{"id":327,"date":"2016-01-22T20:53:18","date_gmt":"2016-01-22T19:53:18","guid":{"rendered":"https:\/\/www.oasicana.it\/il-discorso-della-montagna-agli-uomini-del-nostro-tempo\/"},"modified":"2026-07-27T11:56:22","modified_gmt":"2026-07-27T09:56:22","slug":"il-discorso-della-montagna-agli-uomini-del-nostro-tempo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.oasicana.it\/en\/il-discorso-della-montagna-agli-uomini-del-nostro-tempo\/","title":{"rendered":"The Sermon on the Mount addressed to the people of our time"},"content":{"rendered":"<p><strong><em>GENERAL AUDIENCE  \u2013<\/em><\/strong>6 agosto 1980<\/p>\n<ol>\n<li style=\"text-align: justify\">Proseguendo il nostro ciclo, riprendiamo oggi il Discorso della montagna, e precisamente l\u2019enunciato: \u00abChiunque guarda una donna per desiderarla, ha gi\u00e0 commesso adulterio con lei nel suo cuore\u00bb (Mt 5,28).<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify\">Nel suo colloquio con i farisei, Ges\u00f9, facendo riferimento al \u00abprincipio\u00bb, pronunci\u00f2 le seguenti parole riguardo al libello di ripudio: \u00abPer la durezza del vostro cuore Mos\u00e8 vi ha permesso di ripudiare le vostre mogli, ma da principio non fu cos\u00ec\u00bb (Mt 19,8).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Questa frase comprende indubbiamente un\u2019accusa. \u00abLa durezza di cuore\u00bb indica ci\u00f2 che, secondo l\u2019ethos del popolo dell\u2019Antico Testamento, aveva fondato la situazione contraria all\u2019originario disegno di Dio-Jahv\u00e8 secondo Genesi 2,24. Ed \u00e8 l\u00e0 che bisogna cercare la chiave per interpretare tutta la legislazione di Israele nell\u2019ambito del matrimonio e, in senso pi\u00f9 lato, nell\u2019insieme dei rapporti tra uomo e donna. Parlando della \u00abdurezza di cuore\u00bb, Cristo accusa, per cos\u00ec dire, l\u2019intero \u00absoggetto interiore\u00bb che \u00e8 responsabile della deformazione della Legge. Nel Discorso della montagna (Mt 5,27-28), egli fa anche un richiamo al \u00abcuore\u00bb, ma le parole qui pronunciate non sembrano soltanto di accusa.<\/p>\n<ol style=\"text-align: justify\" start=\"2\">\n<li>Dobbiamo riflettere ancora una volta su di esse, inserendole il pi\u00f9 possibile nella loro dimensione \u00abstorica\u00bb. L\u2019analisi finora fatta, mirante a mettere a fuoco \u00abl\u2019uomo della concupiscenza\u00bb nel suo momento genetico, quasi nel punto iniziale della sua storia intrecciata con la teologia, costituisce un\u2019ampia introduzione soprattutto antropologica, al lavoro che ancora occorre intraprendere. La successiva tappa della nostra analisi dovr\u00e0 essere di carattere etico. Il Discorso della montagna, ed in particolare quel passo che abbiamo scelto come centro delle nostre analisi, fa parte della proclamazione del nuovo ethos: l\u2019ethos del Vangelo. Nell\u2019insegnamento di Cristo, esso \u00e8 profondamente connesso con la coscienza del \u00abprincipio\u00bb, quindi con il mistero della creazione nella sua originaria semplicit\u00e0 e ricchezza; e, al tempo stesso, l\u2019ethos, che Cristo proclama nel Discorso della montagna, \u00e8 realisticamente indirizzato all\u2019\u00abuomo storico\u00bb, divenuto l\u2019uomo della concupiscenza. La triplice concupiscenza, infatti, \u00e8 retaggio di tutta l\u2019umanit\u00e0, e il \u00abcuore\u00bb umano realmente ne partecipa. Cristo, che sa \u00abquello che c\u2019\u00e8 in ogni uomo\u00bb (Gv 2,25; cfr. Ap 2,23; At 1,24), non pu\u00f2 parlare altrimenti, se non con una simile consapevolezza. Da questo punto di vista, nelle parole di Matteo 5,27-28 non prevale l\u2019accusa ma il giudizio: un giudizio realistico sul cuore umano, un giudizio che da una parte ha un fondamento antropologico, e, dall\u2019altra, un carattere direttamente etico. Per l\u2019ethos del Vangelo \u00e8 un giudizio costitutivo.<\/li>\n<li>Nel Discorso della montagna, Cristo si rivolge direttamente all\u2019uomo che appartiene ad una societ\u00e0 ben definita. Anche il Maestro appartiene a quella societ\u00e0, a quel popolo. Quindi bisogna cercare nelle parole di Cristo un riferimento ai fatti, alle situazioni, alle istituzioni, alle quali era quotidianamente familiarizzato. Bisogna che sottoponiamo tali riferimenti ad un\u2019analisi almeno sommaria, affinch\u00e9 emerga pi\u00f9 chiaramente il significato etico delle parole di Matteo 5,27-28. Tuttavia, con queste parole, Cristo si rivolge anche, in modo indiretto ma reale, ad ogni uomo \u00abstorico\u00bb (intendendo questo aggettivo soprattutto in funzione teologica). E quest\u2019uomo \u00e8 proprio l\u2019\u00abuomo della concupiscenza\u00bb, il cui mistero e il cui cuore \u00e8 noto a Cristo (\u00abegli infatti sapeva quello che c\u2019\u00e8 in ogni uomo\u00bb) (Gv 2,25).<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify\">Le parole del Discorso della montagna ci consentono di stabilire un contatto con l\u2019esperienza interiore di quest\u2019uomo quasi ad ogni latitudine e longitudine geografica, nelle varie epoche, nei diversi condizionamenti sociali e culturali. L\u2019uomo del nostro tempo si sente chiamato per nome da questo enunciato di Cristo, non meno dell\u2019uomo di \u00aballora\u00bb, a cui il Maestro direttamente si rivolgeva.<\/p>\n<ol style=\"text-align: justify\" start=\"4\">\n<li>In ci\u00f2 risiede l\u2019universalit\u00e0 del Vangelo, che non \u00e8 affatto una generalizzazione. Forse proprio in questo enunciato di Cristo, che qui sottoponiamo ad analisi, ci\u00f2 si manifesta con particolare chiarezza.<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify\">In virt\u00f9 di questo enunciato, l\u2019uomo di ogni tempo e di ogni luogo si sente chiamato, in modo adeguato, concreto, irripetibile: perch\u00e9 appunto Cristo fa appello al \u00abcuore\u00bb umano, che non pu\u00f2 essere soggetto ad alcuna generalizzazione. Con la categoria del \u00abcuore\u00bb, ognuno \u00e8 individuato singolarmente ancor pi\u00f9 che per nome, viene raggiunto in ci\u00f2 che lo determina in modo unico e irripetibile, \u00e8 definito nella sua umanit\u00e0 \u00abdall\u2019interno\u00bb.<\/p>\n<ol style=\"text-align: justify\" start=\"5\">\n<li>L\u2019immagine dell\u2019uomo della concupiscenza concerne anzitutto il suo intimo (Mt 15,19-20). La storia del \u00abcuore\u00bb umano dopo il peccato originale \u00e8 scritta sotto la pressione della triplice concupiscenza, a cui si collega anche la pi\u00f9 profonda immagine dell\u2019ethos nei suoi vari documenti storici. Tuttavia, quell\u2019intimo \u00e8 pure la forza che decide del comportamento umano \u00abesteriore\u00bb, ed anche della forma di molteplici strutture e istituzioni a livello di vita sociale. Se da queste strutture ed istituzioni deduciamo i contenuti dell\u2019ethos, nelle sue varie formulazioni storiche, sempre incontriamo questo aspetto intimo, proprio dell\u2019immagine interiore dell\u2019uomo. Questa infatti \u00e8 la componente pi\u00f9 essenziale. Le parole di Cristo nel Discorso della montagna, e specialmente quelle di Matteo 5,27-28, lo indicano in modo inequivocabile. Nessuno studio sull\u2019ethos umano pu\u00f2 passarvi accanto con indifferenza.<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify\">Perci\u00f2, nelle nostre successive riflessioni, cercheremo di sottoporre ad un\u2019analisi pi\u00f9 particolareggiata quell\u2019enunciato di Cristo, che dice: \u00abAvete inteso che fu detto: Non commetterete adulterio; ma io vi dico: chiunque guarda una donna per desiderarla, ha gi\u00e0 commesso adulterio con lei nel suo cuore\u00bb (oppure: \u00abgi\u00e0 l\u2019ha resa adultera nel suo cuore\u00bb).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Per comprendere meglio questo testo, analizzeremo prima le sue singole parti, al fine di ottenere poi una pi\u00f9 approfondita visione globale. Prenderemo in considerazione non soltanto i destinatari di allora che hanno ascoltato con i propri orecchi il Discorso della montagna, ma anche, per quanto possibile, quelli contemporanei, gli uomini del nostro tempo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Papa Montini a due anni dalla scomparsa E ora, prima di cantare tutti insieme il Pater noster, non posso dimenticare che, due anni fa, il mio Predecessore Paolo VI stava per concludere la sua lunga e operosa giornata terrena. Tra poche ore, egli si presentava a Cristo Signore per contemplare il suo Volto, per dirgli, con Pietro e come Pietro: Rabbi, bonum est nos hic esse: \u00abMaestro, \u00e8 bello per noi stare qui\u00bb (Mc 9,5); \u00e8 bello stare con Te, per sempre! \u00a0 In quest\u2019ora del tramonto, che il ricordo colora di mestizia, rivolgiamo il pensiero a quel grande Pontefice, che veramente si \u00e8 speso fino all\u2019ultimo per il servizio della Chiesa, da lui amata come la pupilla degli occhi, da lui esaltata, da lui difesa dagli opposti contrasti, da lui guidata sulle onde talora mosse dal rinnovamento post-conciliare, da lui illustrata in una catechesi instancabile che ne ha esposto mirabilmente l\u2019intima natura, la realt\u00e0 nascosta e visibile insieme, l\u2019organica struttura esterna e il carisma dello Spirito che la muove all\u2019interno, la configurazione \u00abmariana\u00bb di obbedienza e di servizio, nel \u00abs\u00ec\u00bb detto dall\u2019uomo a Dio, senza limiti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Come dimenticare le sue parole e i suoi discorsi, sempre incisivi e alati? Come non ricordare i suoi grandi documenti come la \u00abPopulorum Progressio\u00bb, la \u00abHumanae Vitae\u00bb, la \u00abSacerdotalis Caelibatus\u00bb, la \u00abOctogesima Adveniens\u00bb, la \u00abMarialis Cultus\u00bb, la \u00abGaudete in Domino\u00bb, la \u00abEvangelii Nuntiandi\u00bb? Come non riandare ai suoi viaggi apostolici, che hanno definitivamente aperto le vie del mondo all\u2019odierna testimonianza del Successore di Pietro? Nel giorno della sua Trasfigurazione, il Signore lo ha chiamato a contemplare la sua gloria; e sappiamo, come hanno testimoniato i suoi pi\u00f9 intimi collaboratori, che in quell\u2019ultimo pomeriggio della sua vita, la preghiera che continuamente sal\u00ec alle sue labbra, nel venir meno delle energie fisiche, fu proprio il Pater Noster Nel ricordarlo insieme, stasera, con le stesse parole del Pater, chiediamo al Padre Celeste che lo inondi della sua luce eternamente raggiante, e conceda a noi tutti di seguirne fedelmente gli insegnamenti e gli esempi, che tuttora ci edificano e commuovono.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>UDIENZA GENERALE \u00a0&#8211;\u00a06 agosto 1980 Proseguendo il nostro ciclo, riprendiamo oggi il Discorso della montagna, e precisamente l&#8217;enunciato: \u00abChiunque guarda una donna per desiderarla, ha gi\u00e0 commesso adulterio con lei nel suo cuore\u00bb (Mt 5,28). 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