{"id":318,"date":"2016-01-25T15:40:18","date_gmt":"2016-01-25T14:40:18","guid":{"rendered":"https:\/\/www.oasicana.it\/interpretazione-psicologica-e-teologica-del-concetto-di-concupiscenza\/"},"modified":"2026-07-27T11:56:22","modified_gmt":"2026-07-27T09:56:22","slug":"interpretazione-psicologica-e-teologica-del-concetto-di-concupiscenza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.oasicana.it\/en\/interpretazione-psicologica-e-teologica-del-concetto-di-concupiscenza\/","title":{"rendered":"Psychological and theological interpretation of the concept of concupiscence"},"content":{"rendered":"<p><strong><em>GENERAL AUDIENCE\u00a0 \u2013 <\/em><\/strong>8 ottobre 1980<\/p>\n<ol>\n<li style=\"text-align: justify\">Desidero oggi portare a termine l\u2019analisi delle parole pronunziate da Cristo, nel discorso della montagna, sull\u2019\u00abadulterio\u00bb e sulla \u00abconcupiscenza\u00bb, e in particolare dell\u2019ultima componente dell\u2019enunciato, in cui si definisce specificamente la \u00abconcupiscenza dello sguardo\u00bb, come \u00abadulterio commesso nel cuore\u00bb.<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify\">Gi\u00e0 in precedenza abbiamo constatato che le suddette parole vengono di solito intese come desiderio della moglie altrui (cio\u00e8 secondo lo spirito del IX comandamento del Decalogo). Sembra per\u00f2 che questa interpretazione \u2013 pi\u00f9 restrittiva \u2013 possa e debba essere allargata alla luce del contesto globale. Sembra che la valutazione morale della concupiscenza (del \u00abguardare per desiderare\u00bb) che Cristo chiama \u00abadulterio commesso nel cuore\u00bb, dipenda soprattutto dalla stessa dignit\u00e0 personale dell\u2019uomo e della donna; ci\u00f2 vale sia per coloro che non sono congiunti in matrimonio, sia \u2013 e forse ancor pi\u00f9 \u2013 per quelli che sono marito e moglie.<\/p>\n<ol style=\"text-align: justify\" start=\"2\">\n<li>L\u2019analisi, che finora abbiamo fatto dell\u2019enunciato di Matteo 5,27-28: \u00abAvete inteso che fu detto: Non commettere adulterio; ma io vi dico: chiunque guarda una donna per desiderarla, ha gi\u00e0 commesso adulterio con lei nel suo cuore\u00bb, indica la necessit\u00e0 di ampliare e soprattutto di approfondire l\u2019interpretazione anteriormente presentata, riguardo al senso etico che tale enunciato contiene. Ci soffermiamo sulla situazione descritta dal Maestro, situazione nella quale colui che \u00abcommette adulterio nel cuore\u00bb, mediante un atto interiore di concupiscenza (espresso dallo sguardo), \u00e8 l\u2019uomo. E\u2019 significativo che Cristo, parlando dell\u2019oggetto di tale atto, non sottolinea che \u00e8 \u00abla moglie altrui\u00bb, o la donna che non \u00e8 la propria moglie, ma dice genericamente: la donna. L\u2019adulterio commesso \u00abnel cuore\u00bb non \u00e8 circoscritto nei limiti del rapporto interpersonale, i quali consentono di individuare l\u2019adulterio commesso \u00abnel corpo\u00bb. Non sono tali limiti a decidere esclusivamente ed essenzialmente dell\u2019adulterio commesso \u00abnel cuore\u00bb, ma la natura stessa della concupiscenza, espressa in questo caso attraverso lo sguardo, cio\u00e8 per il fatto che quell\u2019uomo \u2013 di cui, a titolo di esempio, parla Cristo \u2013 \u00abguarda per desiderare\u00bb. L\u2019adulterio \u00abnel cuore\u00bb viene commesso non soltanto perch\u00e9 l\u2019uomo \u00abguarda\u00bb in tal modo la donna che non \u00e8 sua moglie, ma appunto perch\u00e9 guarda cos\u00ec una donna. Anche se guardasse in questo modo la donna che \u00e8 sua moglie commetterebbe lo stesso adulterio \u00abnel cuore\u00bb.<\/li>\n<li>Questa interpretazione sembra prendere in considerazione, in modo pi\u00f9 ampio, ci\u00f2 che nell\u2019insieme delle presenti analisi \u00e8 stato detto sulla concupiscenza, e in primo luogo sulla concupiscenza della carne, quale elemento permanente della peccaminosit\u00e0 dell\u2019uomo (status naturae lapsae). La concupiscenza che, come atto interiore, nasce da questa base (come abbiamo cercato di indicare nella precedente analisi), muta l\u2019intenzionalit\u00e0 stessa dell\u2019esistere della donna \u00abper\u00bb l\u2019uomo, riducendo la ricchezza della perenne chiamata alla comunione delle persone, la ricchezza della profonda attrattiva della mascolinit\u00e0 e della femminilit\u00e0, al solo appagamento del \u00abbisogno\u00bb sessuale del corpo (a cui sembra collegarsi pi\u00f9 da vicino il concetto di \u00abistinto\u00bb). Una tale riduzione fa s\u00ec che la persona (in questo caso, la donna) diventa per l\u2019altra persona (per l\u2019uomo) soprattutto l\u2019oggetto dell\u2019appagamento potenziale del proprio \u00abbisogno\u00bb sessuale.<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify\">Si deforma cos\u00ec quel reciproco \u00abper\u00bb, che perde il suo carattere di comunione delle persone a favore della funzione utilitaristica. L\u2019uomo che \u00abguarda\u00bb in tal modo, come scrive Matteo 5,27-28, \u00absi serve\u00bb della donna, della sua femminilit\u00e0, per appagare il proprio \u00abistinto\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Sebbene non lo faccia con un atto esteriore, gi\u00e0 nel suo intimo ha assunto tale atteggiamento, interiormente cos\u00ec decidendo rispetto ad una determinata donna. In ci\u00f2 consiste appunto l\u2019adulterio \u00abcommesso nel cuore\u00bb. Tale adulterio \u00abnel cuore\u00bb pu\u00f2 commettere l\u2019uomo anche nei riguardi della propria moglie, se la tratta soltanto come oggetto di appagamento dell\u2019istinto.<\/p>\n<ol style=\"text-align: justify\" start=\"4\">\n<li>Non \u00e8 possibile giungere alla seconda interpretazione delle parole di Matteo 5,27-28, se ci limitiamo all\u2019interpretazione puramente psicologica della concupiscenza, senza tener conto di ci\u00f2 che costituisce il suo specifico carattere teologico, cio\u00e8 il rapporto organico tra la concupiscenza (come atto) e la concupiscenza della carne, come, per cos\u00ec dire, disposizione permanente che deriva dalla peccaminosit\u00e0 dell\u2019uomo. Sembra che l\u2019interpretazione puramente psicologica (ovvero \u00absessuologica\u00bb) della \u00abconcupiscenza\u00bb non costituisca una base sufficiente per comprendere il relativo testo del discorso della montagna. Se invece ci riferiamo all\u2019interpretazione teologica, \u2013 senza sottovalutare ci\u00f2 che nella prima interpretazione (quella psicologica) resta immutabile \u2013 essa, cio\u00e8 la seconda interpretazione (quella teologica) ci appare come pi\u00f9 completa. Grazie ad essa, infatti, diviene pi\u00f9 chiaro anche il significato etico dell\u2019enunciato-chiave del discorso della montagna a cui dobbiamo l\u2019adeguata dimensione dell\u2019ethos del Vangelo.<\/li>\n<li>Nel delineare questa dimensione, Cristo resta fedele alla Legge: \u00abNon pensate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non sono venuto per abolire, ma per dare compimento\u00bb (Mt 5,17). Di conseguenza dimostra quanto ci sia bisogno di scendere in profondit\u00e0, quanto ci sia bisogno di svelare a fondo le latebre del cuore umano, affinch\u00e9 questo cuore possa diventare un luogo di \u00abadempimento\u00bb alla Legge. L\u2019enunciato di Matteo 5,27-28, che rende manifesta la prospettiva interiore dell\u2019adulterio commesso \u00abnel cuore\u00bb \u2013 e in questa prospettiva addita le giuste vie per adempiere il comandamento: \u00abNon commettere adulterio\u00bb \u2013 ne \u00e8 un singolare argomento. Questo enunciato (Mt 5,27-28) si riferisce infatti, alla sfera in cui si tratta in modo particolare della \u00abpurezza del cuore\u00bb (cfr. Mt 5,8) (espressione che nella Bibbia \u2013 come \u00e8 noto \u2013 ha un significato ampio). Anche altrove avremo occasione di considerare in che modo il comandamento \u00abNon commettere adulterio\u00bb \u2013 il quale, quanto al modo in cui viene espresso ed al contenuto, \u00e8 un divieto univoco e severo (come il comandamento \u00abNon desiderare la moglie del tuo prossimo\u00bb) (Es 20,17) \u2013 si compie appunto mediante la \u00abpurezza di cuore\u00bb. Della severit\u00e0 e forza della proibizione testimoniano indirettamente le successive parole del testo del discorso della montagna, in cui Cristo parla figuratamente del \u00abcavare l\u2019occhio\u00bb e del \u00abtagliare la mano\u00bb, allorch\u00e9 queste membra fossero causa di peccato (cfr. Mt 5,29-30).<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify\">Abbiamo constatato in precedenza che la legislazione dell\u2019Antico Testamento, pur abbondando di punizioni improntate a severit\u00e0 tuttavia essa non contribuiva \u00aba dare compimento alla Legge\u00bb, perch\u00e9 la sua casistica era contrassegnata da molteplici compromessi con la concupiscenza della carne. Cristo invece insegna che il comandamento si adempie attraverso la \u00abpurezza di cuore\u00bb, la quale non viene partecipata all\u2019uomo se non a prezzo di fermezza nei confronti di tutto ci\u00f2 che ha origine dalla concupiscenza della carne. Acquista la \u00abpurezza di cuore\u00bb chi sa esigere coerentemente dal suo \u00abcuore\u00bb: dal suo \u00abcuore\u00bb e dal suo \u00abcorpo\u00bb.<\/p>\n<ol style=\"text-align: justify\" start=\"6\">\n<li>Il comandamento \u00abNon commettere adulterio\u00bb trova la sua giusta motivazione nell\u2019indissolubilit\u00e0 del matrimonio, in cui l\u2019uomo e la donna, in virt\u00f9 dell\u2019originario disegno del Creatore, si uniscono in modo che \u00abi due diventano una sola carne\u00bb (cfr. Gen 2,24).<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019adulterio, per sua essenza, contrasta con tale unit\u00e0, nel senso in cui questa unit\u00e0 corrisponde alla dignit\u00e0 delle persone. Cristo non soltanto conferma questo essenziale significato etico del comandamento, ma tende a consolidarlo nella stessa profondit\u00e0 della persona umana. La nuova dimensione dell\u2019ethos \u00e8 collegata sempre con la rivelazione di quel profondo, che viene chiamato \u00abcuore\u00bb e con la liberazione di esso dalla \u00abconcupiscenza\u00bb, in modo che in quel cuore possa risplendere pi\u00f9 pienamente l\u2019uomo: maschio e femmina in tutta la verit\u00e0 interiore del reciproco \u00abper\u00bb. Liberato dalla costrizione e dalla menomazione dello spirito che porta con s\u00e9 la concupiscenza della carne, l\u2019essere umano: maschio e femmina, si ritrova reciprocamente nella libert\u00e0 del dono che \u00e8 la condizione di ogni convivenza nella verit\u00e0, ed, in particolare, nella libert\u00e0 del reciproco donarsi, poich\u00e9 entrambi, come marito e moglie, debbono formare l\u2019unit\u00e0 sacramentale voluta, come dice Genesi 2,24, dallo stesso Creatore.<\/p>\n<ol style=\"text-align: justify\" start=\"7\">\n<li>Come \u00e8 evidente, l\u2019esigenza, che nel discorso della montagna Cristo pone a tutti i suoi ascoltatori attuali e potenziali, appartiene allo spazio interiore in cui l\u2019uomo \u2013 proprio colui che lo ascolta \u2013 deve scorgere di nuovo la pienezza perduta della sua umanit\u00e0, e volerla riacquistare. Quella pienezza nel rapporto reciproco delle persone: dell\u2019uomo e della donna, il Maestro la rivendica in Matteo 5,27-28, avendo in mente soprattutto l\u2019indissolubilit\u00e0 del matrimonio, ma anche ogni altra forma di convivenza degli uomini e delle donne, di quella convivenza che costituisce la pura e semplice trama dell\u2019esistenza. La vita umana, per sua natura, \u00e8 \u00abcoeducativa\u00bb, e la sua dignit\u00e0, il suo equilibrio dipendono, ogni momento della storia e in ogni punto di longitudine e latitudine geografica, da \u00abchi\u00bb sar\u00e0 lei per lui, e lui per lei.<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify\">Le parole pronunziate da Cristo nel discorso della montagna hanno indubbiamente tale portata universale e insieme profonda. Solo cos\u00ec possono essere intese nella bocca di Colui, che sino in fondo \u00absapeva quello che c\u2019\u00e8 in ogni uomo\u00bb (Gv 2,25), e che, nello stesso tempo, portava in s\u00e9 il mistero della \u00abredenzione del corpo\u00bb come si esprimer\u00e0 S. Paolo. Dobbiamo temere la severit\u00e0 di queste parole, o piuttosto aver fiducia nel loro contenuto salvifico, nella loro potenza? In ogni caso, l\u2019analisi compiuta delle parole pronunziate da Cristo nel discorso della montagna apre la strada ad ulteriori riflessioni indispensabili per avere piena consapevolezza dell\u2019uomo \u00abstorico\u00bb, e soprattutto dell\u2019uomo contemporaneo: della sua coscienza e del suo \u00abcuore\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>UDIENZA GENERALE\u00a0 &#8211; 8 ottobre 1980 Desidero oggi portare a termine l&#8217;analisi delle parole pronunziate da Cristo, nel discorso della montagna, sull&#8217;\u00abadulterio\u00bb e sulla \u00abconcupiscenza\u00bb, e in particolare dell&#8217;ultima componente dell&#8217;enunciato, in cui si definisce specificamente la \u00abconcupiscenza dello sguardo\u00bb, come \u00abadulterio commesso nel cuore\u00bb. 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