{"id":315,"date":"2016-01-25T16:08:38","date_gmt":"2016-01-25T15:08:38","guid":{"rendered":"https:\/\/www.oasicana.it\/la-forza-originaria-della-creazione-diventi-per-luomo-forza-di-redenzione\/"},"modified":"2026-07-27T11:56:22","modified_gmt":"2026-07-27T09:56:22","slug":"la-forza-originaria-della-creazione-diventi-per-luomo-forza-di-redenzione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.oasicana.it\/en\/la-forza-originaria-della-creazione-diventi-per-luomo-forza-di-redenzione\/","title":{"rendered":"La forza originaria della creazione diventi per l&#8217;uomo forza di redenzione"},"content":{"rendered":"<p><strong><em>GENERAL AUDIENCE\u00a0 \u2013 <\/em><\/strong>29 ottobre 1980<\/p>\n<ol style=\"text-align: justify\">\n<li>Gi\u00e0 da lungo tempo, ormai, le nostre riflessioni del mercoled\u00ec s\u2019incentrano sul seguente enunciato di Ges\u00f9 Cristo nel Discorso della montagna: \u00abAvete inteso che fu detto: Non commettere adulterio; ma io vi dico: chiunque guarda una donna per desiderarla, ha gi\u00e0 commesso adulterio con lei (nei suoi confronti) nel suo cuore\u00bb (Mt 5,27-28).<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify\">Ultimamente abbiamo chiarito che le suddette parole non possono essere intese n\u00e9 interpretate in chiave manichea. Esse non contengono, in alcun modo, la condanna del corpo e della sessualit\u00e0. Racchiudono soltanto un richiamo a vincere la triplice concupiscenza, ed in particolare la concupiscenza della carne: ci\u00f2 che appunto scaturisce dall\u2019affermazione della dignit\u00e0 personale del corpo e della sessualit\u00e0, e unicamente convalida tale affermazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Precisare tale formulazione, ossia determinare il significato proprio delle parole del Discorso della montagna, in cui Cristo fa richiamo al cuore umano (cfr. Mt 5,27-28), \u00e8 importante non soltanto a motivo di \u00ababitudini inveterate\u00bb, sorte dal manicheismo, nel modo di pensare e di valutare le cose, ma anche a motivo di alcune posizioni contemporanee che interpretano il senso dell\u2019uomo e della morale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ricceur ha qualificato Freud, Marx e Nietzsche come \u00abmaestri del sospetto\u00bb (\u00abmaitres du soupcon\u00bb), avendo in mente l\u2019insieme dei sistemi che ciascuno di essi rappresenta, e forse soprattutto la base nascosta e l\u2019orientamento di ciascuno di essi nell\u2019intendere ed interpretare l\u2019humanum stesso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Sembra necessario accennare, almeno brevemente, a questa base e a questo orientamento. Occorre farlo per scoprire da una parte una significativa convergenza, e dall\u2019altra anche una divergenza fondamentale con l\u2019ermeneutica, che ha la sua sorgente nella Bibbia, a cui tentiamo di dare espressione nelle nostre analisi. In che cosa consiste la convergenza? Consiste nel fatto che i pensatori sopra menzionati, i quali hanno esercitato ed esercitano grande influsso sul modo di pensare e di valutare degli uomini del nostro tempo, sembrano in sostanza anche giudicare ed accusare il \u00abcuore\u00bb dell\u2019uomo. Ancor pi\u00f9, sembrano giudicarlo ed accusarlo a motivo di ci\u00f2 che nel linguaggio biblico, soprattutto giovanneo, viene chiamato concupiscenza, la triplice concupiscenza.<\/p>\n<ol style=\"text-align: justify\" start=\"2\">\n<li>Si potrebbe far qui una certa distribuzione delle parti.<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify\">Nell\u2019ermeneutica nietzschiana il giudizio e l\u2019accusa del cuore umano corrispondono, in certo modo, a ci\u00f2 che nel linguaggio biblico \u00e8 chiamato \u00absuperbia della vita\u00bb; nell\u2019ermeneutica marxista, a ci\u00f2 che \u00e8 stato chiamato \u00abconcupiscenza degli occhi\u00bb; nell\u2019ermeneutica freudiana, invece, a ci\u00f2 che viene chiamato \u00abconcupiscenza della carne\u00bb. La convergenza di queste concezioni con l\u2019ermeneutica dell\u2019uomo fondata sulla Bibbia consiste nel fatto che, scoprendo nel cuore umano la triplice concupiscenza, avremmo potuto anche noi limitarci a porre quel cuore in stato di continuo sospetto. Tuttavia, la Bibbia non ci permette di fermarci qui. Le parole di Cristo secondo Matteo 5,27-28, sono tali che, pur manifestando tutta la realt\u00e0 del desiderio e della concupiscenza, non consentono che si faccia di tale concupiscenza il criterio assoluto dell\u2019antropologia e dell\u2019etica, ossia il nucleo stesso dell\u2019ermeneutica dell\u2019uomo. Nella Bibbia, la triplice concupiscenza non costituisce il criterio fondamentale e magari unico ed assoluto dell\u2019antropologia e dell\u2019etica, sebbene sia indubbiamente un coefficiente importante per comprendere l\u2019uomo, le sue azioni e il loro valore morale. Anche l\u2019analisi finora da noi fatta lo mostra.<\/p>\n<ol style=\"text-align: justify\" start=\"3\">\n<li>Pur volendo arrivare ad una completa interpretazione delle parole di Cristo sull\u2019uomo che \u00abguarda con concupiscenza\u00bb (cfr. Mt 5,27-28), noi non possiamo accontentarci di qualunque concezione della \u00abconcupiscenza\u00bb, anche nel caso che si raggiungesse la pienezza della verit\u00e0 \u00abpsicologica\u00bb a noi accessibile; dobbiamo, invece, attingere alla Prima Lettera di Giovanni 2,15-16 ed alla \u00abteologia della concupiscenza\u00bb che vi \u00e8 racchiusa. L\u2019uomo che \u00abguarda per desiderare\u00bb; \u00e8 infatti l\u2019uomo della triplice concupiscenza, \u00e8 l\u2019uomo della concupiscenza della carne. Perci\u00f2 egli \u00abpu\u00f2\u00bb guardare in tal modo e perfino deve esser conscio che, abbandonando questo atto interiore in balia delle forze della natura, non pu\u00f2 evitare l\u2019influsso della concupiscenza della carne. In Matteo 5,27-28 Cristo tratta anche di questo e vi richiama l\u2019attenzione. Le sue parole si riferiscono non soltanto all\u2019atto concreto di \u00abconcupiscenza\u00bb, ma, indirettamente, anche all\u2019\u00abuomo di concupiscenza\u00bb.<\/li>\n<li>Perch\u00e9 queste parole del Discorso della montagna, malgrado la convergenza di ci\u00f2 che dicono riguardo al cuore umano (cfr. Mt 5,19-20) con ci\u00f2 che \u00e8 stato espresso nell\u2019ermeneutica dei \u00abmaestri del sospetto\u00bb, non possono essere considerate come base nella suddetta ermeneutica o di una analoga? E perch\u00e9 costituiscono, esse, una espressione, una configurazione di un ethos totalmente diverso? \u2013 diverso non soltanto da quello manicheo, ma anche da quello freudiano? Penso che l\u2019insieme delle analisi e riflessioni, finora fatte, dia risposta a questo interrogativo. Riassumendo, si pu\u00f2 dire brevemente che le parole di Cristo secondo Matteo 5,27-28 non consentono di arrestarci all\u2019accusa del cuore umano e metterlo in stato di continuo sospetto, ma debbono essere intese ed interpretate soprattutto come un richiamo rivolto al cuore. Ci\u00f2 deriva dalla natura stessa dell\u2019ethos della redenzione. Sul fondamento di questo mistero, che San Paolo (Rm 8,23) definisce \u00abredenzione del corpo\u00bb, sul fondamento della realt\u00e0 denominata \u00abredenzione\u00bb e, di conseguenza, sul fondamento dell\u2019ethos della redenzione del corpo, non possiamo fermarci soltanto all\u2019accusa del cuore umano in base al desiderio e alla concupiscenza della carne.<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019uomo non pu\u00f2 fermarsi a porre il \u00abcuore\u00bb in stato di continuo ed irreversibile sospetto a causa delle manifestazioni della concupiscenza della carne e della libido, che, fra l\u2019altro, uno psicanalista rileva mediante le analisi dell\u2019inconscio. La redenzione \u00e8 una verit\u00e0, una realt\u00e0, nel cui nome l\u2019uomo deve sentirsi chiamato, e \u00abchiamato con efficacia\u00bb. Deve rendersi conto di tale chiamata anche mediante le parole di Cristo secondo Matteo 5,27-28, riflette nel pieno contesto della rivelazione del corpo. L\u2019uomo deve sentirsi chiamato a riscoprire, anzi, a realizzare il significato sponsale del corpo e ad esprimere in tal modo la libert\u00e0 interiore del dono, cio\u00e8 di quello stato e di quella forza spirituali, che derivano dal dominio della concupiscenza della carne.<\/p>\n<ol style=\"text-align: justify\" start=\"5\">\n<li>L\u2019uomo \u00e8 chiamato a questo dalla parola del Vangelo, quindi dall\u2019\u00abesterno\u00bb, ma contemporaneamente \u00e8 chiamato dall\u2019\u00abinterno\u00bb. Le parole di Cristo, il quale nel Discorso della Montagna si richiama al \u00abcuore\u00bb, inducono, in certo senso, l\u2019ascoltatore a tale chiamata interiore. Se egli consentir\u00e0 a che esse agiscano in lui, potr\u00e0 udire al tempo stesso nel suo intimo quasi l\u2019eco di quel \u00abprincipio\u00bb, di quel buon \u00abprincipio\u00bb al quale Cristo fece riferimento un\u2019altra volta, per ricordare ai propri ascoltatori chi sia l\u2019uomo, chi sia la donna e chi siano reciprocamente l\u2019uno per l\u2019altro nell\u2019opera della creazione.<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify\">Le parole di Cristo pronunziate nel Discorso della Montagna non sono un richiamo lanciato nel vuoto. Non sono rivolte all\u2019uomo del tutto impegnato nella concupiscenza della carne, incapace di cercare un\u2019altra forma di rapporti reciproci nell\u2019ambito della perenne attrattiva, che accompagna la storia dell\u2019uomo e della donna appunto \u00abdal principio\u00bb. Le parole di Cristo testimoniano che la forza originaria (quindi anche la grazia)- del mistero della creazione diventa per ognuno di loro forza (cio\u00e8 grazia) del mistero della redenzione. Ci\u00f2 riguarda la stessa \u00abnatura\u00bb, lo stesso substrato dell\u2019umanit\u00e0 della persona, i pi\u00f9 profondi impulsi del \u00abcuore\u00bb. Non sente forse l\u2019uomo, insieme alla concupiscenza, un profondo bisogno di conservare la dignit\u00e0 dei rapporti reciproci, che trovano la loro espressione nel corpo, grazie alla sua mascolinit\u00e0 e femminilit\u00e0? Non sente forse il bisogno di impregnarli di tutto ci\u00f2 che \u00e8 nobile e bello? Non sente forse il bisogno di conferire loro il supremo valore che \u00e8 l\u2019amore? 6. A rileggerlo, questo appello racchiuso nelle parole di Cristo nel Discorso della Montagna non pu\u00f2 essere un atto staccato dal contesto dell\u2019esistenza concreta. Esso significa sempre \u2013 sebbene soltanto nella dimensione dell\u2019atto a cui si riferisce \u2013 la riscoperta del significato di tutta l\u2019esistenza, del significato della vita, in cui \u00e8 compreso anche quel significato del corpo, che qui chiamiamo a sponsale\u00bb. Il significato del corpo \u00e8, in certo senso, l\u2019antitesi della libido freudiana. Il significato della vita \u00e8 l\u2019antitesi dell\u2019ermeneutica \u00abdel sospetto\u00bb. Tale ermeneutica \u00e8 molto differente, \u00e8 radicalmente differente da quella che riscopriamo nelle parole di Cristo nel Discorso della Montagna. Queste parole svelano non solamente un altro ethos, ma pure un\u2019altra visione delle possibilit\u00e0 dell\u2019uomo. E\u2019 importante che egli, proprio nel suo \u00abcuore\u00bb, non si senta soltanto irrevocabilmente accusato e dato in preda alla concupiscenza della carne, ma che nello stesso cuore si senta chiamato con energia. Chiamato appunto a quel supremo valore che \u00e8 l\u2019amore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Chiamato come persona nella verit\u00e0 della sua umanit\u00e0, dunque anche nella verit\u00e0 della sua mascolinit\u00e0 e femminilit\u00e0, nella verit\u00e0 del suo corpo. Chiamato in quella verit\u00e0 che \u00e8 patrimonio \u00abdel principio\u00bb, patrimonio del suo cuore, pi\u00f9 profondo della peccaminosit\u00e0 ereditata, pi\u00f9 profondo della triplice concupiscenza. Le parole di Cristo, inquadrate nell\u2019intera realt\u00e0 della creazione e della redenzione, riattualizzano quella eredit\u00e0 pi\u00f9 profonda e le donano una reale forza nella vita dell\u2019uomo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>UDIENZA GENERALE\u00a0 &#8211; 29 ottobre 1980 Gi\u00e0 da lungo tempo, ormai, le nostre riflessioni del mercoled\u00ec s&#8217;incentrano sul seguente enunciato di Ges\u00f9 Cristo nel Discorso della montagna: \u00abAvete inteso che fu detto: Non commettere adulterio; ma io vi dico: chiunque guarda una donna per desiderarla, ha gi\u00e0 commesso adulterio con lei (nei suoi confronti) nel [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[12],"tags":[],"class_list":["post-315","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-catechesi-sullamore-umano"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.oasicana.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/315","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.oasicana.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.oasicana.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.oasicana.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.oasicana.it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=315"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.oasicana.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/315\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":592,"href":"https:\/\/www.oasicana.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/315\/revisions\/592"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.oasicana.it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=315"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.oasicana.it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=315"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.oasicana.it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=315"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}