{"id":310,"date":"2016-01-25T16:50:36","date_gmt":"2016-01-25T15:50:36","guid":{"rendered":"https:\/\/www.oasicana.it\/vita-secondo-la-carne-e-giustificazione-in-cristo\/"},"modified":"2026-07-27T11:56:22","modified_gmt":"2026-07-27T09:56:22","slug":"vita-secondo-la-carne-e-giustificazione-in-cristo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.oasicana.it\/en\/vita-secondo-la-carne-e-giustificazione-in-cristo\/","title":{"rendered":"Life according to the flesh and justification in Christ"},"content":{"rendered":"<p><strong><em>GENERAL AUDIENCE\u00a0 \u2013 <\/em><\/strong>17 dicembre 1980<\/p>\n<ol style=\"text-align: justify\">\n<li>\u00abLa carne\u2026 ha desideri contrari allo Spirito e lo Spirito ha desideri contrari alla carne\u00bb. Vogliamo oggi approfondire queste parole di San Paolo nella lettera ai Galati (5,17), con cui la settimana scorsa abbiamo terminato le nostre riflessioni sul tema del giusto significato della purezza. Paolo ha in mente la tensione esistente nell\u2019intimo dell\u2019uomo, appunto nel suo \u00abcuore\u00bb. Non si tratta qui soltanto del corpo (la materia) e dello spirito (l\u2019anima), come di due componenti antropologiche essenzialmente diverse, che costituiscono dal \u00abprincipio\u00bb l\u2019essenza stessa dell\u2019uomo. Per\u00f2 viene presupposta quella disposizione di forze formatasi nell\u2019uomo col peccato originale e a cui partecipa ogni uomo \u00abstorico\u00bb. In tale disposizione, formatasi nell\u2019intimo dell\u2019uomo, il corpo si contrappone allo spirito e facilmente prende il sopravvento su di esso. La terminologia paolina, tuttavia, significa qualcosa di pi\u00f9: qui il predominio della \u00abcarne\u00bb sembra quasi coincidere con quella che, secondo la terminologia giovannea, \u00e8 la triplice concupiscenza che \u00abviene dal mondo\u00bb. La \u00abcarne\u00bb, nel linguaggio delle lettere di San Paolo, indica non soltanto l\u2019uomo \u00abesteriore\u00bb, ma anche l\u2019uomo \u00abinteriormente\u00bb assoggettato al \u00abmondo\u00bb, in certo senso chiuso nell\u2019ambito di quei valori che appartengono solo al mondo e di quei fini che esso \u00e8 capace di imporre all\u2019uomo: valori, pertanto, ai quali l\u2019uomo in quanto \u00abcarne\u00bb \u00e8 appunto sensibile. Cos\u00ec il linguaggio di Paolo sembra allacciarsi ai contenuti essenziali di Giovanni, ed il linguaggio di entrambi denota ci\u00f2 che viene definito da vari termini dell\u2019etica e dell\u2019antropologia contemporanee, come ad esempio: \u00abAutarchia umanistica\u00bb, \u00absecolarismo\u00bb o anche, con significato generale, \u00absensualismo\u00bb. L\u2019uomo che vive \u00absecondo la carne\u00bb \u00e8 l\u2019uomo disposto soltanto a ci\u00f2 che viene \u00abdal mondo\u00bb: \u00e8 l\u2019uomo dei \u00absensi\u00bb, l\u2019uomo della triplice concupiscenza. Lo confermano le sue azioni, come diremo fra poco.<\/li>\n<li>Tale uomo vive quasi al polo opposto rispetto a ci\u00f2 che \u00abvuole lo Spirito\u00bb. Lo Spirito di Dio vuole una realt\u00e0 diversa da quella voluta dalla carne, ambisce una realt\u00e0 diversa da quella che la carne ambisce e ci\u00f2 gi\u00e0 all\u2019interno dell\u2019uomo, gi\u00e0 alla sorgente interiore delle aspirazioni e delle azioni dell\u2019uomo: \u00abSicch\u00e9 voi non fate quello che vorreste\u00bb (Gal 5,17).<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify\">Paolo esprime ci\u00f2 in modo ancor pi\u00f9 esplicito, scrivendo altrove del male che fa, sebbene non lo voglia, e dell\u2019impossibilit\u00e0 \u2013 o piuttosto della possibilit\u00e0 limitata \u2013 nel compiere il bene che \u00abvuole\u00bb (cfr. Rm 7,19). Senza entrare nei problemi di una esegesi particolareggiata di questo testo, si potrebbe dire che la tensione tra la \u00abcarne\u00bb e lo \u00abspirito\u00bb \u00e8, prima, immanente, anche se non si riduce a questo livello. Essa si manifesta nel suo cuore quale \u00abcombattimento\u00bb tra il bene e il male. Quel desiderio, di cui Cristo parla nel discorso della montagna (cfr. Mt 5,27-28), sebbene sia un atto \u00abinteriore\u00bb, rimane certamente \u2013 secondo il linguaggio paolino \u2013 una manifestazione della vita \u00absecondo la carne\u00bb. Nello stesso tempo, quel desiderio ci consente di costatare come all\u2019interno dell\u2019uomo la vita \u00absecondo la carne\u00bb si opponga alla vita \u00absecondo lo Spirito\u00bb, e come quest\u2019ultima, nello stato attuale dell\u2019uomo, data la sua peccaminosit\u00e0 ereditaria, sia costantemente esposta alla debolezza ed insufficienza della prima, alla quale spesso cede, se non viene interiormente rafforzata per fare appunto ci\u00f2 \u00abche vuole lo Spirito\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Possiamo dedurne che le parole di Paolo, che trattano della vita \u00absecondo la carne\u00bb e \u00absecondo lo Spirito\u00bb, siano al tempo stesso una sintesi ed un programma; ed occorre intenderle in questa chiave.<\/p>\n<ol style=\"text-align: justify\" start=\"3\">\n<li>Troviamo la medesima contrapposizione della vita a secondo la carne\u00bb alla vita \u00absecondo lo Spirito\u00bb nella Lettera ai Romani. Anche qui (come del resto nella lettera ai Galati) essa viene collocata nel contesto della dottrina paolina circa la giustificazione mediante la fede, cio\u00e8 mediante la potenza di Cristo stesso operante nell\u2019intimo dell\u2019uomo per mezzo dello Spirito Santo. In tale contesto Paolo porta quella contrapposizione alle sue conseguenze estreme quando scrive: \u00abQuelli\u2026 che vivono secondo la carne, pensano alle cose della carne; quelli invece che vivono secondo lo Spirito, alle cose dello Spirito.<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify\">Ma i desideri della carne portano alla morte, mentre i desideri dello Spirito portano alla vita e alla pace. Infatti i desideri della carne sono in rivolta contro Dio, perch\u00e9 non si sottomettono alla sua legge e neanche lo potrebbero. Quelli che vivono secondo la carne non possono piacere a Dio. Voi per\u00f2 non siete sotto il dominio della carne, ma dello Spirito, dal momento che lo Spirito di Dio abita in voi. Se qualcuno non ha lo Spirito di Cristo, non gli appartiene. E se Cristo \u00e8 in voi, il vostro corpo \u00e8 morto a causa del peccato, ma lo spirito \u00e8 vita a causa della giustificazione\u00bb (Rm 8,5-10).<\/p>\n<ol style=\"text-align: justify\" start=\"4\">\n<li>Si vedono con chiarezza gli orizzonti che Paolo delinea in questo testo: egli risale al \u00abprincipio\u00bb \u2013 cio\u00e8, in questo caso, al primo peccato da cui ebbe origine la vita \u00absecondo la carne\u00bb e che ha creato nell\u2019uomo il retaggio di una predisposizione a vivere unicamente siffatta vita, insieme all\u2019eredit\u00e0 della morte. Al tempo stesso Paolo prospetta la vittoria finale sul peccato e sulla morte, di cui \u00e8 segno e preannunzio la risurrezione di Cristo: \u00abColui che ha risuscitato Cristo dai morti dar\u00e0 la vita anche ai vostri corpi mortali per mezzo del suo Spirito che abita in voi\u00bb (Rm 8,11). E in questa prospettiva escatologica, San Paolo pone in rilievo la \u00abgiustificazione in Cristo, destinata gi\u00e0 all\u2019uomo \u201cstorico\u201d\u00bb, ad ogni uomo di \u00abieri, oggi e domani\u00bb della storia del mondo ed anche della storia della salvezza: giustificazione che \u00e8 essenziale per l\u2019uomo interiore, ed \u00e8 destinata appunto a quel \u00abcuore\u00bb al quale Cristo si \u00e8 richiamato, parlando della \u00abpurezza\u00bb e dell\u2019\u00abimpurit\u00e0\u00bb in senso morale. Questa \u00abgiustificazione\u00bb per fede non costituisce semplicemente una dimensione del piano divino della salvezza e della santificazione dell\u2019uomo, ma \u00e8, secondo San Paolo, un\u2019autentica forza che opera nell\u2019uomo e che si rivela ed afferma nelle sue azioni.<\/li>\n<li>Ecco, di nuovo, le parole della lettera ai Galati: \u00abDel resto le opere della carne sono ben note: fornicazione, impurit\u00e0, libertinaggio, idolatria, stregonerie, inimicizie, discordia, gelosia, dissensi, divisioni, fazioni, invidie, ubriachezze, orge e cose del genere\u2026\u00bb (Gal 5,19-21). \u00abIl frutto dello Spirito invece \u00e8 amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bont\u00e0, fedelt\u00e0, mitezza, dominio di s\u00e9\u2026\u00bb (Gal 5,22-23). Nella dottrina paolina, la vita \u00absecondo la carne\u00bb si oppone alla vita \u00absecondo lo Spirito\u00bb non soltanto all\u2019interno dell\u2019uomo, nel suo \u00abcuore\u00bb, ma, come si vede, trova un ampio e differenziato campo per tradursi in opere. Paolo parla, da un lato, delle \u00abopere\u00bb che nascono dalla \u00abcarne\u00bb \u2013 si potrebbe dire: dalle opere in cui si manifesta l\u2019uomo che vive \u00absecondo la carne\u00bb \u2013 e, d\u2019altro lato, egli parla del \u00abfrutto dello Spirito\u00bb, cio\u00e8 delle azioni, dei modi di comportarsi, delle virt\u00f9, in cui si manifesta l\u2019uomo che vive \u00absecondo lo Spirito\u00bb. Mentre nel primo caso abbiamo a che fare con l\u2019uomo abbandonato alla triplice concupiscenza, della quale Giovanni dice che viene \u00abdal mondo\u00bb, nel secondo caso siamo di fronte a ci\u00f2, che gi\u00e0 prima abbiamo chiamato l\u2019ethos della Redenzione.<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify\">Ora soltanto siamo in grado di chiarire pienamente la natura e la struttura di quell\u2019ethos. Esso si esprime e si afferma attraverso ci\u00f2 che nell\u2019uomo, in tutto il suo \u00aboperare\u00bb, nelle azioni e nel comportamento, \u00e8 frutto del dominio sulla triplice concupiscenza: della carne, degli occhi e della superbia della vita (di tutto ci\u00f2 di cui pu\u00f2 essere giustamente \u00abaccusato\u00bb il cuore umano e di cui possono essere continuamente \u00absospettati\u00bb l\u2019uomo e la sua interiorit\u00e0).<\/p>\n<ol style=\"text-align: justify\" start=\"6\">\n<li>Se la padronanza nella sfera dell\u2019ethos si manifesta e realizza come \u00abamore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bont\u00e0, fedelt\u00e0, mitezza, dominio di s\u00e9\u00bb \u2013 come leggiamo nella lettera ai Galati \u2013 allora dietro a ciascuna di queste realizzazioni, di questi comportamenti, di queste virt\u00f9 morali sta una specifica scelta, cio\u00e8 uno sforzo della volont\u00e0, frutto dello spirito umano permeato dallo Spirito di Dio, che si manifesta nello scegliere il bene. Parlando col linguaggio di Paolo: \u00abLo Spirito ha desideri contrari alla carne\u00bb (Gal 5,17) e in questi suoi \u00abdesideri\u00bb si dimostra pi\u00f9 forte della \u00abcarne\u00bb e dei desideri generati dalla triplice concupiscenza. In questa lotta tra il bene e il male, l\u2019uomo si dimostra pi\u00f9 forte grazie alla potenza dello Spirito Santo, che operando dentro lo spirito umano fa s\u00ec che i suoi desideri fruttifichino in bene. Queste sono quindi non soltanto \u2013 e non tanto \u2013 \u00abopere\u00bb dell\u2019uomo, quanto \u00abfrutto\u00bb, cio\u00e8 effetto dell\u2019azione dello \u00abSpirito\u00bb nell\u2019uomo. E perci\u00f2 Paolo parla del \u00abfrutto dello \u201cSpirito\u201d\u00bb, intendendo questa parola con la maiuscola.<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify\">Senza penetrare nelle strutture dell\u2019interiorit\u00e0 umana mediante le sottili differenziazioni forniteci dalla teologia sistematica (specialmente a partire da Tommaso d\u2019Aquino) ci limitiamo all\u2019esposizione sintetica della dottrina biblica, che ci consente di comprendere, in modo essenziale e sufficiente, la distinzione e la contrapposizione della \u00abcarne\u00bb e dello \u00abSpirito\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Abbiamo osservato che tra i frutti dello Spirito l\u2019apostolo pone anche il \u00abdominio di s\u00e9\u00bb. Occorre non dimenticarlo, perch\u00e9 nelle ulteriori nostre riflessioni riprenderemo questo tema per trattarlo in modo pi\u00f9 particolareggiato.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>UDIENZA GENERALE\u00a0 &#8211; 17 dicembre 1980 \u00abLa carne&#8230; ha desideri contrari allo Spirito e lo Spirito ha desideri contrari alla carne\u00bb. Vogliamo oggi approfondire queste parole di San Paolo nella lettera ai Galati (5,17), con cui la settimana scorsa abbiamo terminato le nostre riflessioni sul tema del giusto significato della purezza. 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