{"id":319,"date":"2016-01-25T15:35:35","date_gmt":"2016-01-25T14:35:35","guid":{"rendered":"https:\/\/www.oasicana.it\/costruire-il-nuovo-senso-etico-attraverso-la-riscoperta-dei-valori\/"},"modified":"2026-07-27T11:56:22","modified_gmt":"2026-07-27T09:56:22","slug":"costruire-il-nuovo-senso-etico-attraverso-la-riscoperta-dei-valori","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.oasicana.it\/en\/costruire-il-nuovo-senso-etico-attraverso-la-riscoperta-dei-valori\/","title":{"rendered":"Building a new ethical sense through the rediscovery of values"},"content":{"rendered":"<p><strong><em>GENERAL AUDIENCE\u00a0 \u2013 <\/em><\/strong>1 ottobre 1980<\/p>\n<ol style=\"text-align: justify\">\n<li>Arriviamo nella nostra analisi alla terza parte dell\u2019enunciato di Cristo nel Discorso della Montagna (Mt 5,27-28). La prima parte era: \u00abAvete inteso che fu detto: non commetterete adulterio\u00bb. La seconda: \u00abMa io vi dico, chiunque guarda una donna per desiderarla\u00bb, \u00e8 grammaticalmente connessa alla terza: \u00abha gi\u00e0 commesso adulterio con lei nel suo cuore\u00bb.<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify\">Il metodo qui applicato, che \u00e8 quello di dividere, di \u00abspezzare\u00bb l\u2019enunciato di Cristo in tre parti, che si susseguono, pu\u00f2 sembrare artificioso. Tuttavia, quando cerchiamo il senso etico dell\u2019intero enunciato, nella sua globalit\u00e0, pu\u00f2 esser utile appunto la divisione del testo da noi usata, a patto che non venga applicata solo in modo disgiuntivo ma congiuntivo. Ed \u00e8 quello che intendiamo fare. Ognuna delle distinte parti ha un proprio contenuto e connotazioni che le sono specifiche, ed \u00e8 appunto quanto vogliamo mettere in rilievo, mediante la divisione del testo; ma al tempo stesso va segnalato che ognuna delle parti si spiega nel rapporto diretto con le altre. Ci\u00f2 si riferisce in primo luogo ai principali elementi semantici, mediante i quali l\u2019enunciato costituisce un insieme. Ecco questi elementi: commettere adulterio, desiderare, commettere adulterio nel corpo, commettere adulterio nel cuore. Sarebbe particolarmente difficile stabilire il senso etico del \u00abdesiderare\u00bb senza l\u2019elemento indicato qui per ultimo, cio\u00e8 l\u2019\u00abadulterio nel cuore\u00bb. Gi\u00e0 l\u2019analisi precedente ha in un certo grado preso in considerazione questo elemento; tuttavia una pi\u00f9 piena comprensione della componente: \u00abcommettere adulterio nel cuore\u00bb \u00e8 possibile solo dopo un\u2019apposita analisi.<\/p>\n<ol style=\"text-align: justify\" start=\"2\">\n<li>Come gi\u00e0 abbiamo accennato all\u2019inizio, si tratta qui di stabilire il senso etico. L\u2019enunciato di Cristo, in Matteo 5,27-28, prende inizio dal comandamento: \u00abnon commettere adulterio\u00bb, per mostrare come occorra intenderlo e metterlo in pratica, affinch\u00e9 abbondi in esso la \u00abgiustizia\u00bb che Dio Jahv\u00e8 come Legislatore ha voluto: affinch\u00e9 essa abbondi in misura maggiore di quanto risultasse dall\u2019interpretazione e dalla casistica dei dottori dell\u2019Antico Testamento. Se le parole di Cristo in tale senso tendono a costruire il nuovo ethos (e in base allo stesso comandamento), la via a ci\u00f2 passa attraverso la riscoperta dei valori, che \u2013 nella comprensione generale anticotestamentaria e nell\u2019applicazione di questo comandamento \u2013 sono andate perdute.<\/li>\n<li>Da questo punto di vista \u00e8 significativa anche la formulazione del testo di Matteo 5,27-28. I1 comandamento \u00abnon commettere adulterio\u00bb \u00e8 formulato come una interdizione che esclude in modo categorico un determinato male morale. E\u2019 noto che la stessa Legge (Decalogo), oltre alla interdizione \u00abnon commettere adulterio\u00bb comprende anche l\u2019interdizione \u00abnon desiderare la moglie del tuo prossimo\u00bb (Es 20,14.17; Dt 5,18.21). Cristo non vanifica un divieto rispetto all\u2019altro. Sebbene parli del \u00abdesiderio\u00bb, tende ad una chiarificazione pi\u00f9 profonda dell\u2019\u00abadulterio\u00bb. E\u2019 significativo che dopo aver citato il divieto \u00abnon commettere adulterio\u00bb, come noto agli ascoltatori, in seguito, nel corso del suo enunciato cambia il suo stile e la struttura logica da normativa in quella narrativo-affermativa. Quando dice: \u00abChiunque guarda una donna per desiderarla, ha gi\u00e0 commesso adulterio con lei nel suo cuore\u00bb, descrive un fatto interiore, la cui realt\u00e0 pu\u00f2 essere facilmente compresa dagli ascoltatori. Al tempo stesso, attraverso il fatto cos\u00ec descritto e qualificato, egli indica come occorre intendere e mettere in pratica il comandamento: \u00abnon commettere adulterio\u00bb, affinch\u00e9 conduca alla \u00abgiustizia\u00bb voluta dal Legislatore.<\/li>\n<li>In tal modo siamo giunti all\u2019espressione \u00abha commesso adulterio nel cuore\u00bb, espressione-cbiave, come pare, per intendere il suo giusto senso etico. Questa espressione \u00e8 in pari tempo la fonte principale per rivelare i valori essenziali del nuovo ethos: dell\u2019ethos del Discorso della Montagna. Come accade spesso nel Vangelo, anche qui riscontriamo un certo paradosso. Come, infatti, pu\u00f2 aver luogo l\u2019\u00abadulterio\u00bb senza \u00abcommettere adulterio\u00bb, cio\u00e8 senza l\u2019atto esteriore, che consente di individuare l\u2019atto vietato dalla Legge? Abbiamo visto quanto si impegnasse la casistica dei \u00abdottori della Legge\u00bb nel precisare questo problema. Ma anche indipendentemente dalla casistica, sembra evidente che l\u2019adulterio possa essere individuato solo \u00abnella carne\u00bb (cfr. Gen 2,24), cio\u00e8 quando i due: l\u2019uomo e la donna, che si uniscono fra loro cos\u00ec: da diventare una sola carne, non sono coniugi legali: marito e moglie. Quale significato pu\u00f2 quindi avere l\u2019\u00abadulterio commesso nel cuore\u00bb? Non \u00e8 questa forse una espressione soltanto metaforica, adoperata dal Maestro per mettere in risalto la peccaminosit\u00e0 della concupiscenza? 5. Se ammettessimo tale lettura semantica dell\u2019enunciato di Cristo (Mt 5,27-28) occorrerebbe riflettere profondamente sulle conseguenze etiche che ne deriverebbero, cio\u00e8 sulle conclusioni circa la regolarit\u00e0 etica del comportamento. L\u2019adulterio avviene quando l\u2019uomo e la donna, che si uniscono fra loro cos\u00ec da diventare una sola carne (cfr. Gen 2,24), cio\u00e8 nel modo proprio dei coniugi, non sono coniugi legali. L\u2019individuazione dell\u2019adulterio come peccato commesso \u00abnel corpo\u00bb \u00e8 strettamente ed esclusivamente unita all\u2019atto \u00abesteriore\u00bb, alla convivenza coniugale che si riferisce anche allo stato delle persone agenti, riconosciuto dalla societ\u00e0. Nel caso in questione questo stato \u00e8 improprio e non autorizza a tale atto (di qui, appunto, la denominazione: \u00abadulterio\u00bb).<\/li>\n<li>Passando alla seconda parte dell\u2019enunciato di Cristo (cio\u00e8 a quello in cui inizia a configurarsi il nuovo ethos) bisognerebbe intendere l\u2019espressione: \u00abchiunque guarda una donna per desiderare\u00bb, nel riferimento esclusivo alle persone secondo il loro stato civile, riconosciuto cio\u00e8 dalla societ\u00e0, siano o no coniugi. Qui cominciano a moltiplicarsi gli interrogativi. Siccome non pu\u00f2 creare dubbi il fatto che Cristo indichi la peccaminosit\u00e0 dell\u2019atto interiore della concupiscenza espressa attraverso lo sguardo rivolto ad ogni donna che non sia la moglie di colui che la guardi in tal modo, pertanto possiamo e perfino dobbiamo chiederci se con la stessa espressione Cristo ammetta e comprovi tale sguardo, tale atto interiore della concupiscenza, diretto verso la donna che \u00e8 moglie dell\u2019uomo, che cos\u00ec la guarda. In favore della risposta affermativa a tale domanda sembra essere la seguente premessa logica: (nel caso in questione) pu\u00f2 commettere l\u2019\u00abadulterio nel cuore\u00bb soltanto l\u2019uomo che \u00e8 soggetto potenziale dell\u2019\u00abadulterio nella carne\u00bb. Dato che questo soggetto non pu\u00f2 essere l\u2019uomo-marito nei riguardi della propria legittima moglie, dunque l\u2019\u00abadulterio nel cuore\u00bb non pu\u00f2 riferirsi a lui, ma pu\u00f2 addebitarsi a colpa di ogni altro uomo. Se marito, egli non pu\u00f2 commetterlo nei riguardi della propria moglie. Egli soltanto ha il diritto esclusivo di \u00abdesiderare\u00bb, di \u00abguardare con concupiscenza\u00bb la donna che \u00e8 sua moglie, e mai si potr\u00e0 dire che a motivo di un tale atto interiore meriti d\u2019esser accusato dell\u2019\u00abadulterio commesso nel cuore\u00bb. Se in virt\u00f9 del matrimonio ha il diritto di \u00abunirsi con sua moglie\u00bb, cos\u00ec che \u00abi due saranno una sola carne\u00bb, questo atto non pu\u00f2 mai essere chiamato \u00abadulterio\u00bb; analogamente non pu\u00f2 essere definito \u00abadulterio commesso nel cuore\u00bb l\u2019atto interiore del \u00abdesiderio\u00bb di cui tratta il Discorso della Montagna.<\/li>\n<li>Tale interpretazione delle parole di Cristo in Matteo 5,27-28, sembra corrispondere alla logica del Decalogo, in cui, oltre al comandamento \u00abnon commettere adulterio\u00bb (VI), c\u2019\u00e8 anche il comandamento \u00abnon desiderare la moglie del tuo prossimo\u00bb (IX). Inoltre il ragionamento che \u00e8 stato fatto a suo sostegno ha tutte le caratteristiche della correttezza obiettiva e dell\u2019esattezza.<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify\">Nondimeno, resta fondatamente in dubbio se questo ragionamento tiene conto di tutti gli aspetti della rivelazione nonch\u00e9 della teologia del corpo che debbono essere considerati, soprattutto quando vogliamo comprendere le parole di Cristo. Abbiamo gi\u00e0 visto in precedenza qual \u00e8 il \u00abpeso specifico\u00bb di questa locuzione, quanto ricche sono le implicazioni antropologiche e teologiche dell\u2019unica frase in cui Cristo si riporta \u00aball\u2019origine\u00bb (cfr. Mt 19,8). Le implicazioni antropologiche e teologiche dell\u2019enunciato del Discorso della Montagna, in cui Cristo si richiama al cuore umano conferiscono all\u2019enunciato stesso anche un \u00abpeso specifico\u00bb proprio, e in pari tempo ne determinano la coerenza con l\u2019insieme dell\u2019insegnamento evangelico. E perci\u00f2 dobbiamo ammettere che l\u2019interpretazione sopra presentata, con tutta la sua oggettiva correttezza e precisione logica, richiede un certo ampliamento e, soprattutto, un approfondimento. Dobbiamo ricordare che il richiamo al cuore umano, espresso forse in modo paradossale (cfr. Mt 5,27-28), proviene da Colui che \u00absapeva quel che c\u2019\u00e8 in ogni uomo\u00bb (Gv 2,25). E se le sue parole confermano i comandamenti del Decalogo (non soltanto il sesto, ma anche il nono), al tempo stesso esprimono quella scienza sull\u2019uomo, che \u2013 come abbiamo altrove rilevato \u2013 ci consente di unire la consapevolezza della peccaminosit\u00e0 umana con la prospettiva della \u00abredenzione del corpo\u00bb (cfr. Rm 8,23). Appunto tale \u00abscienza sta alle basi del nuovo ethos\u00bb che emerge dalle parole del Discorso della Montagna.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Prendendo in considerazione tutto ci\u00f2, concludiamo che, come nell\u2019intendere l\u2019\u00abadulterio nella carne\u00bb Cristo sottopone a critica l\u2019interpretazione erronea e unilaterale dell\u2019adulterio che deriva dalla mancata osservanza della monogamia (cio\u00e8 del matrimonio inteso come l\u2019alleanza indefettibile delle persone), cos\u00ec anche nell\u2019intendere l\u2019\u00abadulterio nel cuore\u00bb Cristo prende in considerazione non soltanto il reale stato giuridico dell\u2019uomo e della donna in questione. Cristo fa dipendere la valutazione morale del \u00abdesiderio\u00bb soprattutto dalla stessa dignit\u00e0 personale dell\u2019uomo e della donna; e questo ha la sua importanza sia quando si tratta di persone non sposate, sia \u2013 e forse ancor pi\u00f9 \u2013 quando sono coniugi, moglie e marito. Da questo punto di vista ci converr\u00e0 completare l\u2019analisi delle parole del Discorso della Montagna, e lo faremo la prossima volta.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>UDIENZA GENERALE\u00a0 &#8211; 1 ottobre 1980 Arriviamo nella nostra analisi alla terza parte dell&#8217;enunciato di Cristo nel Discorso della Montagna (Mt 5,27-28). La prima parte era: \u00abAvete inteso che fu detto: non commetterete adulterio\u00bb. 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