{"id":322,"date":"2016-01-22T23:53:47","date_gmt":"2016-01-22T22:53:47","guid":{"rendered":"https:\/\/www.oasicana.it\/la-concupiscenza-come-distacco-dal-significato-sponsale-del-corpo\/"},"modified":"2026-07-27T11:56:22","modified_gmt":"2026-07-27T09:56:22","slug":"la-concupiscenza-come-distacco-dal-significato-sponsale-del-corpo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.oasicana.it\/en\/la-concupiscenza-come-distacco-dal-significato-sponsale-del-corpo\/","title":{"rendered":"Concupiscence as a detachment from the spousal meaning of the body"},"content":{"rendered":"<p><strong><em>GENERAL AUDIENCE  \u2013<\/em><\/strong>10 settembre 1980<\/p>\n<ol>\n<li style=\"text-align: justify\">Riflettiamo sulle seguenti parole di Ges\u00f9 tratte dal Discorso della montagna: \u00abChiunque guarda una donna per desiderarla, ha gi\u00e0 commesso adulterio con lei nel suo cuore\u00bb (\u00abl\u2019ha gi\u00e0 resa adultera nel suo cuore\u00bb) (Mt 5,28). Cristo pronunzia questa frase davanti ad ascoltatori, i quali, in base ai libri dell\u2019Antico Testamento, erano, in un certo senso, preparati a comprendere il significato dello sguardo che nasce dalla concupiscenza. Gi\u00e0 mercoled\u00ec scorso abbiamo fatto riferimento ai testi tratti dai cosiddetti Libri Sapienziali.<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify\">Ecco, ad esempio, un altro passo, in cui l\u2019autore biblico analizza lo stato d\u2019animo dell\u2019uomo dominato dalla concupiscenza della carne: \u00a0 \u00ab\u2026una passione ardente come fuoco acceso \/ non si calmer\u00e0 finch\u00e9 non sar\u00e0 consumata; \/ un uomo impudico nel suo corpo \/ non smetter\u00e0 finch\u00e9 non lo divori il fuoco; \/ per l\u2019uomo impuro ogni pane \u00e8 appetitoso, \/ non si stancher\u00e0 finch\u00e9 non muoia. \/ L\u2019uomo infedele al proprio letto \/ dice fra s\u00e9: \u201cChi mi vede? \/ Tenebra intorno a me e le mura mi nascondono; \/ nessuno mi vede, che devo temere? \/ Dei miei peccati non si ricorder\u00e0 l\u2019Altissimo\u201d. \/ Il suo timore riguarda solo gli occhi degli uomini; \/ non sa che gli occhi del Signore \/ sono miriadi di volte pi\u00f9 luminosi del sole; \/ essi vedono tutte le azioni degli uomini \/ e penetrano fin nei luoghi pi\u00f9 segreti. \/ \u2026 \/ Cos\u00ec della donna che abbandona suo marito, \/ e gli presenta eredi avuti da un estraneo\u2026\u00bb (Sir 23,17-22).<\/p>\n<ol style=\"text-align: justify\" start=\"2\">\n<li>Analoghe descrizioni non mancano nella letteratura mondiale.<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify\">Certo, molte di esse si distinguono per una pi\u00f9 penetrante perspicacia di analisi psicologica e per una pi\u00f9 intensa suggestivit\u00e0 e forza espressiva. Tuttavia, la descrizione biblica del Siracide (23,17-22) comprende alcuni elementi che possono essere ritenuti \u00abclassici\u00bb nell\u2019analisi della concupiscenza carnale. Un elemento del genere \u00e8, ad esempio, il paragone tra la concupiscenza della carne e il fuoco: questo, divampando nell\u2019uomo, ne invade i sensi, eccita il corpo, coinvolge i sentimenti e in certo senso s\u2019impossessa del \u00abcuore\u00bb. Tale passione, originata dalla concupiscenza carnale, soffoca nel \u00abcuore\u00bb la voce pi\u00f9 profonda della coscienza, il senso di responsabilit\u00e0 davanti a Dio; ed appunto ci\u00f2 \u00e8 particolarmente posto in evidenza nel testo biblico or ora citato. Persiste, d\u2019altra parte, il pudore esteriore rispetto agli uomini \u2013 o piuttosto una parvenza di pudicizia \u2013 che si manifesta come timore delle conseguenze anzich\u00e9 del male in se stesso. Soffocando la voce della coscienza, la passione porta con s\u00e9 inquietudine di corpo e di sensi: \u00e8 l\u2019inquietudine dell\u2019\u00abuomo esteriore\u00bb. Quando l\u2019uomo interiore \u00e8 stato ridotto al silenzio, la passione, dopo aver ottenuto, per cos\u00ec dire, libert\u00e0 d\u2019azione, si manifesta come insistente tendenza alla soddisfazione dei sensi e del corpo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Tale appagamento, secondo il criterio dell\u2019uomo dominato dalla passione, dovrebbe estinguere il fuoco; ma, al contrario, esso non raggiunge le sorgenti della pace interiore e si limita a toccare il livello pi\u00f9 esteriore dell\u2019individuo umano. E qui l\u2019autore biblico giustamente constata che l\u2019uomo, la cui volont\u00e0 \u00e8 impegnata nel soddisfare i sensi, non trova quiete n\u00e9 ritrova se stesso, ma, al contrario, \u00absi consuma\u00bb. La passione mira al soddisfacimento; perci\u00f2 ottunde l\u2019attivit\u00e0 riflessiva e disattende la voce della coscienza; cos\u00ec, senza avere in s\u00e9 alcun principio di indistruttibilit\u00e0, essa \u00absi logora\u00bb. Le \u00e8 connaturale il dinamismo dell\u2019uso, che tende ad esaurirsi. E\u2019 vero che, ove la passione sia inserita nell\u2019insieme delle pi\u00f9 profonde energie dello spirito, essa pu\u00f2 anche divenire forza creatrice; in tal caso, per\u00f2, deve subire una trasformazione radicale. Se, invece, soffoca le forze pi\u00f9 profonde del cuore e della coscienza (come avviene nel racconto del Siracide) (Sir 23,17-22), \u00absi consuma\u00bb e, in modo indiretto, in essa si consuma l\u2019uomo che ne \u00e8 preda.<\/p>\n<ol style=\"text-align: justify\" start=\"3\">\n<li>Quando Cristo nel Discorso della montagna parla dell\u2019uomo che \u00abdesidera\u00bb, che \u00abguarda con desiderio\u00bb, si pu\u00f2 presumere che abbia davanti agli occhi anche le immagini note ai suoi ascoltatori attraverso la tradizione \u00absapienziale\u00bb. Tuttavia, contemporaneamente, si riferisce ad ogni uomo che, in base alla propria esperienza interiore, sappia che cosa voglia dire \u00abdesiderare\u00bb, \u00abguardare con desiderio\u00bb. Il Maestro non analizza tale esperienza n\u00e9 la descrive, come aveva fatto, per esempio, il Siracide (23,17-22); egli sembra presupporre, direi, una sufficiente conoscenza di quel fatto interiore, verso cui richiama l\u2019attenzione degli ascoltatori, presenti e potenziali. E\u2019 possibile che taluno di essi non sappia di che cosa si tratti? Se davvero non ne sapesse nulla, il contenuto delle parole di Cristo non lo riguarderebbe, n\u00e9 alcuna analisi o descrizione sarebbe in grado di spiegarglielo. Se invece sa \u2013 si tratta infatti in tal caso di una scienza del tutto interiore, intrinseca al cuore e alla coscienza \u2013 capir\u00e0 subito quando le suddette parole si riferiscono a lui.<\/li>\n<li>Cristo, quindi, non descrive n\u00e9 analizza ci\u00f2 che costituisce l\u2019esperienza del \u00abdesiderare\u00bb, l\u2019esperienza della concupiscenza della carne. Si ha perfino l\u2019impressione che Egli non penetri questa esperienza in tutta l\u2019ampiezza del suo interiore dinamismo, come accade, ad esempio, nel testo citato del Siracide, ma piuttosto si arresti alla sua soglia. Il \u00abdesiderio\u00bb non si \u00e8 ancora trasformato in un\u2019azione esteriore, ancora non \u00e8 divenuto l\u2019\u00abatto del corpo\u00bb; \u00e8 finora l\u2019atto interiore del cuore: si esprime nello sguardo, nel modo di \u00abguardare la donna\u00bb. Tuttavia, gi\u00e0 lascia intendere, svela il suo contenuto e la sua qualit\u00e0 essenziali.<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify\">Occorre che facciamo ora tale analisi. Lo sguardo esprime ci\u00f2 che \u00e8 nel cuore. Lo sguardo esprime, direi, l\u2019uomo intero. Se in generale si ritiene che l\u2019uomo \u00abagisce conformemente a ci\u00f2 che \u00e8\u00bb (operari sequitur esse), Cristo in questo caso vuol mettere in evidenza che l\u2019uomo \u00abguarda\u00bb conformemente a ci\u00f2 che \u00e8: intueri sequitur esse. In un certo senso, l\u2019uomo attraverso lo sguardo si rivela all\u2019esterno e agli altri; soprattutto rivela ci\u00f2 che percepisce all\u2019\u00abinterno\u00bb.<\/p>\n<ol style=\"text-align: justify\" start=\"5\">\n<li>Cristo insegna, dunque, a considerare lo sguardo quasi come soglia della verit\u00e0 interiore. Gi\u00e0 nello sguardo, \u00abnel modo in cui si guarda\u00bb, \u00e8 possibile individuare pienamente che cosa sia la concupiscenza. Cerchiamo di spiegarla. \u00abDesiderare\u00bb, \u00abguardare con desiderio\u00bb indica un\u2019esperienza del valore del corpo, in cui il suo significato sponsale cessa di essere tale proprio a motivo della concupiscenza. Cessa, altres\u00ec, il suo significato procreativo, di cui abbiamo parlato nelle nostre precedenti considerazioni, il quale \u2013 quando riguarda l\u2019unione coniugale dell\u2019uomo e della donna \u2013 \u00e8 radicato nel significato sponsale del corpo e quasi organicamente ne emerge. Orbene, l\u2019uomo, \u00abdesiderando\u00bb, \u00abguardando per desiderare\u00bb (Mt 5,27-28), sperimenta in modo pi\u00f9 o meno esplicito il distacco da quel significato del corpo, che (come abbiamo gi\u00e0 osservato nelle nostre riflessioni) sta alla base della comunione delle persone: sia fuori del matrimonio, sia \u2013 in modo particolare \u2013 quando l\u2019uomo e la donna sono chiamati a costruire l\u2019unione \u00abnel corpo\u00bb (come proclama il \u00abvangelo del principio\u00bb nel classico testo di Genesi 2,24).<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019esperienza del significato sponsale del corpo \u00e8 subordinata in modo particolare alla chiamata sacramentale, ma non si limita ad essa. Tale significato qualifica la libert\u00e0 del dono, che \u2013 come vedremo con pi\u00f9 precisione nelle ulteriori analisi \u2013 pu\u00f2 realizzarsi non solo nel matrimonio, ma anche in modo diverso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Cristo dice: \u00abChiunque guarda la donna per desiderarla (cio\u00e8 chi guarda con concupiscenza) ha gi\u00e0 commesso adulterio con lei nel suo cuore\u00bb (\u00abl\u2019ha resa adultera nel cuore\u00bb) (Mt 5,28). Non vuole forse egli dire con ci\u00f2 che proprio la concupiscenza \u2013 come l\u2019adulterio \u2013 \u00e8 un distacco interiore dal significato sponsale del corpo? Non vuole rimandare i suoi ascoltatori alle loro esperienze interiori di tale distacco? Non \u00e8 forse per questo che lo definisce \u00abadulterio commesso nel cuore\u00bb?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>UDIENZA GENERALE \u00a0&#8211;\u00a010 settembre 1980 Riflettiamo sulle seguenti parole di Ges\u00f9 tratte dal Discorso della montagna: \u00abChiunque guarda una donna per desiderarla, ha gi\u00e0 commesso adulterio con lei nel suo cuore\u00bb (\u00abl&#8217;ha gi\u00e0 resa adultera nel suo cuore\u00bb) (Mt 5,28). 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