{"id":288,"date":"2016-01-25T20:41:09","date_gmt":"2016-01-25T19:41:09","guid":{"rendered":"https:\/\/www.oasicana.it\/la-spiritualizzazione-del-corpo-fonte-della-sua-incorruttibilita\/"},"modified":"2026-07-27T11:56:21","modified_gmt":"2026-07-27T09:56:21","slug":"la-spiritualizzazione-del-corpo-fonte-della-sua-incorruttibilita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.oasicana.it\/en\/la-spiritualizzazione-del-corpo-fonte-della-sua-incorruttibilita\/","title":{"rendered":"The spiritualisation of the body, source of its incorruptibility"},"content":{"rendered":"<p><strong><em>GENERAL AUDIENCE \u2013 <\/em><\/strong>10 febbraio 1982<\/p>\n<ol style=\"text-align: justify\">\n<li>Dalle parole di Cristo sulla futura risurrezione dei corpi, riportate da tutti e tre i Vangeli sinottici (Matteo, Marco e Luca), siamo passati nelle nostre riflessioni a ci\u00f2 che su quel tema scrive Paolo nella prima lettera ai Corinzi.(c. 15). La nostra analisi s\u2019incentra soprattutto su ci\u00f2 che si potrebbe denominare \u00abantropologia della risurrezione\u00bb secondo san Paolo. L\u2019Autore della lettera contrappone lo stato dell\u2019uomo \u00abdi terra\u00bb (cio\u00e8 storico) allo stato dell\u2019uomo risorto, caratterizzando, in modo lapidario e penetrante insieme, l\u2019interiore \u00absistema di forze\u00bb specifico di ciascuno di questi stati. 2. Che questo sistema interiore di forze debba subire nella risurrezione una radicale trasformazione, sembra indicato, prima di tutto, dalla contrapposizione tra corpo \u00abdebole\u00bb e corpo \u00abpieno di forza\u00bb. Paolo scrive: \u00abSi semina corruttibile e risorge incorruttibile; si semina ignobile e risorge glorioso, si semina debole e risorge pieno di forza\u00bb (1Cor 15,42-43). \u00abDebole\u00bb \u00e8 quindi il corpo che \u2013 usando il linguaggio metafisico \u2013 sorge dal suolo temporale dell\u2019umanit\u00e0. La metafora paolina corrisponde parimenti alla terminologia scientifica, che definisce l\u2019inizio dell\u2019uomo in quanto corpo con lo stesso termine (\u00absemen\u00bb). Se, agli occhi dell\u2019Apostolo, il corpo umano che sorge dal seme terrestre risulta \u00abdebole\u00bb, ci\u00f2 significa non soltanto che esso \u00e8 \u00abcorruttibile\u00bb, sottoposto alla morte ed a tutto ci\u00f2 che vi conduce, ma pure che \u00e8 \u00abcorpo animale\u00bb. Il corpo \u00abpieno di forza\u00bb, invece, che l\u2019uomo erediter\u00e0 dall\u2019ultimo Adamo, Cristo, in quanto partecipe della futura risurrezione sar\u00e0 un corpo \u00abspirituale\u00bb. Esso sar\u00e0 incorruttibile, non pi\u00f9 minacciato dalla morte. Cos\u00ec, dunque, l\u2019antinomia \u00abdebole-pieno di forza\u00bb si riferisce esplicitamente non tanto al corpo considerato a parte, quanto a tutta la costituzione dell\u2019uomo considerato nella sua corporeit\u00e0. Solo nel quadro di una tale costituzione il corpo pu\u00f2 diventare \u00abspirituale\u00bb; e tale spiritualizzazione del corpo sar\u00e0 la fonte della sua forza ed incorruttibilit\u00e0 (o immortalit\u00e0). 3. Questo tema ha le sue origini gi\u00e0 nei primi capitoli del libro della Genesi. Si pu\u00f2 dire che san Paolo vede la realt\u00e0 della futura risurrezione come una certa \u00abrestitutio in integrum\u00bb, cio\u00e8 come la reintegrazione ed insieme il raggiungimento della pienezza dell\u2019umanit\u00e0. Non \u00e8 soltanto una restituzione, perch\u00e9 in tal caso la risurrezione sarebbe, in certo senso, ritorno a quello stato, cui partecipava l\u2019anima prima del peccato, fuori della conoscenza del bene e del male (cfr. Gn 1-2). Ma un tale ritorno non corrisponde alla logica interna di tutta l\u2019economia salvifica, al pi\u00f9 profondo significato del mistero della redenzione. \u00abRestitutio in integrum\u00bb, collegata con la risurrezione e la realt\u00e0 dell\u2019\u00abaltro mondo\u00bb, pu\u00f2 essere solo introduzione ad una nuova pienezza. Questa sar\u00e0 una pienezza che presuppone tutta la storia dell\u2019uomo, formata dal dramma dell\u2019albero della conoscenza del bene e del male (cfr. Gn 3) e nello stesso tempo permeata dal mistero della redenzione. 4. Secondo le parole della prima lettera ai Corinzi, l\u2019uomo in cui la concupiscenza prevale sulla spiritualit\u00e0, cio\u00e8, il \u00abcorpo animale\u00bb (1Cor 15,44), \u00e8 condannato alla morte; deve invece risorgere un \u00abcorpo spirituale\u00bb, l\u2019uomo in cui lo spirito otterr\u00e0 una giusta supremazia sul corpo, la spiritualit\u00e0 sulla sensualit\u00e0. E\u2019 facile da intendere che Paolo ha qui in mente la sensualit\u00e0 quale somma dei fattori che costituiscono la limitazione della spiritualit\u00e0 umana, cio\u00e8 quale forza che \u00ablega\u00bb lo spirito (non necessariamente nel senso platonico) mediante la restrizione della sua propria facolt\u00e0 di conoscere (vedere) la verit\u00e0 ed anche della facolt\u00e0 di volere liberamente e di amare nella verit\u00e0. Non pu\u00f2 invece trattarsi qui di quella funzione fondamentale dei sensi, che serve a liberare la spiritualit\u00e0, cio\u00e8 della semplice facolt\u00e0 di conoscere e di volere, propria del \u00abcompositum\u00bb psicosomatico del soggetto umano. Siccome si parla della risurrezione del corpo, cio\u00e8 dell\u2019uomo nella sua autentica corporeit\u00e0, di conseguenza il \u00abcorpo spirituale\u00bb dovrebbe significare appunto la perfetta sensibilit\u00e0 dei sensi, la loro perfetta armonizzazione con l\u2019attivit\u00e0 dello spirito umano nella verit\u00e0 e nella libert\u00e0. Il \u00abcorpo animale\u00bb, che \u00e8 l\u2019antitesi terrena del \u00abcorpo spirituale\u00bb, indica invece la sensualit\u00e0 come forza che spesso pregiudica l\u2019uomo, in quanto egli, vivendo \u00abnella conoscenza del bene e del male\u00bb, viene sollecitato e quasi spinto verso il male. 5. Non si pu\u00f2 dimenticare che qui \u00e8 in questione non tanto il dualismo antropologico, quanto una antinomia di fondo. Di essa fa parte non solo il corpo (come \u00abhyle\u00bb aristotelica), ma anche l\u2019anima: ossia, l\u2019uomo come \u00abanima vivente\u00bb (cfr. Gn 2,7). I suoi costitutivi, invece, sono: da un lato tutto l\u2019uomo, l\u2019insieme della sua soggettivit\u00e0 psicosomatica, in quanto rimane sotto l\u2019influsso dello Spirito vivificante di Cristo; dall\u2019altro lato lo stesso uomo, in quanto resiste e si contrappone a questo Spirito. Nel secondo caso, l\u2019uomo \u00e8 \u00abcorpo animale\u00bb (e le sue opere sono \u00abopere della carne\u00bb). Se, invece, rimane sotto l\u2019influsso dello Spirito Santo, l\u2019uomo \u00e8 \u00abspirituale\u00bb (e produce il \u00abfrutto dello Spirito\u00bb) (Gal 5,22). 6. Di conseguenza, si pu\u00f2 dire che non solo in 1Cor 15 abbiamo a che fare con l\u2019antropologia della risurrezione, ma che tutta l\u2019antropologia (e l\u2019etica) di san Paolo sono permeate dal mistero della risurrezione, mediante cui abbiamo definitivamente ricevuto lo Spirito Santo. Il capitolo 15 della prima lettera ai Corinzi costituisce l\u2019interpretazione paolina dell\u2019\u00abaltro mondo\u00bb e dello stato dell\u2019uomo in quel mondo, nel quale ciascuno, insieme con la risurrezione del corpo, parteciper\u00e0 pienamente al dono dello Spirito vivificante, cio\u00e8 al frutto della risurrezione di Cristo. 7. Concludendo l\u2019analisi della \u00abantropologia della risurrezione\u00bb secondo la prima lettera di Paolo ai Corinzi, ci conviene ancora una volta volgere la mente verso quelle parole di Cristo sulla risurrezione e sull\u2019\u00abaltro mondo\u00bb, che sono riportate dagli evangelisti Matteo, Marco e Luca. Ricordiamo che, rispondendo ai Sadducei, Cristo colleg\u00f2 la fede nella risurrezione con tutta la rivelazione del Dio di Abramo, di Isacco, di Giacobbe e di Mos\u00e8, il quale \u00abnon \u00e8 Dio dei morti, ma dei vivi\u00bb (Mt 22,32). E contemporaneamente, respingendo la difficolt\u00e0 avanzata dagli interlocutori, pronunzi\u00f2 queste significative parole: \u00abQuando risusciteranno dai morti\u2026 non prenderanno moglie n\u00e9 marito\u00bb (Mc 12,25). Appunto a quelle parole \u2013 nel loro immediato contesto \u2013 abbiamo dedicato le nostre precedenti considerazioni, passando poi all\u2019analisi della prima lettera di san Paolo ai Corinzi (1Cor 15).<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify\">Queste riflessioni hanno un significato fondamentale per tutta la teologia del corpo: per comprendere sia il matrimonio sia il celibato \u00ab per il regno dei cieli\u00bb. A quest\u2019ultimo argomento saranno dedicate le nostre ulteriori analisi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019originale greco usa il termine psychik\u00f3n. In san Paolo esso appare solo nella prima lettera ai Corinzi (2,14; 15,44; 15,46) e non altrove, probabilmente a causa delle tendenze pregnostiche dei Corinzi, ed ha un significato peggiorativo; riguardo al contenuto, corrisponde al termine \u00abcarnale\u00bb (cfr. 2Cor 1,12; 10,4).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Tuttavia nelle altre lettere paoline la \u00abpsyche\u00bb e i suoi derivati significano l\u2019esistenza terrena dell\u2019uomo nelle sue manifestazioni, il modo di vivere dell\u2019individuo e perfino la stessa persona in senso positivo (ad es., per indicare l\u2019ideale di vita della comunit\u00e0 ecclesiale: mi\u00e1 psych\u00e9-i \u00abin un solo spirito\u00bb: Fil 1,27; smpsychoi = \u00abcon l\u2019unione dei vostri spiriti\u00bb: Fil 2,2; is\u00f3psychon = \u00abd\u2019animo uguale\u00bb: Fil 2,20; cfr. R Jewett, Paul\u2019s Anthropological Terms. A. Study of Their Use in Conflict Settings, Leiden 1971, Brill, pp. 2, 448-449).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>UDIENZA GENERALE &#8211; 10 febbraio 1982 Dalle parole di Cristo sulla futura risurrezione dei corpi, riportate da tutti e tre i Vangeli sinottici (Matteo, Marco e Luca), siamo passati nelle nostre riflessioni a ci\u00f2 che su quel tema scrive Paolo nella prima lettera ai Corinzi.(c. 15). 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