{"id":300,"date":"2016-01-25T18:45:32","date_gmt":"2016-01-25T17:45:32","guid":{"rendered":"https:\/\/www.oasicana.it\/lopera-darte-deve-sempre-osservare-la-regolarita-del-dono-e-del-reciproco-donarsi\/"},"modified":"2026-07-27T11:56:22","modified_gmt":"2026-07-27T09:56:22","slug":"lopera-darte-deve-sempre-osservare-la-regolarita-del-dono-e-del-reciproco-donarsi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.oasicana.it\/en\/lopera-darte-deve-sempre-osservare-la-regolarita-del-dono-e-del-reciproco-donarsi\/","title":{"rendered":"L&#8217;opera d&#8217;arte deve sempre osservare la regolarit\u00e0 del dono e del reciproco donarsi"},"content":{"rendered":"<p><strong><em>GENERAL AUDIENCE\u00a0 \u2013 <\/em><\/strong>22 aprile 1981<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Cari fratelli e sorelle, Il gaudio pasquale \u00e8 sempre vivo e presente in noi durante questa solenne Ottava, e la liturgia ci fa ripetere con fervore: \u00abIl Signore \u00e8 risorto, come aveva predetto; rallegriamoci tutti ed esultiamo, perch\u00e9 Egli regna in eterno, alleluia\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Disponiamo, dunque, i nostri cuori alla grazia e alla gioia; innalziamo il nostro sacrificio di lode alla vittima pasquale, perch\u00e9 l\u2019Agnello ha redento il suo gregge e l\u2019Innocente ha riconciliato noi peccatori col Padre.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Cristo, nostra Pasqua, \u00e8 risorto e noi siamo risorti con Lui, per cui dobbiamo cercare le cose del Cielo, dove Cristo siede alla destra di Dio, e dobbiamo altres\u00ec gustare le cose di lass\u00f9, secondo l\u2019invito dell\u2019Apostolo Paolo (cfr. Col 3,1-2).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Mentre Dio ci fa passare, in Cristo, dalla morte alla vita, dalle tenebre alla luce, preparandoci ai beni celesti, noi dobbiamo tendere a traguardi di opere luminose, nella giustizia e nella verit\u00e0. E\u2019 un cammino lungo questo che abbiamo da percorrere, ma Dio fortifica e sostiene la nostra incrollabile speranza di vittoria: la meditazione del mistero pasquale ci accompagni in modo particolare in questi giorni.<\/p>\n<ol style=\"text-align: justify\">\n<li>Riflettiamo ora \u2013 in relazione alle parole di Cristo pronunziate nel Discorso della Montagna \u2013 sul problema dell\u2019ethos del corpo umano nelle opere della cultura artistica. Questo problema ha radici molto profonde. Conviene qui ricordare la serie di analisi eseguite in relazione al richiamo di Cristo al \u00abprincipio\u00bb, e successivamente al richiamo da Lui fatto al \u00abcuore\u00bb umano, nel Discorso della Montagna.<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify\">Il corpo umano \u2013 il nudo corpo umano in tutta la verit\u00e0 della sua mascolinit\u00e0 e femminilit\u00e0 \u2013 ha un significato di dono della persona alla persona. L\u2019ethos del corpo, cio\u00e8 la regolarit\u00e0 etica della sua nudit\u00e0, a motivo della dignit\u00e0 del soggetto personale, \u00e8 strettamente connesso a quel sistema di riferimento, inteso quale sistema sponsale, in cui il donare dell\u2019una parte si incontra con l\u2019appropriata ed adeguata risposta dell\u2019altra al dono. Tale risposta decide della reciprocit\u00e0 del dono. L\u2019oggettivazione artistica del corpo umano nella sua nudit\u00e0 maschile e femminile, al fine di fare di esso prima un modello e, poi, tema dell\u2019opera d\u2019arte, \u00e8 sempre un certo trasferimento al di fuori di questa originaria e ad esso specifica configurazione della donazione interpersonale. Ci\u00f2 costituisce, in certo senso, uno sradicamento del corpo umano da questa configurazione ed un suo trasferimento nella dimensione dell\u2019oggettivazione artistica: dimensione specifica all\u2019opera d\u2019arte oppure alla riproduzione tipica delle tecniche cinematografiche e fotografiche del nostro tempo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In ciascuna di queste dimensioni \u2013 e in ciascuna in modo diverso \u2013 il corpo umano perde quel significato profondamente soggettivo del dono, e diventa oggetto destinato ad una molteplice cognizione, mediante la quale quelli che guardano, assimilano o addirittura, in certo senso, s\u2019impadroniscono di ci\u00f2 che evidentemente esiste, anzi deve esistere essenzialmente a livello di dono, fatto dalla persona alla persona, non pi\u00f9 gi\u00e0 nell\u2019immagine bens\u00ec nell\u2019uomo vivo. A dire il vero, quell\u2019\u00abimpadronirsi\u00bb avviene gi\u00e0 ad un altro livello, cio\u00e8 al livello dell\u2019oggetto della trasfigurazione o riproduzione artistica; tuttavia \u00e8 impossibile non accorgersi che dal punto di vista dell\u2019ethos del corpo, profondamente inteso, sorge qui un problema.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Problema molto delicato, che ha i suoi livelli d\u2019intensit\u00e0 a seconda dei vari motivi e circostanze sia da parte dell\u2019attivit\u00e0 artistica, sia da parte della conoscenza dell\u2019opera d\u2019arte o della sua riproduzione. Dal fatto che si ponga questo problema non risulta affatto che il corpo umano, nella sua nudit\u00e0, non possa diventare tema dell\u2019opera d\u2019arte, ma soltanto che questo problema non \u00e8 puramente estetico, n\u00e9 moralmente indifferente.<\/p>\n<ol style=\"text-align: justify\" start=\"2\">\n<li>Nelle nostre precedenti analisi (soprattutto in rapporto al richiamarsi di Cristo al \u00abprincipio\u00bb), abbiamo dedicato molto spazio al significato della vergogna, cercando di comprendere la differenza tra la situazione \u2013 e lo stato \u2013 dell\u2019innocenza originaria, in cui \u00abtutti e due erano nudi\u2026 ma non ne provavano vergogna\u00bb e, successivamente, tra la situazione \u2013 e lo stato \u2013 della peccaminosit\u00e0, in cui tra l\u2019uomo e la donna nacque, insieme alla vergogna, la specifica necessit\u00e0 dell\u2019intimit\u00e0 verso il proprio corpo. Nel cuore dell\u2019uomo soggetto alla concupiscenza questa necessit\u00e0 serve, anche indirettamente, ad assicurare il dono e la possibilit\u00e0 del reciproco donarsi. Tale necessit\u00e0 forma anche il modo di agire dell\u2019uomo come \u00aboggetto della cultura\u00bb, nel pi\u00f9 ampio significato del termine. Se la cultura dimostra una esplicita tendenza a coprire la nudit\u00e0 del corpo umano, certo lo fa non soltanto per motivi climatici, ma anche in relazione al processo di crescita della sensibilit\u00e0 personale dell\u2019uomo. L\u2019anonima nudit\u00e0 dell\u2019uomo-oggetto contrasta col progresso della cultura autenticamente umana dei costumi. Probabilmente \u00e8 possibile confermare ci\u00f2 anche nella vita delle popolazioni cosiddette primitive. Il processo di affinare la personale sensibilit\u00e0 umana \u00e8 certamente fattore e frutto della cultura.<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify\">Dietro il bisogno della vergogna, cio\u00e8 dell\u2019intimit\u00e0 del proprio corpo (sul quale informano con tanta precisione le fonti bibliche in Genesi, 3), si nasconde una norma pi\u00f9 profonda: quella del dono orientata verso le profondit\u00e0 stesse del soggetto personale o verso l\u2019altra persona, specialmente nella relazione uomo-donna secondo la perenne regolarit\u00e0 del reciproco donarsi. In tal modo, nei processi della cultura umana, intesa in senso ampio, costatiamo \u2013 anche nello stato della peccaminosit\u00e0 ereditaria dell\u2019uomo \u2013 una continuit\u00e0 abbastanza esplicita del significato sponsale del corpo nella sua mascolinit\u00e0 e femminilit\u00e0. Quella vergogna originaria, nota gi\u00e0 dai primi capitoli della Bibbia, \u00e8 un elemento permanente della cultura e dei costumi. Esso appartiene alla genesi dell\u2019ethos del corpo umano.<\/p>\n<ol style=\"text-align: justify\" start=\"3\">\n<li>L\u2019uomo di sensibilit\u00e0 sviluppata supera, con difficolt\u00e0 ed interiore resistenza, il limite di quella vergogna. Il che si pone in evidenza perfino nelle situazioni, che d\u2019altronde giustificano la necessit\u00e0 di spogliare il corpo, come ad es. nel caso degli esami o degli interventi medici.<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify\">Singolarmente occorre anche ricordare altre circostanze, come ad es. quelle dei campi di concentramento o dei luoghi di sterminio, dove la violazione del pudore corporeo \u00e8 un metodo consapevolmente usato per distruggere la sensibilit\u00e0 personale e il senso della dignit\u00e0 umana. Ovunque \u2013 sebbene in modi diversi \u2013 si riconferma la stessa linea di regolarit\u00e0. Seguendo la sensibilit\u00e0 personale, l\u2019uomo non vuole diventare oggetto per gli altri attraverso la propria nudit\u00e0 anonima, n\u00e9 vuole che l\u2019altro diventi per lui oggetto in modo simile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Evidentemente in tanto \u00abnon vuole\u00bb in quanto si lascia guidare dal senso della dignit\u00e0 del corpo umano. Vari, infatti, sono i motivi che possono indurre, incitare, perfino premere l\u2019uomo ad agire contrariamente a ci\u00f2 che esige la dignit\u00e0 del corpo umano, connessa con la sensibilit\u00e0 personale. Non si pu\u00f2 dimenticare che la fondamentale \u00absituazione\u00bb interiore dell\u2019uomo \u00abstorico\u00bb \u00e8 lo stato della triplice concupiscenza. Questo stato \u2013 \u00e8, in particolare, la concupiscenza della carne \u2013 si fa sentire in diversi modi, sia negli impulsi interiori del cuore umano sia in tutto il clima dei rapporti interumani e nei costumi sociali.<\/p>\n<ol style=\"text-align: justify\" start=\"4\">\n<li>Non possiamo dimenticare ci\u00f2, nemmeno quando si tratta dell\u2019ampia sfera della cultura artistica, soprattutto quella di carattere visivo e spettacolare, come pure quando si tratta della cultura di \u00abmassa\u00bb, cos\u00ec significativa per i nostri tempi e collegata con l\u2019uso delle tecniche divulgative della comunicazione audiovisiva. Si pone un interrogativo: quando e in quale caso questa sfera di attivit\u00e0 dell\u2019uomo \u2013 dal punto di vista dell\u2019ethos del corpo \u2013 venga messa sotto accusa di \u00abpornovisione\u00bb, cos\u00ec come l\u2019attivit\u00e0 letteraria, che veniva e viene spesso accusata di \u00abpornografia\u00bb (questo secondo termine \u00e8 pi\u00f9 antico). L\u2019uno e l\u2019altro si verifica quando viene oltrepassato il limite della vergogna, ossia della sensibilit\u00e0 personale rispetto a ci\u00f2 che si collega con il corpo umano, con la sua nudit\u00e0, quando nell\u2019opera artistica o mediante le tecniche della riproduzione audiovisiva viene violato il diritto all\u2019intimit\u00e0 del corpo nella sua mascolinit\u00e0 o femminilit\u00e0 \u2013 e in ultima analisi \u2013 quando viene violata quella profonda regolarit\u00e0 del dono e del reciproco donarsi, che \u00e8 iscritta in questa femminilit\u00e0 e mascolinit\u00e0 attraverso l\u2019intera struttura dell\u2019essere uomo. Questa profonda iscrizione \u2013 anzi incisione \u2013 decide del significato sponsale del corpo umano, cio\u00e8 della fondamentale chiamata che esso riceve a formare la \u00abcomunione delle persone\u00bb e a parteciparvi.<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify\">Interrompendo a questo punto la nostra considerazione, che intendiamo continuare mercoled\u00ec prossimo, conviene costatare che l\u2019osservanza o la non osservanza di queste regolarit\u00e0, cos\u00ec profondamente connesse con la sensibilit\u00e0 personale dell\u2019uomo, non pu\u00f2 essere indifferente per il problema di \u00abcreare un clima favorevole alla castit\u00e0\u00bb nella vita e nell\u2019educazione sociale.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>UDIENZA GENERALE\u00a0 &#8211; 22 aprile 1981 Cari fratelli e sorelle, Il gaudio pasquale \u00e8 sempre vivo e presente in noi durante questa solenne Ottava, e la liturgia ci fa ripetere con fervore: \u00abIl Signore \u00e8 risorto, come aveva predetto; rallegriamoci tutti ed esultiamo, perch\u00e9 Egli regna in eterno, alleluia\u00bb. 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