{"id":312,"date":"2016-01-25T16:38:40","date_gmt":"2016-01-25T15:38:40","guid":{"rendered":"https:\/\/www.oasicana.it\/cristo-ci-chiama-a-ritrovare-le-forze-vive-delluomo-nuovo\/"},"modified":"2026-07-27T11:56:22","modified_gmt":"2026-07-27T09:56:22","slug":"cristo-ci-chiama-a-ritrovare-le-forze-vive-delluomo-nuovo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.oasicana.it\/en\/cristo-ci-chiama-a-ritrovare-le-forze-vive-delluomo-nuovo\/","title":{"rendered":"Cristo ci chiama a ritrovare le forze vive dell&#8217;uomo nuovo"},"content":{"rendered":"<p><strong><em>GENERAL AUDIENCE <\/em><\/strong><em>\u2013 <\/em>3 dicembre 1980<\/p>\n<ol>\n<li style=\"text-align: justify\">All\u2019inizio delle nostre considerazioni sulle parole di Cristo nel Discorso della montagna (Mt 5,27-28), abbiamo costatato che esse contengono un profondo significato etico ed antropologico. Si tratta qui del passo in cui Cristo ricorda il comandamento: \u00abNon commettere adulterio\u00bb, e aggiunge: \u00abChiunque guarda una donna per desiderarla, ha gi\u00e0 commesso adulterio con lei (o verso di lei) nel suo cuore\u00bb.<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify\">Parliamo di significato etico ed antropologico di tali parole, perch\u00e9 esse alludono alle due dimensioni strettamente connesse dell\u2019ethos e dell\u2019uomo \u00abstorico\u00bb. Abbiamo cercato, nel corso delle precedenti analisi, di seguire queste due dimensioni, avendo sempre in mente che le parole di Cristo sono rivolte al \u00abcuore\u00bb, cio\u00e8 all\u2019uomo interiore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019uomo interiore \u00e8 il soggetto specifico dell\u2019ethos del corpo, e di questo il Cristo vuole impregnare la coscienza e la volont\u00e0 dei suoi ascoltatori e discepoli. E\u2019 indubbiamente un ethos \u00abnuovo\u00bb. E\u2019 \u00abnuovo\u00bb, in confronto all\u2019ethos degli uomini dell\u2019Antico Testamento, come abbiamo gi\u00e0 cercato di mostrare in analisi pi\u00f9 particolareggiate.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Esso \u00e8 \u00abnuovo\u00bb anche rispetto allo stato dell\u2019uomo \u00abstorico\u00bb, posteriore al peccato originale, cio\u00e8 rispetto all\u2019\u00abuomo della concupiscenza\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">E\u2019 quindi un ethos \u00abnuovo\u00bb in un senso e in una portata universali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">E\u2019 \u00abnuovo\u00bb rispetto ad ogni uomo, indipendentemente da qualsiasi longitudine e latitudine geografica e storica.<\/p>\n<ol style=\"text-align: justify\" start=\"2\">\n<li>Questo \u00abnuovo\u00bb ethos, che emerge dalla prospettiva delle parole di Cristo pronunziate nel Discorso de]la montagna, lo abbiamo pi\u00f9 volte chiamato \u00abethos della redenzione\u00bb e, pi\u00f9 precisamente, ethos della redenzione del corpo. Abbiamo qui seguito san Paolo, che nella lettera ai Romani contrappone \u00abla schiavit\u00f9 della corruzione\u00bb (Rm 8,21) e la sottomissione \u00aballa caducit\u00e0\u00bb (Rm 8,20) \u2013 di cui \u00e8 divenuta partecipe tutta la creazione a causa del peccato \u2013 al desiderio della \u00abredenzione del nostro corpo\u00bb (Rm 8,23). In questo contesto, l\u2019apostolo parla dei gemiti di \u00abtutta la creazione\u00bb, che \u00abnutre la speranza di essere lei pure liberata dalla schiavit\u00f9 della corruzione, per entrare nella libert\u00e0 della gloria dei figli di Dio\u00bb (Rm 8,20-21).<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify\">In tal modo S. Paolo svela la situazione di tutto il creato e in particolare quella dell\u2019uomo dopo il peccato. Significativa per questa situazione \u00e8 l\u2019aspirazione che \u2013 insieme con la nuova \u00abadozione a figli\u00bb (Rm 8,23) \u2013 tende proprio alla \u00abredenzione del corpo\u00bb, presentata come il fine, come il frutto escatologico e maturo del mistero della redenzione dell\u2019uomo e del mondo, compiuta da Cristo.<\/p>\n<ol style=\"text-align: justify\" start=\"3\">\n<li>In che senso, dunque, possiamo parlare dell\u2019ethos della redenzione e specialmente dell\u2019ethos della redenzione del corpo? Dobbiamo riconoscere che nel contesto delle parole del Discorso della montagna (Mt 5,27-28), da noi analizzate, questo significato non appare ancora in tutta la sua pienezza. Esso si manifester\u00e0 pi\u00f9 completamente quando esamineremo altre parole di Cristo, quelle cio\u00e8 in cui Egli fa riferimento alla risurrezione (cfr. Mt 22,30; Mc 12,25; Lc 20,35-36).<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify\">Tuttavia non vi \u00e8 dubbio alcuno che anche nel Discorso della montagna Cristo parla nella prospettiva della redenzione dell\u2019uomo e del mondo (e quindi appunto della \u00abredenzione del corpo\u00bb). E\u2019 questa, di fatto, la prospettiva dell\u2019intero Vangelo, di tutto l\u2019insegnamento, anzi di tutta la missione di Cristo. E sebbene il contesto immediato del Discorso della montagna indichi la Legge e i Profeti come il punto di riferimento storico, proprio del popolo di Dio dell\u2019Antica Alleanza, tuttavia non possiamo dimenticare che nell\u2019insegnamento di Cristo, il fondamentale riferimento alla questione del matrimonio e al problema delle relazioni tra l\u2019uomo e la donna, si richiama al \u00abprincipio\u00bb. Un tale richiamo pu\u00f2 essere giustificato soltanto dalla realt\u00e0 della Redenzione; al di fuori di essa, infatti, rimarrebbe unicamente la triplice concupiscenza oppure quella \u00abschiavit\u00f9 della corruzione\u00bb, di cui scrive l\u2019apostolo Paolo (Rm 8,21). Soltanto la prospettiva della Redenzione giustifica il richiamo al \u00abprincipio\u00bb, ossia la prospettiva del mistero della creazione nella totalit\u00e0 dell\u2019insegnamento di Cristo circa i problemi del matrimonio, dell\u2019uomo e della donna e del loro rapporto reciproco. Le parole di Matteo 5,27-28 si pongono, in definitiva, nella stessa prospettiva teologica.<\/p>\n<ol style=\"text-align: justify\" start=\"4\">\n<li>Nel Discorso della montagna Cristo non invita l\u2019uomo a ritornare allo stato dell\u2019innocenza originaria, perch\u00e9 l\u2019umanit\u00e0 l\u2019ha irrevocabilmente lasciato dietro di s\u00e9, ma lo chiama a ritrovare \u2013 sul fondamento dei significati perenni e, per cos\u00ec dire, indistruttibili di ci\u00f2 che \u00e8 \u00abumano\u00bb \u2013 le forme vive dell\u2019\u00abuomo nuovo\u00bb. In tal modo si allaccia un legame, anzi, una continuit\u00e0 fra il \u00abprincipio\u00bb e la prospettiva della Redenzione. Nell\u2019ethos della redenzione del corpo dovr\u00e0 esser nuovamente ripreso l\u2019originario ethos della creazione.<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify\">Cristo non cambia la Legge, ma conferma il comandamento: \u00abNon commettere adulterio\u00bb; per\u00f2, al tempo stesso, conduce l\u2019intelletto e il cuore degli ascoltatori verso quella \u00abpienezza della giustizia\u00bb voluta da Dio creatore e legislatore, che questo comandamento racchiude in s\u00e9. Tale pienezza va scoperta: prima con una interiore visione \u00abdel cuore\u00bb, e poi con un adeguato modo di essere e di agire.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La forma dell\u2019\u00abuomo nuovo\u00bb pu\u00f2 emergere da questo modo di essere e di agire, nella misura in cui l\u2019ethos della redenzione del corpo domina la concupiscenza della carne e tutto l\u2019uomo della concupiscenza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Cristo indica con chiarezza che la via per giungervi deve essere via di temperanza e di padronanza dei desideri, e ci\u00f2 alla radice stessa, gi\u00e0 nella sfera puramente interiore (\u00abchiunque guarda per desiderare\u00bb). L\u2019ethos della redenzione contiene in ogni ambito \u2013 e direttamente nella sfera della concupiscenza della carne \u2013 l\u2019imperativo del dominio di s\u00e9, la necessit\u00e0 di un\u2019immediata continenza e di un\u2019abituale temperanza.<\/p>\n<ol style=\"text-align: justify\" start=\"5\">\n<li>Tuttavia, la temperanza e la continenza non significano \u2013 se cos\u00ec \u00e8 possibile esprimersi \u2013 una sospensione nel vuoto: n\u00e9 nel vuoto dei valori n\u00e9 nel vuoto del soggetto. L\u2019ethos della redenzione si realizza nella padronanza di s\u00e9, mediante la temperanza, cio\u00e8 la continenza dei desideri. In questo comportamento il cuore umano resta vincolato al valore dal quale, attraverso il desiderio, si sarebbe altrimenti allontanato, orientandosi verso la pura concupiscenza priva di valore etico (come abbiamo detto nella precedente analisi). Sul terreno dell\u2019ethos della redenzione l\u2019unione con quel valore, mediante un atto di dominio, viene confermata oppure ristabilita con una forza ed una fermezza ancor pi\u00f9 profonde. E si tratta qui del valore del significato sponsale del corpo, del valore di un segno trasparente, mediante il quale il Creatore \u2013 insieme con la perenne attrattiva reciproca dell\u2019uomo e della donna attraverso la mascolinit\u00e0 e la femminilit\u00e0 \u2013 ha scritto nel cuore di entrambi il dono della comunione, cio\u00e8 la misteriosa realt\u00e0 della sua immagine e somiglianza.<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify\">Di tale valore si tratta nell\u2019atto del dominio di s\u00e9 e della temperanza, a cui richiama Cristo nel Discorso della montagna (Mt 5,27-28).<\/p>\n<ol style=\"text-align: justify\" start=\"6\">\n<li>Questo atto pu\u00f2 dare l\u2019impressione della sospensione \u00abnel vuoto del soggetto\u00bb. Esso pu\u00f2 dare tale impressione particolarmente quando \u00e8 necessario decidersi a compierlo per la prima volta, oppure, ancor pi\u00f9, quando si \u00e8 creata l\u2019abitudine contraria, quando l\u2019uomo si \u00e8 abituato a cedere alla concupiscenza della carne. Tuttavia, perfino gi\u00e0 la prima volta, e tanto pi\u00f9 se ne acquista poi la capacit\u00e0, l\u2019uomo fa la graduale esperienza della propria dignit\u00e0 e, mediante la temperanza, attesta il proprio autodominio e dimostra di compiere ci\u00f2 che in lui \u00e8 essenzialmente personale. E, inoltre, sperimenta gradualmente la libert\u00e0 del dono, che per un verso \u00e8 la condizione, e per altro verso \u00e8 la risposta del soggetto al valore sponsale del corpo umano, nella sua femminilit\u00e0 e nella sua mascolinit\u00e0. Cos\u00ec, dunque, l\u2019ethos della redenzione del corpo si realizza attraverso il dominio di s\u00e9, attraverso la temperanza dei \u00abdesideri\u00bb, quando il cuore umano stringe alleanza con tale ethos, o piuttosto la conferma mediante la propria soggettivit\u00e0 integrale: quando si manifestano le possibilit\u00e0 e le disposizioni pi\u00f9 profonde e nondimeno pi\u00f9 reali della persona, quando acquistano voce gli strati pi\u00f9 profondi della sua potenzialit\u00e0, ai quali la concupiscenza della carne, per cos\u00ec dire, non consentirebbe di manifestarsi. Questi strati non possono emergere nemmeno quando il cuore umano \u00e8 fermo in un permanente sospetto, come risulta dall\u2019ermeneutica freudiana. Non possono manifestarsi neppure quando nella coscienza domina l\u2019\u00abantivalore\u00bb manicheo. Invece l\u2019ethos della redenzione si basa sulla stretta alleanza con quegli strati.<\/li>\n<li>Ulteriori riflessioni ce ne daranno altre prove. Terminando le nostre analisi sull\u2019enunciazione cos\u00ec significativa di Cristo secondo Matteo 5,27-28, vediamo che in essa il \u00abcuore\u00bb umano \u00e8 soprattutto oggetto di una chiamata e non di un\u2019accusa. In pari tempo, dobbiamo ammettere che la coscienza della peccaminosit\u00e0 \u00e8 nell\u2019uomo \u00abstorico\u00bb non soltanto un necessario punto di partenza, ma anche una indispensabile condizione della sua aspirazione alla virt\u00f9, alla \u00abpurezza di cuore\u00bb, alla perfezione. L\u2019ethos della redenzione del corpo rimane profondamente radicato nel realismo antropologico ed assiologico della rivelazione. Richiamandosi, in questo caso, al \u00abcuore\u00bb, Cristo formula le sue parole nel pi\u00f9 concreto dei modi: l\u2019uomo, infatti, \u00e8 unico ed irripetibile soprattutto a motivo del suo \u00abcuore\u00bb, che decide di lui \u00abdall\u2019interno\u00bb. La categoria del \u00abcuore\u00bb \u00e8, in certo senso, l\u2019equivalente della soggettivit\u00e0 personale. La via del richiamo alla purezza del cuore, cos\u00ec come \u00e8 stato espresso nel Discorso della montagna, \u00e8 in ogni caso reminiscenza della solitudine originaria, da cui l\u2019uomo-maschio fu liberato mediante l\u2019apertura all\u2019altro essere umano, alla donna. La purezza di cuore si spiega, in fin dei conti, con il riguardo verso l\u2019altro soggetto, che \u00e8 originariamente e perennemente \u00abcon-chiamato\u00bb.<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify\">La purezza \u00e8 esigenza dell\u2019amore. E\u2019 la dimensione della sua verit\u00e0 interiore nel \u00abcuore\u00bb dell\u2019uomo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>UDIENZA GENERALE &#8211; 3 dicembre 1980 All&#8217;inizio delle nostre considerazioni sulle parole di Cristo nel Discorso della montagna (Mt 5,27-28), abbiamo costatato che esse contengono un profondo significato etico ed antropologico. 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