{"id":342,"date":"2016-01-21T23:02:28","date_gmt":"2016-01-21T22:02:28","guid":{"rendered":"https:\/\/www.oasicana.it\/il-mistero-della-donna-si-rivela-nella-maternita\/"},"modified":"2026-07-27T11:56:23","modified_gmt":"2026-07-27T09:56:23","slug":"il-mistero-della-donna-si-rivela-nella-maternita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.oasicana.it\/es\/il-mistero-della-donna-si-rivela-nella-maternita\/","title":{"rendered":"El misterio de la mujer se revela en la maternidad"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\" align=\"center\"><b><i>AUDIENCIA GENERAL  \u2013<\/i><\/b><i>Mercoled\u00ec, 12 Marzo 1980<\/i><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">1. Nella meditazione precedente, abbiamo sottoposto ad analisi la frase di Genesi 4, 1 e, in particolare, il termine \u201cconobbe\u201d, usato nel testo originale per definire l\u2019unione coniugale. Abbiamo anche rilevato che questa \u201cconoscenza\u201d biblica stabilisce una specie di archetipo (Quanto agli archetipi, C. G. Jung li descrive come forme \u201ca priori\u201d di varie funzioni dell\u2019anima: percezione di relazioni, fantasia creativa. Le forme si riempiono di contenuto con materiali dell\u2019esperienza. Esse non sono inerti, bens\u00ec sono cariche di sentimento e di tendenza [si veda soprattutto: <i>Die psychologischen Aspekte des Mutterarchetypus \u201cEranos\u201d<\/i>, 6, 1938, pp. 405-409]. Secondo questa concezione, si pu\u00f2 incontrare un archetipo nella mutua relazione uomo-donna, relazione che si basa nella realizzazione binaria e complementare delI\u2019essere umano in due sessi. L\u2019archetipo si riempir\u00e0 di contenuto mediante l\u2019esperienza individuale e collettiva, e pu\u00f2 mettere in moto la fantasia creatrice di immagini. Bisognerebbe precisare che l\u2019archetipo: a) non si limita n\u00e9 si esalta nel rapporto fisico, bens\u00ec include la relazione del \u201cconoscere\u201d; b) \u00e8 carico di tendenza: desiderio-timore, dono-possessione; c) l\u2019archetipo, come protoimmagine [\u201cUrbild\u201d] \u00e8 generatore di immagini [\u201cBilder\u201d]. Il terzo aspetto ci permette di passare all\u2019ermeneutica, in concreto quella di testi della Scrittura e della Tradizione. Il linguaggio religioso primario \u00e8 simbolico [cf. W. St\u00e4hlin, <i>Symbolon<\/i>, 1958; I. Macquarrie, <i>God Talk<\/i>, 1968; T. Fawcett,<i> The Symbolic Language of Religion<\/i>, 1970]. Tra i simboli, egli ne preferisce alcuni radicali o esemplari, che possiamo chiamare archetipali. Orbene, tra di essi la Bibbia usa quello della relazione coniugale, concretamente al livello del \u201cconoscere\u201d descritto. Uno dei primi poemi biblici, che applica l\u2019archetipo coniugale alle relazioni di Dio col suo popolo, culmina nel verbo commentato: \u201cConoscerai il Signore\u201d [<i>Os<\/i> 2,22: <i>weyadacta \u2018et Yhwh<\/i>; attenuato in \u201cConoscer\u00e0 che io sono il Signore\u201d = <i>wydct ky \u2018ny Yhwh:<\/i> <i>Is<\/i> 49,23; 60,16; Ez 16,62, che sono i tre poemi \u201cconiugali\u201d]. Di qui parte una tradizione letteraria, che culminer\u00e0 nell\u2019applicazione Paolina di Efesini 5 a Cristo e alla Chiesa; poi passer\u00e0 alla tradizione patristica e a quella dei grandi mistici [per esempio S. Giovanni della Croce, <i>Llama de amor viva<\/i>]. Nel trattato <i>Grundz\u00fcge der Literatur<\/i> \u2013 und <i>Sprachwissenschaft<\/i>, vol. I, M\u00fcnchen 1976, IV ed., p. 462, cos\u00ec si definiscono gli archetipi: \u201cImmagini e motivi arcaici, che secondo Jung formano il contenuto dell\u2019inconscio collettivo comune a tutti gli uomini; essi presentano dei simboli, che in tutti i tempi e presso tutti i popoli rendono vivo in maniera immaginosa ci\u00f2 che per l\u2019umanit\u00e0 \u00e8 decisivo quanto ad idee, rappresentazioni e istinti\u201d. Freud, a quanto risulta, non utilizza il concetto di archetipo. Egli stabilisce una simbolica o codice di corrispondenze fisse tra immagini presenti-patenti e pensieri latenti. Il senso dei simboli \u00e8 fisso, anche se non unico; essi possono essere riducibili ad un pensiero ultimo irriducibile a sua volta, che suole essere qualche esperienza dell\u2019infanzia. Questi sono primari e di carattere sessuale [per\u00f2 non li chiama archetipi]. Si veda T. Todorov, Th\u00e9ories da symbol, Paris 1977, pp. 317ss.; inoltre: J. Jacoby, <i>Komplex, Archetyp<\/i>, <i>Symbol in der Psychologie C. G. Jungs<\/i>, Z\u00fcrich 1957.) personale della corporeit\u00e0 e sessualit\u00e0 umana. Ci\u00f2 sembra assolutamente fondamentale per comprendere l\u2019uomo, che fin dal \u201cprincipio\u201d \u00e8 alla ricerca del significato del proprio corpo. Questo significato sta alla base della stessa teologia del corpo. Il termine \u201cconobbe\u201d \u2013 \u201csi un\u00ec\u201d (<i>Ene<\/i> 4,1-2) sintetizza tutta la densit\u00e0 del testo biblico finora analizzato. L\u2019\u201cuomo\u201d che, secondo Genesi 4,1 per la prima volta, \u201cconosce\u201d la donna, sua moglie, nell\u2019atto dell\u2019unione coniugale, \u00e8 infatti quello stesso che, imponendo i nomi, cio\u00e8 anche \u201cconoscendo\u201d, si \u00e8 \u201cdifferenziato\u201d da tutto il mondo degli esseri viventi o <i>animalia<\/i>, affermando se stesso come persona e soggetto. La \u201cconoscenza\u201d, di cui parla Genesi 4,1, non lo allontana n\u00e9 pu\u00f2 allontanarlo dal livello di quella primordiale e fondamentale autocoscienza. Quindi \u2013 qualsiasi cosa ne affermasse una mentalit\u00e0 unilateralmente \u201cnaturalistica\u201d \u2013 in Genesi 4,1 non pu\u00f2 trattarsi di un\u2019accettazione passiva della propria determinazione da parte del corpo e del sesso, proprio perch\u00e9 si tratta di \u201cconoscenza\u201d!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00c8, invece, una ulteriore scoperta del significato del proprio corpo, scoperta comune e reciproca, cos\u00ec come comune e reciproca \u00e8 dall\u2019inizio l\u2019esistenza dell\u2019uomo, che \u201cDio cre\u00f2 maschio e femmina\u201d. La conoscenza, che stava alla base della solitudine originaria dell\u2019uomo, sta ora alla base di quest\u2019unit\u00e0 dell\u2019uomo e della donna, la cui chiara prospettiva \u00e8 stata racchiusa dal Creatore nel mistero stesso della creazione (<i>Ene<\/i> 1,27; 2,23). In questa \u201cconoscenza\u201d, l\u2019uomo conferma il significato del nome \u201cEva\u201d, dato a sua moglie, \u201cperch\u00e9 essa fu madre di tutti i viventi\u201d (<i>Ene<\/i> 3,20).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">2. Secondo Genesi 4,1 colui che conosce \u00e8 l\u2019uomo e colei che \u00e8 conosciuta \u00e8 la donna-moglie, come se la specifica determinazione della donna, attraverso il proprio corpo e sesso, nascondesse ci\u00f2 che costituisce la profondit\u00e0 stessa della sua femminilit\u00e0. L\u2019uomo, invece, \u00e8 colui che \u2013 dopo il peccato \u2013 ha sentito per primo la vergogna della sua nudit\u00e0, e per primo ha detto: \u201cHo avuto paura, perch\u00e9 sono nudo, e mi sono nascosto\u201d (<i>Ene<\/i> 3,10). Occorrer\u00e0 ancora tornare separatamente allo stato d\u2019animo di entrambi dopo la perdita dell\u2019innocenza originaria. Gi\u00e0 fin d\u2019ora, per\u00f2, bisogna costatare che nella Genesi 4,1, il mistero della femminilit\u00e0 si manifesta e si rivela fino in fondo mediante la maternit\u00e0, come dice il testo: \u201cla quale concep\u00ec e partor\u00ec\u201d. La donna sta davanti all\u2019uomo come madre, soggetto della nuova vita umana che in essa \u00e8 concepita e si sviluppa, e da essa nasce al mondo. Cos\u00ec si rivela anche fino in fondo il mistero della mascolinit\u00e0 dell\u2019uomo, cio\u00e8 il significato generatore e \u201cpaterno\u201d del suo corpo.(La paternit\u00e0 \u00e8 uno degli aspetti dell\u2019umanit\u00e0 pi\u00f9 rilevanti nella Sacra Scrittura. Il testo di Genesi 5 3: \u201cAdamo\u2026 gener\u00f2 a sua immagine, a sua somiglianza, un figlio\u201d si ricollega Esplicitamente al racconto della creazione dell\u2019uomo [<i>Ene<\/i> 1, 27; 5,1] e sembra attribuire al padre terrestre la partecipazione all\u2019opera divina di trasmettere la vita, e forse anche a quella gioia presente all\u2019affermazione: \u201cvide quanto aveva fatto, ed ecco, era cosa molto buona\u201d [<i>Ene<\/i> 1,31].)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">3. La teologia del corpo, contenuta nel Libro della Genesi, \u00e8 concisa e parca di parole. Nello stesso tempo, vi trovano espressione contenuti fondamentali, in un certo senso primari e definitivi. Tutti si ritrovano a loro modo, in quella biblica \u201cconoscenza\u201d. Differente, rispetto all\u2019uomo, \u00e8 la costituzione della donna; anzi, oggi sappiamo che \u00e8 differente fino alle determinanti biofisiologiche pi\u00f9 profonde. Essa si manifesta al di fuori soltanto in una certa misura, nella costruzione e nella forma del suo corpo. La maternit\u00e0 manifesta tale costituzione al di dentro, come particolare potenzialit\u00e0 dell\u2019organismo femminile, che con peculiarit\u00e0 creatrice serve al concepimento e alla generazione dell\u2019essere umano, col concorso dell\u2019uomo. La \u201cconoscenza\u201d condiziona la generazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La generazione \u00e8 una prospettiva, che uomo e donna inseriscono nella loro reciproca \u201cconoscenza\u201d. Questa, perci\u00f2, oltrepassa i limiti di soggetto-oggetto, quali uomo e donna sembrano essere a vicenda, dato che la \u201cconoscenza\u201d indica da una parte colui che \u201cconosce\u201d e dall\u2019altra colei che \u201c\u00e8 conosciuta\u201d (o viceversa). In questa \u201cconoscenza\u201d si racchiude anche la consumazione del matrimonio, lo specifico consummatum; cos\u00ec si ottiene il raggiungimento della \u201coggettivit\u00e0\u201d del corpo, nascosta nelle potenzialit\u00e0 somatiche dell\u2019uomo e della donna, ed insieme il raggiungimento della oggettivit\u00e0 dell\u2019uomo che \u201c\u00e8\u201d questo corpo. Mediante il corpo, la persona umana \u00e8 \u201cmarito\u201d e \u201cmoglie\u201d; in pari tempo, in questo particolare atto di \u201cconoscenza\u201d, mediato dalla femminilit\u00e0 e mascolinit\u00e0 personali, sembra raggiungersi anche la scoperta della \u201cpura\u201d soggettivit\u00e0 del dono: cio\u00e8, la mutua realizzazione di s\u00e9 nel dono.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">4. La procreazione fa s\u00ec che \u201cl\u2019uomo e la donna (sua moglie)\u201d si conoscano reciprocamente nel \u201cterzo\u201d, originato da ambedue. perci\u00f2, questa \u201cconoscenza\u201d diventa una scoperta, in certo senso una rivelazione del nuovo uomo, nel quale entrambi, uomo e donna, riconoscono ancora se stessi, la loro umanit\u00e0, la loro viva immagine. In tutto ci\u00f2 che viene determinato da entrambi attraverso il corpo ed il sesso, la \u201cconoscenza\u201d iscrive un contenuto vivo e reale. Pertanto, la \u201cconoscenza\u201d in senso biblico significa che la determinazione \u201cbiologica\u201d dell\u2019uomo, da parte del suo corpo e sesso, cessa di essere qualcosa di passivo, e raggiunge un livello e un contenuto specifici alle persone autocoscienti e autodeterminanti; quindi essa comporta una particolare coscienza del significato del corpo umano legata alla paternit\u00e0 e alla maternit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">5. Tutta la costituzione esteriore del corpo della donna, il sua particolare aspetto, le qualit\u00e0 che con la forza di una perenne attrattiva stanno all\u2019inizio della \u201cconoscenza\u201d, di cui parla Genesi 4,1-2 (\u201cAdamo si un\u00ec a Eva sua moglie\u201d), sono in stretta unione con la maternit\u00e0. La Bibbia (e in seguito la liturgia), con la semplicit\u00e0 che le \u00e8 propria, onora e loda lungo i secoli \u201cil grembo che ti ha portato e il seno da cui hai preso il latte\u201d (<i>Lc<\/i> 11,27). Queste parole costituiscono un elogio della maternit\u00e0, della femminilit\u00e0, del corpo femminile nella sua tipica espressione dell\u2019amore creatore. E sono parole riferite nel Vangelo alla Madre di Cristo, Maria, seconda Eva. La prima donna, invece, nel momento in cui per la prima volta si rivel\u00f2 la maturit\u00e0 materna del suo corpo, quando \u201cconcep\u00ec e partor\u00ec\u201d, disse: \u201cHo acquistato un uomo dal Signore\u201d (<i>Ene<\/i> 4,1).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">6. Queste parole esprimono tutta la profondit\u00e0 teologica della funzione di generare-procreare. Il corpo della donna diventa luogo del concepimento del nuovo uomo. (Secondo il testo di Genesi 1, 26 la \u201cchiamata\u201d all\u2019esistenza \u00e8 nello stesso tempo trasmissione dell\u2019immagine e della somiglianza divina. L\u2019uomo deve procedere a trasmettere quest\u2019immagine, continuando cos\u00ec l\u2019opera di Dio. Il racconto della generazione di Set sottolinea questo aspetto: \u201cAdamo aveva centotrenta anni quando gener\u00f2 a sua immagine, a sua somiglianza, un figlio\u201d [<i>Ene<\/i> 5,3].<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Dato che Adamo e Eva erano immagine di Dio, Set eredita dai genitori questa somiglianza per trasmetterla agli altri. Nella S. Scrittura, per\u00f2, ogni vocazione \u00e8 unita ad una missione; quindi la chiamata all\u2019esistenza \u00e8 gi\u00e0 predestinazione all\u2019opera di Dio: \u201cPrima di formarti nel grembo materno, ti conoscevo, prima che tu uscissi alla luce, ti avevo consacrato\u201d [<i>Ger<\/i> 1,5; cf. anche <i>Is<\/i> 44,1; 49,1.5].<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Dio \u00e8 colui che non soltanto chiama all\u2019esistenza, ma sostiene e sviluppa la vita fin dal primo momento del concepimento: \u201cSei tu che mi hai tratto dal grembo, \/ mi hai fatto riposare sul petto di mia madre. \/ Al mio nascere tu mi hai accolto, \/ dal grembo di mia madre sei tu il mio Dio\u201d [<i>Sal<\/i> 22,10.11; cf. <i>Sal<\/i> 139,13-15].<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019attenzione dell\u2019autore biblico si accentra sul fatto stesso del dono della vita. L\u2019interessamento per il modo in cui ci\u00f2 avviene \u00e8 piuttosto secondario e appare soltanto nei libri posteriori [cf. <i>Gb<\/i> 10,8.11; 2 <i>Mac<\/i> 7,22-23; <i>Sap<\/i> 7,1-3].) Nel suo grembo, l\u2019uomo concepito assume il suo aspetto umano proprio, prima di essere messo al mondo. L\u2019omogeneit\u00e0 somatica dell\u2019uomo e della donna, che ha trovato la sua prima espressione nelle parole: \u201c\u00c8 carne della mia carne e osso delle mie ossa\u201d (<i>Ene<\/i> 2,23), \u00e8 confermata a sua volta dalle parole della prima donna-madre: \u201cHo acquistato un uomo!\u201d. La prima donna partoriente ha piena consapevolezza del mistero della creazione, che si rinnova nella generazione umana. Ha anche piena consapevolezza della partecipazione creativa che Dio ha nella generazione umana, opera sua e di suo marito, poich\u00e9 dice: \u201cHo acquistato un uomo dal Signore\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Non pu\u00f2 esservi alcuna confusione tra le sfere d\u2019azione delle cause. I primi genitori trasmettono a tutti i genitori umani \u2013 anche dopo il peccato, insieme al frutto dell\u2019albero della conoscenza del bene e del male e quasi alla soglia di tutte le esperienze \u201cstoriche\u201d \u2013 la verit\u00e0 fondamentale circa la nascita dell\u2019uomo a immagine di Dio, secondo le leggi naturali. In questo nuovo uomo \u2013 nato dalla donna-genitrice per opera dell\u2019uomo-genitore \u2013 si riproduce ogni volta la stessa \u201cimmagine di Dio\u201d, di quel Dio che ha costituito l\u2019umanit\u00e0 del primo uomo: \u201cDio cre\u00f2 l\u2019uomo a sua immagine; \u2026maschio e femmina li cre\u00f2\u201d (<i>Ene<\/i> 1,27).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">7. Sebbene esistano profonde differenze tra lo stato d\u2019innocenza originaria e lo stato di peccaminosit\u00e0 ereditaria dell\u2019uomo, quella \u201cimmagine di Dio\u201d costituisce una base di continuit\u00e0 e di unit\u00e0. La \u201cconoscenza\u201d, di cui parla Genesi 4,1, \u00e8 l\u2019atto che origina l\u2019essere, ossia in unione col Creatore stabilisce un nuovo uomo nella sua esistenza. Il primo uomo, nella sua solitudine trascendentale, ha preso possesso del mondo visibile, creato per lui, conoscendo e imponendo i nomi agli esseri viventi (<i>animalia<\/i>). Lo stesso \u201cuomo\u201d, come maschio e femmina, conoscendosi reciprocamente in questa specifica comunit\u00e0-comunione di persone, nella quale l\u2019uomo e la donna si uniscono cos\u00ec strettamente tra loro da diventare \u201cuna sola carne\u201d, costituisce l\u2019umanit\u00e0, cio\u00e8 conferma e rinnova l\u2019esistenza dell\u2019uomo quale immagine di Dio. Ogni volta entrambi, uomo e donna, riprendono, per cos\u00ec dire, questa immagine dal mistero della creazione e la trasmettono \u201ccon l\u2019aiuto di Dio-Jahv\u00e8\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Le parole del Libro della Genesi, che sono una testimonianza della prima nascita dell\u2019uomo sulla terra, racchiudono contemporaneamente in s\u00e9 tutto ci\u00f2 che si pu\u00f2 e si deve dire della dignit\u00e0 della generazione umana.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>UDIENZA GENERALE \u00a0&#8211;\u00a0Mercoled\u00ec, 12 Marzo 1980 1. 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