 (cfr. Gen 2,23) libera in lui \u2013 o forse dovrebbe liberare \u2013 una gamma di desideri spirituali-carnali di natura soprattutto personale e \u00abdi comunione\u00bb (cfr. l\u2019analisi del \u00abprincipio\u00bb), ai quali corrisponde una proporzionale gerarchia di valori. Dall\u2019altra, il \u00abdesiderio\u00bb limita tale gamma, offuscando la gerarchia dei valori che contrassegna l\u2019attrazione perenne della mascolinit\u00e0 e della femminilit\u00e0.<\/li>\n<li>Il desiderio fa s\u00ec che all\u2019interno, cio\u00e8 nel \u00abcuore\u00bb, nell\u2019orizzonte interiore dell\u2019uomo e della donna, si offuschi il significato del corpo, proprio della persona. La femminilit\u00e0 cessa cos\u00ec di essere per la mascolinit\u00e0 soprattutto soggetto; cessa di essere uno specifico linguaggio dello spirito; perde il carattere di segno. Cessa, direi, di portare su di s\u00e9 lo stupendo significato sponsale del corpo. Cessa di essere collocato nel contesto della coscienza e della esperienza di tale significato. Il \u00abdesiderio\u00bb che nasce dalla stessa concupiscenza della carne, dal primo momento dell\u2019esistenza all\u2019interno dell\u2019uomo \u2013 dell\u2019esistenza nel suo \u00abcuore\u00bb \u2013 passa in un certo senso accanto a tale contesto (si potrebbe dire, con una immagine, che passa sulle macerie del significato sponsale del corpo e di tutte le sue componenti soggettive), e in virt\u00f9 della propria intenzionalit\u00e0 assiologica tende direttamente verso un fine esclusivo: a soddisfare solo il bisogno sessuale del corpo, come proprio oggetto.<\/li>\n<li>Tale riduzione intenzionale ed assiologica pu\u00f2 verificarsi, secondo le parole di Cristo (Mt 5,27-28), gi\u00e0 nell\u2019ambito dello \u00absguardo\u00bb (del \u00abguardare\u00bb) o piuttosto nell\u2019ambito di un atto puramente interiore espresso dallo sguardo. Lo sguardo (o piuttosto il \u00abguardare\u00bb), in se stesso, \u00e8 un atto conoscitivo. Quando nella sua struttura interiore entra la concupiscenza, lo sguardo assume un carattere di \u00abconoscenza desiderosa\u00bb. L\u2019espressione biblica \u00abguarda per desiderare\u00bb pu\u00f2 indicare sia un atto conoscitivo, di cui \u00absi serve\u00bb l\u2019uomo desiderando (cio\u00e8 conferendogli il carattere proprio del desiderio teso verso un oggetto), sia un atto conoscitivo che suscita il desiderio nell\u2019altro soggetto e soprattutto nella sua volont\u00e0 e nel suo \u00abcuore\u00bb. Come si vede, \u00e8 possibile attribuire una interpretazione intenzionale ad un atto interiore, avendo presente l\u2019uno o l\u2019altro polo della psicologia dell\u2019uomo: la conoscenza o il desiderio inteso come appetitus. L\u2019appetitus \u00e8 qualcosa di pi\u00f9 ampio del \u00abdesiderio\u00bb, poich\u00e9 indica tutto ci\u00f2 che si manifesta nel soggetto come \u00abaspirazione\u00bb, e come tale si orienta sempre verso un fine, cio\u00e8 verso un oggetto conosciuto sotto l\u2019aspetto del valore). Tuttavia, un\u2019adeguata interpretazione delle parole di Matteo 5,27-28 richiede che \u2013 attraverso l\u2019intenzionalit\u00e0 propria della conoscenza o dell\u2019\u00abappetitus\u00bb \u2013 scorgiamo qualcosa di pi\u00f9, cio\u00e8 l\u2019intenzionalit\u00e0 dell\u2019esistenza stessa dell\u2019uomo in rapporto con l\u2019altro uomo; nel nostro caso: dell\u2019uomo in rapporto alla donna e della donna in rapporto all\u2019uomo.<\/li>\n<\/ol>\n<p>Su questo argomento ci converr\u00e0 ritornare. Concludendo l\u2019odierna riflessione, bisogna ancora aggiungere che in quel \u00abdesiderio\u00bb, nel \u00abguardare per desiderare\u00bb, di cui tratta il Discorso della montagna, la donna, per l\u2019uomo che \u00abguarda\u00bb cos\u00ec, cessa di esistere come soggetto dell\u2019eterna attrazione e comincia ad essere solo oggetto di concupiscenza carnale. A ci\u00f2 \u00e8 collegato il profondo distacco interno dal significato sponsale del corpo, di cui abbiamo parlato gi\u00e0 nella precedente riflessione.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>UDIENZA GENERALE\u00a0 &#8211; 17 settembre 1980 Durante l&#8217;ultima riflessione, ci siamo chiesti che cosa \u00e8 il \u00abdesiderio\u00bb, di cui parlava Cristo nel Discorso della montagna (Mt 5,27-28). Ricordiamo che egli ne parlava in rapporto al comandamento: \u00abNon commettere adulterio\u00bb. 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