{"id":326,"date":"2016-01-22T21:06:10","date_gmt":"2016-01-22T20:06:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.oasicana.it\/il-contenuto-del-comandamento-non-commettere-adulterio\/"},"modified":"2026-07-27T11:56:22","modified_gmt":"2026-07-27T09:56:22","slug":"il-contenuto-del-comandamento-non-commettere-adulterio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.oasicana.it\/en\/il-contenuto-del-comandamento-non-commettere-adulterio\/","title":{"rendered":"The content of the commandment \u00abyou shall not commit adultery\u00bb"},"content":{"rendered":"<p><strong><em>GENERAL AUDIENCE \u2013\u00a0<\/em><\/strong>13 agosto 1980<\/p>\n<ol>\n<li style=\"text-align: justify\">L\u2019analisi dell\u2019affermazione di Cristo durante il Discorso della montagna, affermazione che si riferisce all\u2019\u00abadulterio\u00bb, e al \u00abdesiderio\u00bb che egli chiama \u00abadulterio commesso nel cuore\u00bb, bisogna svolgerla iniziando dalle prime parole. Cristo dice: \u00abAvete inteso che fu detto: Non commettere adulterio\u2026\u00bb (Mt 5,27). Egli ha in mente il comandamento di Dio, quello che nel Decalogo si trova al sesto posto, e fa parte della cosiddetta seconda Tavola della Legge, che Mos\u00e8 aveva ottenuto da Dio-Jahv\u00e8.<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify\">Poniamoci dapprima dal punto di vista dei diretti ascoltatori del Discorso della montagna, di quelli che hanno sentito le parole di Cristo. Essi sono figli e figlie del popolo eletto \u2013 popolo che da Dio-Jahv\u00e8 stesso \u2013 aveva ricevuto la \u00abLegge\u00bb, aveva ricevuto anche i \u00abProphets\u00bb i quali ripetutamente, lungo i secoli, avevano biasimato proprio il rapporto mantenuto con quella Legge, le molteplici trasgressioni di essa. Anche Cristo parla di simili trasgressioni. Ma ancor pi\u00f9 Egli parla di una tale interpretazione umana della Legge, in cui si cancella e sparisce il giusto significato del bene e del male, specificamente voluto dal Divino Legislatore. La legge infatti \u00e8 soprattutto un mezzo, mezzo indispensabile affinch\u00e9 \u00absovrabbondi la giustizia\u00bb (parole di Matteo 5,20, nell\u2019antica traduzione). Cristo vuole che tale giustizia \u00absuperi quella degli scribi e dei farisei\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Egli non accetta l\u2019interpretazione che lungo i secoli essi hanno dato all\u2019autentico contenuto della Legge, in quanto hanno sottoposto in certa misura tale contenuto, ossia il disegno e la volont\u00e0 del Legislatore, alle svariate debolezze ad ai limiti della volont\u00e0 umana, derivanti appunto dalla triplice concupiscenza. Era questa una interpretazione casistica, che si era sovrapposta all\u2019originaria visione del bene e del male, collegata con la Legge del Decalogo. Se Cristo tende alla trasformazione dell\u2019ethos, lo fa soprattutto per recuperare la fondamentale chiarezza dell\u2019interpretazione: \u00abNon pensate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non sono venuto per abolire ma per dare compimento\u00bb (Mt 5,17). Condizione del compimento \u00e8 la giusta comprensione. E\u2019 questo si applica, tra l\u2019altro, al comandamento: \u00abnon commettere adulterio\u00bb.<\/p>\n<ol style=\"text-align: justify\" start=\"2\">\n<li>Chi segue nelle pagine dell\u2019Antico Testamento la storia del popolo eletto dai tempi di Abramo, vi trover\u00e0 abbondanti fatti che attestano come questo comandamento era messo in pratica e come, in seguito a tale pratica veniva elaborata l\u2019interpretazione casistica della legge. Prima di tutto \u00e8 noto che la storia dell\u2019Antico Testamento \u00e8 teatro della sistematica defezione dalla monogamia: il che per la comprensione del divieto: \u00abnon commettere adulterio\u00bb, doveva avere un significato fondamentale. L\u2019abbandono della monogamia, specialmente al tempo dei Patriarchi, era stato dettato dal desiderio della prole, di una numerosa prole. Questo desiderio era cos\u00ec profondo, e la procreazione, quale fine essenziale del matrimonio, era cos\u00ec evidente, che le mogli, le quali amavano i mariti, quando non erano in grado di dare loro la prole, chiedevano di loro iniziativa ai mariti, dai quali erano amate, di poter prendere \u00absulle proprie ginocchia\u00bb, ossia di accogliere la prole data alla vita da un\u2019altra donna, ad esempio dalla serva, cio\u00e8 dalla schiava. Cos\u00ec fu nel caso di Sara riguardo ad Abramo (cfr. Gen 16,2), oppure nel caso di Rachele riguardo a Giacobbe (cfr. Gen 30,3).<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify\">Queste due narrazioni rispecchiano il clima morale in cui veniva praticato il Decalogo. Illustrano il modo in cui l\u2019ethos israelitico era preparato ad accogliere il comandamento \u00abnon commettere adulterio\u00bb, e quale applicazione trovava tale comandamento nella pi\u00f9 antica tradizione di questo popolo. L\u2019autorit\u00e0 dei patriarchi era, di fatto, la pi\u00f9 alta in Israele e possedeva un carattere religioso. Era strettamente legata all\u2019Alleanza ed alla Promessa.<\/p>\n<ol style=\"text-align: justify\" start=\"3\">\n<li>Il comandamento \u00abnon commettere adulterio\u00bb non cambi\u00f2 questa tradizione. Tutto indica che l\u2019ulteriore suo sviluppo non si limitava ai motivi (piuttosto eccezionali) che avevano guidato il comportamento di Abramo e Sara, o di Giacobbe e Rachele. Se prendiamo come esempio i rappresentanti pi\u00f9 illustri di Israele dopo Mos\u00e8, i re di Israele Davide e Salomone, la descrizione della loro vita attesta lo stabilirsi della poligamia effettiva, e ci\u00f2 indubbiamente per motivi di concupiscenza.<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify\">Nella storia di Davide, il quale pure aveva pi\u00f9 mogli, deve colpire non soltanto il fatto che avesse preso la moglie di un suo suddito, ma anche la chiara coscienza d\u2019aver commesso adulterio. Questo fatto, cos\u00ec come la penitenza del re, sono descritti in modo dettagliato e suggestivo (cfr. 2Sam 11,2-27). Per adulterio si intende soltanto il possesso della moglie altrui, mentre non lo \u00e8 il possesso di altre donne come mogli accanto alla prima. Tutta la tradizione dell\u2019Antica Alleanza indica che alla coscienza delle generazioni susseguitesi nel popolo eletto, al loro ethos non \u00e8 giunta mai l\u2019esigenza effettiva della monogamia, quale implicazione essenziale ed indispensabile del comandamento \u00abnon commettere adulterio\u00bb.<\/p>\n<ol style=\"text-align: justify\" start=\"4\">\n<li>Su questo sfondo bisogna anche intendere tutti gli sforzi che mirano ad introdurre il contenuto specifico del comandamento \u00abnon commettere adulterio\u00bb nel quadro della legislazione promulgata. Lo confermano i Libri della Bibbia, nei quali si trova ampiamente registrato l\u2019insieme della legislazione antico-testamentaria. Se si prende in considerazione la lettera di tale legislazione, risulta che essa lotta con l\u2019adulterio in modo deciso e senza riguardi, usando mezzi radicali, compresa la pena di morte (cfr. Lev 20,10; Dt 22,22).<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify\">Lo fa per\u00f2 sostenendo l\u2019effettiva poligamia, anzi legalizzandola pienamente, almeno in modo indiretto. Cos\u00ec dunque l\u2019adulterio \u00e8 combattuto solo nei limiti determinati e nell\u2019ambito delle premesse definitive, che compongono l\u2019essenziale forma dell\u2019ethos antico-testamentario.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Per adulterio vi si intende soprattutto (e forse esclusivamente) l\u2019infrazione del diritto di propriet\u00e0 dell\u2019uomo nei riguardi di ogni donna che sia la propria moglie legale (di solito: una tra tante); non si intende invece l\u2019adulterio come appare dal punto di vita della monogamia stabilita dal Creatore. Sappiamo, ormai, che Cristo fece riferimento al \u00abprincipio\u00bb proprio riguardo a questo argomento (cfr. Mt 19,8).<\/p>\n<ol style=\"text-align: justify\" start=\"5\">\n<li>Molto significativa \u00e8, inoltre, la circostanza in cui Cristo prende le parti della donna sorpresa in adulterio e la difende dalla lapidazione. Egli dice agli accusatori: \u00abChi di voi \u00e8 senza peccato scagli la prima pietra contro di lei\u00bb (Gv 8,7). Quando essi lasciano le pietre e si allontanano, dice alla donna: \u00abVa\u2019 e d\u2019ora in poi non peccare pi\u00f9\u00bb (Gv 8,11). Cristo identifica dunque chiaramente l\u2019adulterio con il peccato. Quando invece si rivolge a coloro che volevano lapidare la donna adultera, non fa richiamo alle prescrizioni della legge israelitica, ma esclusivamente alla coscienza. Il discernimento del bene e del male inscritto nelle coscienze umane pu\u00f2 mostrarsi pi\u00f9 profondo e pi\u00f9 corretto che non il contenuto di una norma legale.<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify\">Come abbiamo visto, la storia del Popolo di Dio nell\u2019Antica Alleanza (che abbiamo cercato di illustrare soltanto attraverso alcuni esempi) si svolgeva, in notevole misura, al di fuori del contenuto normativo racchiuso da Dio nel comandamento \u00abnon commettere adulterio\u00bb; passava, per cos\u00ec dire, accanto ad esso. Cristo desidera raddrizzare queste storture. Di qui le parole da Lui pronunciate nel Discorso della montagna.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>UDIENZA GENERALE &#8211;\u00a013 agosto 1980 L&#8217;analisi dell&#8217;affermazione di Cristo durante il Discorso della montagna, affermazione che si riferisce all&#8217;\u00abadulterio\u00bb, e al \u00abdesiderio\u00bb che egli chiama \u00abadulterio commesso nel cuore\u00bb, bisogna svolgerla iniziando dalle prime parole. Cristo dice: \u00abAvete inteso che fu detto: Non commettere adulterio&#8230;\u00bb (Mt 5,27). 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