{"id":328,"date":"2016-01-22T20:44:06","date_gmt":"2016-01-22T19:44:06","guid":{"rendered":"https:\/\/www.oasicana.it\/nella-volonta-del-dono-reciproco-la-comunione-delle-persone\/"},"modified":"2026-07-27T11:56:23","modified_gmt":"2026-07-27T09:56:23","slug":"nella-volonta-del-dono-reciproco-la-comunione-delle-persone","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.oasicana.it\/en\/nella-volonta-del-dono-reciproco-la-comunione-delle-persone\/","title":{"rendered":"In the will to mutual gift, the communion of persons"},"content":{"rendered":"<p><strong><em>GENERAL AUDIENCE \u2013\u00a0<\/em><\/strong>30 luglio 1980<\/p>\n<ol>\n<li style=\"text-align: justify\">Le riflessioni che andiamo svolgendo nell\u2019attuale ciclo sono inerenti alle parole, che Cristo pronunzi\u00f2 nel Discorso della montagna sul \u00abdesiderio\u00bb della donna da parte dell\u2019uomo. Nel tentativo di procedere a un esame di fondo su ci\u00f2 che caratterizza l\u2019\u00abuomo della concupiscenza\u00bb, siamo nuovamente risaliti al Libro della Genesi.<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify\">Quivi, la situazione venutasi a creare nel rapporto reciproco dell\u2019uomo e della donna \u00e8 delineata con grande finezza. Le singole frasi di Genesi 3 sono molto eloquenti. Le parole di Dio-Jahv\u00e8 rivolte alla donna in Genesi 3,16: \u00abVerso tuo marito sar\u00e0 il tuo istinto, ma egli ti dominer\u00e0\u00bb, sembrano rivelare, ad un\u2019analisi approfondita, in che modo il rapporto di reciproco dono, che esisteva tra loro nello stato di innocenza originaria, si sia mutato, dopo il peccato originale, in un rapporto di reciproca appropriazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Se l\u2019uomo si rapporta alla donna cos\u00ec da considerarla soltanto come oggetto di cui appropriarsi e non come dono, in pari tempo condanna se stesso a diventare anch\u2019egli, per lei, soltanto oggetto di appropriazione, e non dono. Pare che le parole di Genesi 3,16 trattino di tale rapporto bilaterale, sebbene direttamente sia detto soltanto: \u00abegli ti dominer\u00e0\u00bb. Inoltre, nell\u2019appropriazione unilaterale (che indirettamente \u00e8 bilaterale) scompare la struttura della comunione tra le persone; entrambi gli esseri umani divengono quasi incapaci di attingere la misura interiore del cuore, volta verso la libert\u00e0 del dono e il significato sponsale del corpo, che le \u00e8 intrinseco. Le parole di Genesi 3,16 sembrano suggerire che ci\u00f2 avviene piuttosto a spese della donna, e che in ogni caso essa lo sente pi\u00f9 dell\u2019uomo.<\/p>\n<ol style=\"text-align: justify\" start=\"2\">\n<li>Almeno a questo particolare vale la pena di volgere ora l\u2019attenzione. Le parole di Dio-Jahv\u00e8 secondo Genesi 3,16: \u00abVerso tuo marito sar\u00e0 il tuo istinto, ma egli ti dominer\u00e0\u00bb, e quelle di Cristo secondo Matteo 5,27-28: \u00abChiunque guarda una donna per desiderarla\u2026\u00bb, permettono di scorgere un certo parallelismo. Forse, qui non si tratta del fatto che soprattutto la donna diviene oggetto di \u00abdesiderio\u00bb da parte dell\u2019uomo, ma piuttosto che \u2013 come gi\u00e0 in precedenza abbiamo messo in rilievo \u2013 l\u2019uomo \u00abdal principio\u00bb avrebbe dovuto essere custode della reciprocit\u00e0 del dono e del suo autentico equilibrio. L\u2019analisi di quel \u00abprincipio\u00bb (Gen 2,23-25) mostra appunto la responsabilit\u00e0 dell\u2019uomo nell\u2019accogliere la femminilit\u00e0 quale dono e nel mutuarla in un vicendevole, bilaterale contraccambio. Con ci\u00f2 \u00e8 in aperto contrasto il ritrarre dalla donna il proprio dono mediante la concupiscenza. Sebbene il mantenimento dell\u2019equilibrio del dono sembri esser stato affidato ad entrambi, spetta soprattutto all\u2019uomo una speciale responsabilit\u00e0, come se da lui maggiormente dipendesse che l\u2019equilibrio sia mantenuto oppure infranto o perfino \u2013 se gi\u00e0 infranto \u2013 eventualmente ristabilito. Certamente, la diversit\u00e0 dei ruoli secondo questi enunciati, ai quali facciamo qui riferimento come a testi-chiave, era anche dettata dall\u2019emarginazione sociale della donna nelle condizioni di allora (e la S. Scrittura dell\u2019Antico e del Nuovo Testamento ne fornisce sufficienti prove); nondimeno, vi \u00e8 racchiusa una verit\u00e0, che ha il suo peso indipendentemente da specifici condizionamenti dovuti agli usi di quella determinata situazione storica.<\/li>\n<li>La concupiscenza fa s\u00ec che il corpo divenga quasi \u00abterreno\u00bb di appropriazione dell\u2019altra persona. Com\u2019\u00e8 facile intendere, ci\u00f2 comporta la perdita del significato sponsale del corpo. Ed insieme a ci\u00f2 acquista un altro significato anche la reciproca \u00abappartenenza\u00bb delle persone, che unendosi cos\u00ec da essere a \u00abone flesh\u00bb (Gen 2,24) vengono in pari tempo chiamate ad appartenere l\u2019una all\u2019altra.<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify\">La particolare dimensione dell\u2019unione personale dell\u2019uomo e della donna attraverso l\u2019amore si esprime nelle parole \u00abmio\u2026 mia\u00bb. Questi pronomi, che da sempre appartengono al linguaggio dell\u2019amore umano, ricorrono, spesso nelle strofe del Cantico dei Cantici e anche in altri testi biblici. Sono pronomi che nel loro significato \u00abmateriale\u00bb denotano un rapporto di possesso, ma nel nostro caso indicano l\u2019analogia personale di tale rapporto. L\u2019appartenenza reciproca dell\u2019uomo e della donna, specialmente quando si appartengono come coniugi \u00abnell\u2019unit\u00e0 del corpo\u00bb, si forma secondo questa analogia personale. L\u2019analogia \u2013 come \u00e8 noto \u2013 indica ad un tempo la somiglianza ed anche la carenza di identit\u00e0 (cio\u00e8 una sostanziale dissomiglianza). Possiamo parlare dell\u2019appartenenza reciproca delle persone soltanto se prendiamo in considerazione una tale analogia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Infatti, nel suo significato originario e specifico, l\u2019appartenenza presuppone il rapporto del soggetto all\u2019oggetto: rapporto di possesso e di propriet\u00e0. E\u2019 un rapporto non soltanto oggettivo, ma soprattutto \u00abmateriale\u00bb: appartenenza di qualcosa, quindi di un oggetto a qualcuno.<\/p>\n<ol style=\"text-align: justify\" start=\"4\">\n<li>I termini \u00abmio\u2026 mia\u00bb, nell\u2019eterno linguaggio dell\u2019amore umano, non hanno \u2013 certamente \u2013 tale significato. Essi indicano la reciprocit\u00e0 della donazione, esprimono l\u2019equilibrio del dono \u2013 forse proprio questo in primo luogo \u2013 cio\u00e8 quell\u2019equilibrio del dono, in cui si instaura la reciproca communio personarum. E se questa viene instaurata mediante il dono reciproco della mascolinit\u00e0 e della femminilit\u00e0, si conserva in essa anche il significato sponsale del corpo. Invero, le parole \u00abmio\u2026 mia\u00bb nel linguaggio d\u2019amore sembrano una radicale negazione di appartenenza nel senso in cui un oggetto-cosa materiale appartiene al soggetto-persona. L\u2019analogia conserva la sua funzione finch\u00e9 non cade nel significato suesposto. La triplice concupiscenza, ed in particolare la concupiscenza della carne, toglie alla reciproca appartenenza dell\u2019uomo e della donna la dimensione che \u00e8 propria dell\u2019analogia personale, in cui i termini \u00abmio\u2026 mia\u00bb conservano il loro significato essenziale. Tale significato essenziale sta al di fuori della \u00ablegge di propriet\u00e0\u00bb, al di fuori del significato dell\u2019\u00aboggetto di possesso\u00bb; la concupiscenza, invece, \u00e8 orientata verso quest\u2019ultimo significato. Dal possedere, l\u2019ulteriore passo va verso il \u00abgodimento\u00bb: l\u2019oggetto che posseggo acquista per me un certo significato in quanto ne dispongo e me ne servo, lo uso. E\u2019 evidente che l\u2019analogia personale dell\u2019appartenenza si contrappone decisamente a tale significato. E questa opposizione \u00e8 un segno che ci\u00f2 che nel rapporto reciproco dell\u2019uomo e della donna \u00abviene dal Padre\u00bb conserva la sua persistenza e continuit\u00e0 nei confronti di ci\u00f2 che viene \u00abdal mondo\u00bb. Tuttavia, la concupiscenza di per s\u00e9 spinge l\u2019uomo verso il possesso dell\u2019altro come oggetto, lo spinge verso il \u00abgodimento\u00bb, che porta con s\u00e9 la negazione del significato sponsale del corpo. Nella sua essenza, il dono disinteressato viene escluso dal \u00abgodimento\u00bb egoistico. Non ne parlano forse gi\u00e0 le parole di Dio-Jahv\u00e8 rivolte alla donna in Genesi 3,16? 5. Secondo la prima lettera di Giovanni 2,16, la concupiscenza mostra soprattutto lo stato dello spirito umano. Anche la concupiscenza della carne attesta in primo luogo lo stato dello spirito umano. A questo problema converr\u00e0 dedicare un\u2019ulteriore analisi.<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify\">Applicando la teologia giovannea al terreno delle esperienze descritte in Genesi 3, come pure alle parole pronunziate da Cristo nel Discorso della montagna (Mt 5,27-28), ritroviamo, per cos\u00ec dire, una dimensione concreta di quella opposizione che \u2013 insieme al peccato \u2013 nacque nel cuore umano tra lo spirito e il corpo. Le sue conseguenze si fanno sentire nel rapporto reciproco delle persone, la cui unit\u00e0 nell\u2019umanit\u00e0 \u00e8 determinata fin dal principio dal fatto che sono uomo e donna. Da quando nell\u2019uomo si \u00e8 installata \u00abun\u2019altra legge, che muove guerra alla legge della mente\u00bb (Rm 7,23), esiste quasi un costante pericolo di tale modo di vedere, di valutare, di amare, cos\u00ec che \u00abil desiderio del corpo\u00bb si manifesta pi\u00f9 potente del \u00abdesiderio della mente\u00bb. Ed \u00e8 proprio questa verit\u00e0 circa l\u2019uomo, questa componente antropologica che dobbiamo tener sempre presente, se vogliamo comprendere sino in fondo l\u2019appello rivolto da Cristo al cuore umano nel Discorso della montagna.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>UDIENZA GENERALE &#8211;\u00a030 luglio 1980 Le riflessioni che andiamo svolgendo nell&#8217;attuale ciclo sono inerenti alle parole, che Cristo pronunzi\u00f2 nel Discorso della montagna sul \u00abdesiderio\u00bb della donna da parte dell&#8217;uomo. Nel tentativo di procedere a un esame di fondo su ci\u00f2 che caratterizza l&#8217;\u00abuomo della concupiscenza\u00bb, siamo nuovamente risaliti al Libro della Genesi. 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