{"id":357,"date":"2016-01-20T23:20:32","date_gmt":"2016-01-20T22:20:32","guid":{"rendered":"https:\/\/www.oasicana.it\/luomo-dalloriginaria-solitudine-alla-consapevolezza-che-lo-fa-persona\/"},"modified":"2026-07-27T11:56:23","modified_gmt":"2026-07-27T09:56:23","slug":"luomo-dalloriginaria-solitudine-alla-consapevolezza-che-lo-fa-persona","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.oasicana.it\/es\/luomo-dalloriginaria-solitudine-alla-consapevolezza-che-lo-fa-persona\/","title":{"rendered":"El hombre, de la soledad originaria a la conciencia que lo hace persona"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: left\" align=\"center\"><b><i>AUDIENCIA GENERAL  \u2013<\/i><\/b><i>Mercoled\u00ec, 24 Ottobre 1979 <\/i><\/p>\n<p>1. Nella precedente conversazione abbiamo cominciato ad analizzare il significato della solitudine originaria dell\u2019uomo. Lo spunto ci \u00e8 stato dato dal testo jahvista, e in particolare dalle seguenti parole: \u201cNon \u00e8 bene che l\u2019uomo sia solo: gli voglio fare un aiuto che gli sia simile\u201d (<i>Ene<\/i> 2,18).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019analisi dei relativi passi del Libro della Genesi (cf. <i>Ene<\/i> 2) ci ha gi\u00e0 portato a sorprendenti conclusioni che riguardano l\u2019antropologia, cio\u00e8 la scienza fondamentale circa l\u2019uomo, racchiusa in questo libro. Infatti, in frasi relativamente scarse, l\u2019antico testo delinea l\u2019uomo come persona con la soggettivit\u00e0 che la caratterizza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Quanto a questo primo uomo, cos\u00ec formato, Dio-Jahv\u00e8 d\u00e0 il comando che riguarda tutti gli alberi che crescono nel \u201cgiardino in Eden\u201d, soprattutto quello della conoscenza del bene e del male, ai lineamenti dell\u2019uomo, sopra descritti, si aggiunge il momento della scelta e dell\u2019autodeterminazione, cio\u00e8 della libera volont\u00e0. In questo modo, l\u2019immagine dell\u2019uomo, come persona dotata di una propria soggettivit\u00e0, appare davanti a noi come rifinita nel suo primo abbozzo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nel concetto di solitudine originaria \u00e8 inclusa sia l\u2019autocoscienza che l\u2019autodeterminazione. Il fatto che l\u2019uomo sia \u201csolo\u201d nasconde in s\u00e9 tale struttura ontologica e insieme \u00e8 un indice di autentica comprensione. Senza di ci\u00f2, non possiamo capire correttamente le parole successive, che costituiscono il preludio alla creazione della prima donna: \u201cvoglio fare un aiuto\u201d. Ma, soprattutto, senza quel significato cos\u00ec profondo della solitudine originaria dell\u2019uomo, non pu\u00f2 essere intesa e correttamente interpretata l\u2019intera situazione dell\u2019uomo creato a immagine di Dio\u201d, che \u00e8 la situazione della prima, anzi primitiva alleanza con Dio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">2. Quest\u2019uomo, di cui il racconto del capitolo dice che \u00e8 stato creato \u201ca immagine di Dio\u201d, si manifesta nel secondo racconto come soggetto dell\u2019alleanza, e cio\u00e8 soggetto costituito come persona, costituito a misura di \u201cpartner dell\u2019Assoluto\u201d in quanto deve consapevolmente discernere e scegliere tra il bene e il male, tra la vita e la morte. Le parole del primo comando di Dio-Jahv\u00e8 (<i>Ene<\/i> 2,16-17) che parlano direttamente della sottomissione e della dipendenza dell\u2019uomo-creatura dal suo Creatore, rivelano indirettamente appunto tale livello di umanit\u00e0, quale soggetto dell\u2019alleanza e \u201cpartner dell\u2019Assoluto\u201d. L\u2019uomo \u00e8 \u201csolo\u201d: ci\u00f2 vuol dire che egli, attraverso la propria umanit\u00e0, attraverso ci\u00f2 che egli \u00e8, viene nello stesso tempo costituito in un\u2019unica, esclusiva ed irripetibile relazione con Dio stesso. La definizione antropologica contenuta nel testo jahvista si avvicina dal canto suo a ci\u00f2 che esprime la definizione teologica dell\u2019uomo, che troviamo nel primo racconto della creazione: \u201cFacciamo l\u2019uomo a nostra immagine e nostra somiglianza\u201d (<i>Ene<\/i> 1,26).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">3. L\u2019uomo, cos\u00ec formato, appartiene al mondo visibile, \u00e8 corpo tra i corpi. Riprendendo e, in certo modo, ricostruendo, il significato della solitudine originaria, lo applichiamo all\u2019uomo nella sua totalit\u00e0. Il corpo, mediante il quale l\u2019uomo partecipa al mondo creato visibile, lo rende nello stesso tempo consapevole di essere \u201csolo\u201d. Altrimenti non sarebbe stato capace di pervenire a quella convinzione, alla quale, in effetti, come leggiamo, \u00e8 giunto (cf. <i>Ene<\/i> 2,20), se il suo corpo non lo avesse aiutato a comprenderlo, rendendo la cosa evidente. La consapevolezza della solitudine avrebbe potuto infrangersi proprio a causa dello stesso corpo. L\u2019uomo (\u201c\u2018<i>adam<\/i>\u201d) avrebbe potuto, basandosi sull\u2019esperienza del proprio corpo, giungere alla conclusione di essere sostanzialmente simile agli altri esseri viventi (\u201c<i>animalia<\/i>\u201d). E invece, come leggiamo, non \u00e8 arrivato a questa conclusione, anzi \u00e8 giunto alla persuasione di essere \u201csolo\u201d. Il testo jahvista non parla mai direttamente del corpo; perfino quando dice che \u201cil Signore Dio plasm\u00f2 l\u2019uomo con polvere del suolo\u201d, parla dell\u2019uomo e non del corpo. Ciononostante il racconto preso nel suo insieme ci offre basi sufficienti per percepire quest\u2019uomo, creato nel mondo visibile, proprio come corpo tra i corpi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019analisi del testo jahvista ci permette inoltre di collegare la solitudine originaria dell\u2019uomo con la consapevolezza del corpo, attraverso il quale l\u2019uomo si distingue da tutti gli \u201c<i>animalia<\/i>\u201d e \u201csi separa\u201d da essi, e anche attraverso il quale egli \u00e8 persona. Si pu\u00f2 affermare con certezza che quell\u2019uomo cos\u00ec formato ha contemporaneamente la consapevolezza e la coscienza del senso del proprio corpo. E ci\u00f2 sulla base dell\u2019esperienza della solitudine originaria.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">4. Tutto ci\u00f2 pu\u00f2 essere considerato come implicazione del secondo racconto della creazione dell\u2019uomo, e l\u2019analisi del testo ce ne consente un ampio sviluppo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Quando all\u2019inizio del testo jahvista, prima ancora che si parli della creazione dell\u2019uomo dalla \u201cpolvere del suolo\u201d, leggiamo che \u201cnessuno lavorava il suolo e faceva salire dalla terra l\u2019acqua dei canali per irrigare tutto il suolo\u201d (<i>Ene<\/i> 2,5-6), associamo giustamente questo brano a quello del primo racconto, in cui viene espresso il comando divino: \u201cRiempite la terra: soggiogatela e dominate\u201d (<i>Ene<\/i> 1,28). Il secondo racconto allude in modo esplicito al lavoro che l\u2019uomo svolge per coltivare la terra. Il primo fondamentale mezzo per dominare la terra si trova nell\u2019uomo stesso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019uomo pu\u00f2 dominare la terra perch\u00e9 soltanto lui e nessun altro degli esseri viventi \u00e8 capace di \u201ccoltivarla\u201d e trasformarla secondo i propri bisogni (\u201cfaceva salire dalla terra l\u2019acqua dei canali per irrigare il suolo\u201d). Ed ecco, questo primo abbozzo di un\u2019attivit\u00e0 specificamente umana sembra fare parte della definizione dell\u2019uomo, cos\u00ec come essa emerge dall\u2019analisi del testo jahvista. Di conseguenza, si pu\u00f2 affermare che tale abbozzo \u00e8 intrinseco al significato della solitudine originaria e appartiene a quella dimensione di solitudine, attraverso la quale l\u2019uomo, sin dall\u2019inizio, \u00e8 nel mondo visibile quale corpo tra i corpi e scopre il senso della propria corporalit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Su questo argomento ritorneremo nella prossima meditazione.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>UDIENZA GENERALE \u00a0&#8211;\u00a0Mercoled\u00ec, 24 Ottobre 1979 1. Nella precedente conversazione abbiamo cominciato ad analizzare il significato della solitudine originaria dell\u2019uomo. Lo spunto ci \u00e8 stato dato dal testo jahvista, e in particolare dalle seguenti parole: \u201cNon \u00e8 bene che l\u2019uomo sia solo: gli voglio fare un aiuto che gli sia simile\u201d (Gen 2,18). 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