{"id":299,"date":"2016-01-25T19:31:36","date_gmt":"2016-01-25T18:31:36","guid":{"rendered":"https:\/\/www.oasicana.it\/i-limiti-etici-nelle-opere-darte-e-nella-produzione-audiovisiva\/"},"modified":"2026-07-27T11:56:22","modified_gmt":"2026-07-27T09:56:22","slug":"i-limiti-etici-nelle-opere-darte-e-nella-produzione-audiovisiva","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.oasicana.it\/en\/i-limiti-etici-nelle-opere-darte-e-nella-produzione-audiovisiva\/","title":{"rendered":"I limiti etici nelle opere d&#8217;arte e nella produzione audiovisiva"},"content":{"rendered":"<p><strong><em>GENERAL AUDIENCE\u00a0 \u2013 <\/em><\/strong>29 aprile 1981<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em><strong>\u00a0<\/strong><\/em>Cari fratelli e sorelle, L\u2019udienza di oggi ricorre nella festa di Santa Caterina da Siena, patrona d\u2019Italia insieme a San Francesco d\u2019Assisi. Il ricordo dell\u2019umile e sapiente vergine domenicana riempie l\u2019animo di tutti noi di spirituale esultanza e ci fa trasalire di gioia nello Spirito Santo, perch\u00e9 il Signore del cielo e della terra ha rivelato i suoi segreti ai semplici (cfr. Lc 10,21). Il messaggio di Caterina, animato da fede purissima, da amore fervente e da dedizione insonne alla Chiesa, investe ciascuno di noi e ci trascina soavemente ad una imitazione generosa. Sono pertanto lieto di rivolgere una particolare saluto agli italiani presenti a questo incontro e a tutto il caro popolo italiano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ascoltate, cari fedeli, queste parole di Santa Caterina: \u00abNel lume della fede acquisto la sapienza; nella luce della fede spero; non mi lascio venir meno nel cammino. Questo lume mi insegna la via\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Per sua intercessione imploriamo una fede sempre pi\u00f9 profonda ed ardente, affinch\u00e9 Cristo sia la luce del nostro cammino, di quello delle nostre famiglie e della nostra societ\u00e0 intera, assicurando cos\u00ec alla diletta Italia la vera pace, fondata sulla giustizia e soprattutto sul rispetto della legge divina, che costitu\u00ec l\u2019anelito vivissimo della grande Santa senese.<\/p>\n<ol style=\"text-align: justify\">\n<li>Abbiamo gi\u00e0 dedicato una serie di riflessioni al significato delle parole pronunziate da Cristo nel Discorso della Montagna, in cui Egli esorta alla purezza di cuore, richiamando l\u2019attenzione perfino sullo \u00absguardo concupiscente\u00bb. Non possiamo dimenticare queste parole di Cristo anche quando si tratta della vasta sfera della cultura artistica, soprattutto quella di carattere visivo e spettacolare, come pure quando si tratta della sfera della cultura \u00abdi massa\u00bb \u2013 cos\u00ec significativa per i nostri tempi \u2013 collegata con l\u2019uso delle tecniche divulgative della comunicazione audiovisiva. Abbiamo detto ultimamente che la sunnominata sfera dell\u2019attivit\u00e0 dell\u2019uomo viene talvolta messa sotto accusa di \u00abpornovisione\u00bb, cos\u00ec come nei confronti della letteratura viene avanzata l\u2019accusa di \u00abpornografia\u00bb. L\u2019uno e l\u2019altro fatto ha luogo quando si oltrepassa il limite della vergogna, ossia della sensibilit\u00e0 personale rispetto a ci\u00f2 che si collega con il corpo umano, con la sua nudit\u00e0, quando nell\u2019opera artistica mediante le tecniche di produzione audiovisiva viene violato il diritto all\u2019intimit\u00e0 del corpo nella sua mascolinit\u00e0 o femminilit\u00e0, e \u2013 in ultima analisi \u2013 quando viene violata quella intima e costante destinazione al dono e del reciproco donarsi, che \u00e8 iscritta in quella femminilit\u00e0 e mascolinit\u00e0 attraverso l\u2019intera struttura dell\u2019essere-uomo. Quella profonda iscrizione, anzi, incisione, decide del significato sponsale del corpo, cio\u00e8 della fondamentale chiamata che esso riceve a formare una \u00abcomunione di persone\u00bb e a parteciparvi.<\/li>\n<li>E\u2019 ovvio che nelle opere d\u2019arte, oppure nei prodotti della riproduzione artistica audiovisiva, la suddetta costante destinazione al dopo, cio\u00e8 quella profonda iscrizione del significato del corpo umano, possa essere violata soltanto nell\u2019ordine intenzionale della riproduzione e della rappresentazione; si tratta infatti \u2013 come gi\u00e0 in precedenza \u00e8 stato detto \u2013 del corpo umano quale modello o tema.<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify\">Tuttavia, se il senso della vergogna e la sensibilit\u00e0 personale vengono in tali casi offesi, ci\u00f2 avviene a causa del loro trasferimento nella dimensione della \u00abcomunicazione sociale\u00bb, quindi a causa del fatto che si rende, per cos\u00ec dire, pubblica propriet\u00e0 ci\u00f2 che, nel giusto sentire dell\u2019uomo, appartiene e deve appartenere strettamente al rapporto interpersonale, ci\u00f2 che \u00e8 legato \u2013 come gi\u00e0 prima \u00e8 stato rilevato \u2013 alla \u00abcomunione stessa delle persone\u00bb, e nel suo ambito corrisponde alla verit\u00e0 interiore dell\u2019uomo, dunque anche alla verit\u00e0 integrale sull\u2019uomo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In questo punto non \u00e8 possibile consentire con i rappresentanti del cosiddetto naturalismo, i quali richiamano il diritto a \u00abtutto ci\u00f2 che \u00e8 umano\u00bb, nelle opere d\u2019arte e nei prodotti della riproduzione artistica, affermando di agire in tal modo nel nome della verit\u00e0 realistica circa l\u2019uomo. E appunto questa verit\u00e0 sull\u2019uomo \u2013 la verit\u00e0 intera sull\u2019uomo \u2013 che esige di prendere in considerazione sia il senso dell\u2019intimit\u00e0 del corpo sia la coerenza del dono connesso alla mascolinit\u00e0 e femminilit\u00e0 del corpo stesso, nel quale si rispecchia il mistero dell\u2019uomo, proprio della struttura interiore della persona.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Tale verit\u00e0 sull\u2019uomo deve essere presa in considerazione anche nell\u2019ordine artistico, se vogliamo parlare di un pieno realismo.<\/p>\n<ol style=\"text-align: justify\" start=\"3\">\n<li>In questo caso si costata quindi che la regolarit\u00e0 propria della \u00abcomunione delle persone\u00bb concorda profondamente con l\u2019area vasta e differenziata della \u00abcomunicazione\u00bb. Il corpo umano nella sua nudit\u00e0 \u2013 come abbiamo affermato nelle precedenti analisi (in cui ci siamo riferiti a Genesi 2, 25) \u2013 inteso come una manifestazione della persona e come suo dono, ossia segno di affidamento e di donazione all\u2019altra persona, consapevole del dono, scelta e decisa a rispondervi in modo altrettanto personale, diventa sorgente di una particolare \u00abcomunicazione\u00bb interpersonale. Come \u00e8 stato gi\u00e0 detto, questa \u00e8 una particolare comunicazione nella umanit\u00e0 stessa. Quella comunicazione interpersonale penetra profondamente nel sistema della comunione (communio personarum), nello stesso tempo cresce da esso e si sviluppa correttamente nel suo ambito. Appunto a motivo del grande valore del corpo in tale sistema di \u00abcomunione\u00bb interpersonale, il fare del corpo nella sua nudit\u00e0 \u2013 che esprime appunto \u00abl\u2019elemento\u00bb del dono \u2013 l\u2019oggetto-tema dell\u2019opera d\u2019arte o della riproduzione audiovisiva, \u00e8 un problema non soltanto di natura estetica, ma, nello stesso tempo, anche di natura etica. Infatti, quell\u2019\u00abelemento del dono\u00bb viene, per cos\u00ec dire, sospeso nella dimensione di una recezione incognita e di una risposta imprevista, e con ci\u00f2 viene in qualche modo intenzionalmente \u00abminacciato\u00bb, nel senso che pu\u00f2 diventare oggetto anonimo di \u00abappropriazione\u00bb, oggetto di abuso. Proprio per ci\u00f2 la verit\u00e0 integrale sull\u2019uomo costituisce, in questo caso, la base della norma secondo la quale si modella il bene o il male delle determinate azioni, dei comportamenti, dei costumi e delle situazioni. La verit\u00e0 sull\u2019uomo, su ci\u00f2 che in lui \u2013 appunto a motivo del suo corpo e del suo sesso (femminilit\u00e0 \u2013 mascolinit\u00e0) \u2013 \u00e8 particolarmente personale ed interiore, crea qui precisi limiti che non \u00e8 lecito oltrepassare.<\/li>\n<li>Questi limiti debbono essere riconosciuti e osservati dall\u2019artista che fa del corpo umano oggetto, modello o tema dell\u2019opera d\u2019arte o della riproduzione audiovisiva. N\u00e9 lui n\u00e9 altri responsabili in questo campo hanno il diritto di esigere, proporre o fare s\u00ec che altri uomini, invitati, esortati o ammessi a vedere, a contempla. e l\u2019immagine, violino quei limiti insieme con loro, oppure a causa loro.<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify\">Si tratta dell\u2019immagine, nella quale ci\u00f2 che in se stesso costituisce il contenuto e il valore profondamente personale, ci\u00f2 che appartiene all\u2019ordine del dono e del vicendevole donarsi della persona alla persona, viene, come tema, sradicato dal proprio autentico substrato, per divenire, per mezzo della \u00abcomunicazione sociale\u00bb oggetto e per di pi\u00f9, in certo senso, oggetto anonimo.<\/p>\n<ol style=\"text-align: justify\" start=\"5\">\n<li>Tutto il problema della \u00abpornovisione\u00bb e della \u00abpornografia\u00bb come risulta da ci\u00f2 che \u00e8 detto sopra, non \u00e8 effetto di mentalit\u00e0 puritana n\u00e9 di un angusto moralismo, come pure non \u00e8 prodotto di un pensiero carico di manicheismo. Si tratta in esso di una importantissima, fondamentale sfera di valori di fronte ai quali l\u2019uomo non pu\u00f2 rimanere indifferente a motivo della dignit\u00e0 dell\u2019umanit\u00e0, del carattere personale e dell\u2019eloquenza del corpo umano. Tutti quei contenuti e valori, attraverso le opere d\u2019arte e l\u2019attivit\u00e0 di mezzi audiovisivi, possono essere modellati ed approfonditi, ma altres\u00ec essere deformati e distrutti \u00abnel cuore\u00bb dell\u2019uomo. Come si vede, ci troviamo di continuo nell\u2019orbita delle parole pronunziate da Cristo nel Discorso della Montagna. Anche i problemi, che stiamo qui trattando, debbono essere esaminati alla luce di quelle parole, che considerano il \u00abguardare\u00bb nato dalla concupiscenza come un \u00abadulterio commesso nel cuore\u00bb.<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify\">E perci\u00f2 sembra che la riflessione su questi problemi, importanti per \u00abcreare un clima favorevole all\u2019educazione della castit\u00e0\u00bb, costituisca un annesso indispensabile a tutte le precedenti analisi, quali, nel corso dei numerosi incontri del mercoled\u00ec, abbiamo dedicato a questo tema.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>UDIENZA GENERALE\u00a0 &#8211; 29 aprile 1981 \u00a0Cari fratelli e sorelle, L&#8217;udienza di oggi ricorre nella festa di Santa Caterina da Siena, patrona d&#8217;Italia insieme a San Francesco d&#8217;Assisi. 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