{"id":323,"date":"2016-01-22T22:00:26","date_gmt":"2016-01-22T21:00:26","guid":{"rendered":"https:\/\/www.oasicana.it\/il-significato-delladulterio-trasferito-dal-corpo-al-cuore\/"},"modified":"2026-07-27T11:56:22","modified_gmt":"2026-07-27T09:56:22","slug":"il-significato-delladulterio-trasferito-dal-corpo-al-cuore","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.oasicana.it\/en\/il-significato-delladulterio-trasferito-dal-corpo-al-cuore\/","title":{"rendered":"Il significato dell&#8217;adulterio trasferito dal corpo al cuore"},"content":{"rendered":"<p><strong><em>GENERAL AUDIENCE  \u2013<\/em><\/strong>3 settembre 1980<\/p>\n<ol>\n<li style=\"text-align: justify\">Nel discorso della montagna Cristo si limita a rievocare il comandamento: \u00abNon commettere adulterio\u00bb, senza valutare il relativo comportamento dei suoi ascoltatori. Ci\u00f2 che abbiamo detto in precedenza riguardo a questo tema proviene da altre fonti (soprattutto dal discorso di Cristo con i farisei, in cui Egli si richiamava al \u00abprincipio\u00bb) (cfr. Mt 19,8; Mc 10,6). Nel Discorso della montagna Cristo omette tale valutazione o, piuttosto, la presuppone. Ci\u00f2 che dir\u00e0 nella seconda parte dell\u2019enunciato, che inizia con le parole: \u00abMa io vi dico\u2026\u00bb, sar\u00e0 qualcosa di pi\u00f9 della polemica con i \u00abdottori della Legge\u00bb, ossia con i moralisti della Tora. E sar\u00e0 anche qualcosa di pi\u00f9 rispetto alla valutazione dell\u2019ethos anticotestamentario. Sar\u00e0 un diretto passaggio all\u2019ethos nuovo. Cristo sembra lasciare da parte tutte le dispute circa il significato etico dell\u2019adulterio sul piano della legislazione e della casistica, in cui l\u2019essenziale rapporto interpersonale del marito e della moglie era stato notevolmente offuscato dal rapporto oggettivo di propriet\u00e0, ed acquista altra dimensione. Cristo dice: \u00abMa io vi dico: chiunque guarda una donna per desiderarla, ha gi\u00e0 commesso adulterio con lei nel suo cuore\u00bb (Mt 5,28) (dinanzi a questo passo viene sempre in mente l\u2019antica traduzione: \u00abl\u2019ha gi\u00e0 resa adultera nel cuore suo\u00bb, versione che, forse meglio del testo attuale, esprime il fatto che qui si tratta di un puro atto interiore ed unilaterale). Cos\u00ec, dunque, \u00abl\u2019adulterio commesso nel cuore\u00bb viene in certo senso contrapposto all\u2019\u00abadulterio commesso nel corpo\u00bb.<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify\">Dobbiamo interrogarci sulle ragioni per cui viene spostato il punto di gravit\u00e0 del peccato, e chiederci inoltre quale sia l\u2019autentico significato dell\u2019analogia: se infatti l\u2019\u00abadulterio\u00bb, secondo il suo fondamentale significato, pu\u00f2 essere solamente un \u00abpeccato commesso nel corpo\u00bb, in qual senso ci\u00f2 che l\u2019uomo commette nel cuore merita anche di esser denominato adulterio? Le parole, con le quali Cristo pone il fondamento del nuovo ethos, esigono dal canto loro un profondo radicarsi nell\u2019antropologia. Prima di soddisfare questi quesiti, soffermiamoci alquanto sull\u2019espressione che, secondo Matteo 5,27-28, effettua in certo modo il trasferimento ovvero lo spostamento del significato dell\u2019adulterio dal \u00abcorpo\u00bb al \u00abcuore\u00bb. Sono parole che riguardano il desiderio.<\/p>\n<ol style=\"text-align: justify\" start=\"2\">\n<li>Cristo parla della concupiscenza: \u00abChiunque guarda per desiderare\u00bb. Appunto questa espressione richiede un\u2019analisi particolare per comprendere l\u2019enunciato nella sua interezza. Occorre qui riportarsi alla precedente analisi, che mirava, direi, a ricostruire l\u2019immagine a dell\u2019uomo della concupiscenza\u00bb gi\u00e0 agli inizi della storia (cfr. Gen 3). Quell\u2019uomo di cui Cristo parla nel Discorso della montagna \u2013 l\u2019uomo che guarda \u00abper desiderare\u00bb \u2013 \u00e8 indubbiamente uomo di concupiscenza. Proprio per questo motivo, perch\u00e9 partecipa della concupiscenza del corpo, egli \u00abdesidera\u00bb e \u00abguarda per desiderare\u00bb. L\u2019immagine dell\u2019uomo di concupiscenza, ricostruita nella fase precedente, ci aiuter\u00e0 ora ad interpretare il \u00abdesiderio\u00bb, di cui Cristo parla secondo Matteo 5,27-28. Si tratta qui non soltanto di una interpretazione psicologica, ma, in pari tempo, di un\u2019interpretazione teologica. Cristo parla nel contesto dell\u2019esperienza umana e contemporaneamente nel contesto dell\u2019opera della salvezza. Questi due contesti in certo modo si sovrappongono e si compenetrano vicendevolmente: e ci\u00f2 ha un significato essenziale e costitutivo per tutto l\u2019ethos del Vangelo ed in particolare per il contenuto del verbo \u00abdesiderare\u00bb o \u00abguardare per desiderare\u00bb.<\/li>\n<li>Servendosi di tali espressioni, il Maestro prima si richiama all\u2019esperienza di quelli che lo stavano ad ascoltare direttamente, quindi si richiama anche all\u2019esperienza e alla coscienza dell\u2019uomo di ogni tempo e luogo. Difatti, sebbene il linguaggio evangelico abbia una comunicativa universale, tuttavia per un ascoltatore diretto, la cui coscienza era stata formata sulla Bibbia, il \u00abdesiderio\u00bb doveva collegarsi a numerosi precetti e moniti, presenti anzitutto nei Libri di carattere \u00absapienziale\u00bb, nei quali apparivano ripetuti avvertimenti sulla concupiscenza del corpo e anche consigli dati al fine di preservarsene.<\/li>\n<li>Com\u2019\u00e8 noto, la tradizione sapienziale aveva un particolare interesse per l\u2019etica e il buon costume della societ\u00e0 israelitica. Ci\u00f2 che in questi avvertimenti e consigli, presenti ad esempio nel Libro dei Proverbi (5,3-6.15-20; 6,24-27,27; 21,9.19; 22,14; 30,20) o del Siracide (7,19.24-26; 9,1-9; 23,22-27; 25,13-26.18; 36,21-25; 42,6.9-14) o perfino di Qo\u00e8let (7,26-28; 9,9), ci colpisce in modo immediato \u00e8 una certa loro unilateralit\u00e0, in quanto gli ammonimenti sono soprattutto indirizzati agli uomini. Questo pu\u00f2 significare che siano ad essi particolarmente necessari. Quanto alla donna, \u00e8 vero che in questi avvertimenti e consigli essa appare pi\u00f9 frequentemente come occasione di peccato o addirittura come seduttrice da cui guardarsi.<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify\">Occorre, tuttavia, riconoscere che tanto il Libro dei Proverbi quanto il Libro del Siracide, oltre all\u2019avvertimento di guardarsi dalla donna e dalla seduzione del suo fascino che trascinano l\u2019uomo a peccare (Prov 5,1-6; 6,24-29; Sir 26,9-12), fanno anche l\u2019elogio della donna che \u00e8 \u00abperfetta\u00bb compagna di vita del proprio marito (Prov 31,10ss), ed altres\u00ec elogiano la bellezza e la grazia di una buona moglie, che sa render felice il marito.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00abGrazia su grazia \u00e8 una donna pudica, non si pu\u00f2 valutare il pregio di un\u2019anima modesta. Il sole risplende sulle montagne del Signore, la bellezza di una donna virtuosa adorna la sua casa. Lampada che arde sul candelabro santo, cos\u00ec la bellezza del volto su giusta statura.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Colonne d\u2019oro su base d\u2019argento, tali sono gambe graziose su solidi piedi\u2026 La grazia di una donna allieta il marito, la sua scienza gli rinvigorisce le ossa\u00bb (Sir 26,15-18.13).<\/p>\n<ol style=\"text-align: justify\" start=\"5\">\n<li>Nella tradizione sapienziale un frequente monito contrasta col suddetto elogio della donna-moglie, ed \u00e8 quello che si riferisce alla bellezza ed alla grazia della donna, che non \u00e8 la propria moglie, ed \u00e8 fomite di tentazione ed occasione di adulterio: \u00abNon desiderare in cuor tuo la sua bellezza\u2026\u00bb (Prov 6,25). Nel Siracide (cfr. Sir 9,1-9) il medesimo avvertimento viene espresso in modo pi\u00f9 perentorio: \u00a0 \u00abDistogli l\u2019occhio da una donna bella, non fissare una bellezza che non ti appartiene. Per la bellezza di una donna molti sono periti; per essa l\u2019amore brucia come fuoco\u00bb (Sir 9,8-9).<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify\">Il senso dei testi sapienziali ha prevalente significato pedagogico. Essi insegnano la virt\u00f9 e cercano di proteggere l\u2019ordine morale, riportandosi alla legge di Dio e all\u2019esperienza largamente intesa. Inoltre, si distinguono per la particolare conoscenza del \u00abcuore\u00bb umano. Diremmo che sviluppano una specifica psicologia morale, pur senza cadere nello psicologismo. In certo senso, sono vicini a quel richiamo di Cristo al \u00abcuore\u00bb che Matteo ci ha tramandato (cfr.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Mt 5,27-28), sebbene non si possa affermare che rivelino tendenza a trasformare l\u2019ethos in modo fondamentale. Gli autori di questi Libri utilizzano la conoscenza dell\u2019interiorit\u00e0 umana per insegnare la morale piuttosto nell\u2019ambito dell\u2019ethos storicamente in atto e da loro sostanzialmente confermato. Talvolta qualcuno di essi, come per esempio Qo\u00e8let, sintetizza tale conferma con la propria \u00abfilosofia\u00bb dell\u2019esistenza umana, il che per\u00f2, se influisce sul metodo con cui formula avvertimenti e consigli, non cambia la fondamentale struttura portante della valutazione etica.<\/p>\n<ol style=\"text-align: justify\" start=\"6\">\n<li>Per tale trasformazione dell\u2019ethos occorrer\u00e0 attendere fino al Discorso della montagna. Nondimeno, quella conoscenza molto perspicace della psicologia umana presente nella tradizione \u00absapienziale\u00bb non era certamente priva di significato per la cerchia di coloro, i quali ascoltavano di persona ed immediatamente questo discorso. Se, in virt\u00f9 della tradizione profetica, questi ascoltatori erano in certo senso preparati a comprendere in modo adeguato il concetto di \u00abadulterio\u00bb, altres\u00ec in virt\u00f9 della tradizione \u00absapienziale\u00bb erano preparati a comprendere le parole che si riferiscono allo \u00absguardo concupiscente\u00bb ovvero all\u2019\u00abadulterio commesso nel cuore\u00bb.<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify\">All\u2019analisi della concupiscenza, nel Discorso della montagna, ci converr\u00e0 tornare ulteriormente.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>UDIENZA GENERALE \u00a0&#8211;\u00a03 settembre 1980 Nel discorso della montagna Cristo si limita a rievocare il comandamento: \u00abNon commettere adulterio\u00bb, senza valutare il relativo comportamento dei suoi ascoltatori. 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