{"id":286,"date":"2016-01-25T20:56:47","date_gmt":"2016-01-25T19:56:47","guid":{"rendered":"https:\/\/www.oasicana.it\/lidea-della-verginita-o-celibato-come-anticipo-e-segno-escatologico\/"},"modified":"2026-07-27T11:56:21","modified_gmt":"2026-07-27T09:56:21","slug":"lidea-della-verginita-o-celibato-come-anticipo-e-segno-escatologico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.oasicana.it\/en\/lidea-della-verginita-o-celibato-come-anticipo-e-segno-escatologico\/","title":{"rendered":"L&#8217;idea della verginit\u00e0 o celibato come anticipo e segno escatologico"},"content":{"rendered":"<p><strong><em>GENERAL AUDIENCE <\/em><\/strong><em>\u2013 <\/em>10 marzo 1982<\/p>\n<ol style=\"text-align: justify\">\n<li>Cominciamo oggi a riflettere sulla verginit\u00e0 o celibato \u00abper il regno dei cieli\u00bb.<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify\">La questione della chiamata ad una esclusiva donazione di s\u00e9 a Dio nella verginit\u00e0 e nel celibato affonda profondamente le sue radici nel suolo evangelico della teologia del corpo. Per rilevare le dimensioni che le sono proprie, occorre tener presenti le parole, con cui Cristo fece riferimento al \u00abprincipio\u00bb, e anche quelle, con cui egli si richiam\u00f2 alla risurrezione dei corpi. La costatazione: \u00abQuando risusciteranno dai morti\u2026, non prenderanno moglie n\u00e9 marito\u00bb (Mc 12,25), indica che c\u2019\u00e8 una condizione di vita priva di matrimonio, in cui l\u2019uomo, maschio e femmina, trova ad un tempo la pienezza della donazione personale e dell\u2019intersoggettiva comunione delle persone, grazie alla glorificazione di tutto il suo essere psicosomatico nell\u2019unione perenne con Dio. Quando la chiamata alla continenza \u00abper il regno dei cieli\u00bb trova eco nell\u2019anima umana, nelle condizioni della temporalit\u00e0 e cio\u00e8 nelle condizioni in cui le persone di solito \u00abprendono moglie e prendono marito\u00bb (Lc 20,34), non \u00e8 difficile percepirvi una particolare sensibilit\u00e0 dello spirito umano, che gi\u00e0 nelle condizioni della temporalit\u00e0 sembra anticipare ci\u00f2 di cui l\u2019uomo diverr\u00e0 partecipe nella futura risurrezione. 2. Tuttavia di questo problema, di questa particolare vocazione, Cristo non ha parlato nel contesto immediato del suo colloquio con i Sadducei (cfr. Mt 22,23-30; Mc 12,18-25; Lc 20,27-36), quando si era riferito alla risurrezione dei corpi. Invece ne aveva parlato (gi\u00e0 prima) nel contesto del colloquio con i Farisei sul matrimonio e sulle basi della sua indissolubilit\u00e0, quasi come prolungamento di quel colloquio (cfr. Mt 19,3-9). Le sue parole conclusive riguardano la cosiddetta lettera di ripudio, consentita da Mos\u00e8 in alcuni casi. Cristo dice: \u00abPer la durezza del vostro cuore Mos\u00e8 vi ha permesso di ripudiare le vostre mogli, ma da principio non fu cos\u00ec. Perci\u00f2 io vi dico: Chiunque ripudia la propria moglie, se non in caso di concubinato, e ne sposa un\u2019altra, commette adulterio\u00bb (Mt 19,8-9). Allora i discepoli che \u2013 come si pu\u00f2 dedurre dal contesto \u2013 erano attenti ad ascoltare quel colloquio e in particolare le ultime parole pronunziate da Ges\u00f9, gli dicono cos\u00ec: \u00abSe questa \u00e8 la condizione dell\u2019uomo rispetto alla donna, non conviene sposarsi\u00bb (Mt 19,10). Cristo d\u00e0 loro la seguente risposta: \u00abNon tutti possono capirlo, ma solo coloro ai quali \u00e8 stato concesso. Vi sono infatti eunuchi che sono nati cos\u00ec dal ventre della madre; ve ne sono alcuni che sono stati resi eunuchi dagli uomini, e vi sono altri che si sono fatti eunuchi per il regno dei cieli. Chi pu\u00f2 capire, capisca\u00bb (Mt 19,11-12). 3. In relazione a questo colloquio, riportato da Matteo, ci si pu\u00f2 porre la domanda: che cosa pensavano i discepoli, quando, dopo aver udito la risposta che Ges\u00f9 aveva dato ai Farisei sul matrimonio e la sua indissolubilit\u00e0, espressero la loro osservazione: \u00abSe questa \u00e8 la condizione dell\u2019uomo rispetto alla donna, non conviene sposarsi\u00bb? In ogni caso, Cristo ritenne quella circostanza opportuna per parlare loro della continenza volontaria per il Regno dei cieli. Dicendo questo, egli non prende direttamente posizione riguardo all\u2019enunciato dei discepoli, n\u00e8 rimane nella linea del loro ragionamento. Quindi non risponde: \u00abConviene sposarsi\u00bb o \u00abNon conviene sposarsi\u00bb. La questione della continenza per il Regno dei cieli non \u00e8 contrapposta al matrimonio, n\u00e9 si basa su di un giudizio negativo riguardo alla sua importanza. Del resto, Cristo, parlando precedentemente della indissolubilit\u00e0 del matrimonio, si era riferito al \u00abprincipio\u00bb, cio\u00e8 al mistero della creazione indicando cos\u00ec la prima e fondamentale fonte del suo valore. Di conseguenza, per rispondere alla domanda dei discepoli, o piuttosto per chiarire il problema da loro posto, Cristo ricorre ad un altro principio. Non per il fatto che \u00abnon conviene sposarsi\u00bb, ossia non per il motivo di un supposto valore negativo del matrimonio \u00e8 osservata la continenza da coloro che nella vita fanno tale scelta \u00abper il Regno dei cieli\u00bb, ma in vista del particolare valore che \u00e8 connesso con tale scelta e che occorre personalmente scoprire e cogliere come propria vocazione. E perci\u00f2 Cristo dice: \u00abChi pu\u00f2 capire, capisca\u00bb (Mt 19,12). Invece subito prima dice: \u00abNon tutti possono capirlo, ma solo coloro ai quali \u00e8 stato concesso\u00bb (Mt 19,11). 4. Come si vede, Cristo, nella sua risposta al problema postogli dai discepoli, precisa chiaramente una regola per comprendere le sue parole. Nella dottrina della Chiesa vige la convinzione che queste parole non esprimono un comandamento che obbliga tutti, ma un consiglio che riguarda soltanto alcune persone: quelle appunto che sono in grado \u00abdi capirlo\u00bb. E sono in grado \u00abdi capirlo\u00bb coloro \u00abai quali \u00e8 stato concesso\u00bb. Le parole citate indicano chiaramente il momento della scelta personale ed insieme il momento della grazia particolare, cio\u00e8 del dono che l\u2019uomo riceve per fare una tale scelta. Si pu\u00f2 dire che la scelta della continenza per il Regno dei cieli \u00e8 un orientamento carismatico verso quello stato escatologico, in cui gli uomini \u00abnon prenderanno moglie n\u00e9 marito\u00bb: tuttavia, tra quello stato dell\u2019uomo nella risurrezione dei corpi e la volontaria scelta della continenza per il Regno dei cieli nella vita terrena e nello stato storico dell\u2019uomo caduto e redento, esiste una differenza essenziale. Quel \u00abnon sposarsi\u00bb escatologico sar\u00e0 uno \u00abstato\u00bb, cio\u00e8 il modo proprio e fondamentale dell\u2019esistenza degli esseri umani, uomini e donne, nei loro corpi glorificati. La continenza per il Regno dei cieli, come frutto di una scelta carismatica, \u00e8 una eccezione rispetto all\u2019altro stato, cio\u00e8 a quello di cui l\u2019uomo \u00abdal principio\u00bb \u00e8 divenuto e rimane partecipe nel corso di tutta l\u2019esistenza terrena. 5. E\u2019 molto significativo che Cristo non collega direttamente le sue parole sulla continenza per il Regno dei cieli con il preannunzio dell\u2019\u00abaltro mondo\u00bb, in cui \u00abnon prenderanno moglie n\u00e9 marito\u00bb (Mc 12,25). Le sue parole, invece, si trovano \u2013 come abbiamo gi\u00e0 detto \u2013 nel prolungamento del colloquio con i Farisei, in cui Ges\u00f9 si \u00e8 richiamato \u00abal principio\u00bb, indicando l\u2019istituzione del matrimonio da parte del Creatore e ricordando il carattere indissolubile che, nel disegno di Dio, corrisponde all\u2019unit\u00e0 coniugale dell\u2019uomo e della donna.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il consiglio e quindi la scelta carismatica della continenza per il Regno dei cieli sono collegati, nelle parole di Cristo, con il massimo riconoscimento dell\u2019ordine \u00abstorico\u00bb dell\u2019esistenza umana, relativo all\u2019anima e al corpo. In base all\u2019immediato contesto delle parole sulla continenza per il Regno dei cieli nella vita terrena dell\u2019uomo, occorre vedere nella vocazione a tale continenza un tipo di eccezione a ci\u00f2 che \u00e8 piuttosto una regola comune di questa vita. Cristo rileva soprattutto questo. Che poi tale eccezione racchiuda in s\u00e9 l\u2019anticipo della vita escatologica priva di matrimonio e propria dell\u2019\u00abaltro mondo\u00bb (cio\u00e8 dello stadio finale del \u00abRegno dei cieli\u00bb), Cristo non ne parla qui direttamente. Si tratta, invero, non della continenza nel Regno dei cieli, ma della continenza \u00abper il Regno dei cieli\u00bb. L\u2019idea della verginit\u00e0 o del celibato, come anticipo e segno escatologico (cfr., ex. gr., \u00abLumen Gentium\u00bb, 44; \u00abPerfectae Caritatis\u00bb, 12), deriva dall\u2019associazione delle parole qui pronunziate con quelle che Ges\u00f9 proferir\u00e0 in un\u2019altra circostanza, ossia nel colloquio con i Sadducei, quando proclama la futura risurrezione dei corpi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Riprenderemo questo tema nel corso delle prossime riflessioni del mercoled\u00ec.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Sui problemi pi\u00f9 dettagliati dell\u2019esegesi di questo brano, vedi per esempio L. Sabourin, \u00abIl Vangelo di Matteo. Teologia e Esegesi\u00bb, vol. II, pp. 834-836; \u00abThe Positive Values of Consecrated Celibacy\u00bb, in \u00abThe Way\u00bb, Supplement 10, summer 1970, p. 51; J. Blinzler, \u00abEisin eunuchoi. Zur Auslegung von Mt 19,12\u00bb, \u00abZeitschrift f\u00fcr die Neutestamentliche Wissenschaft\u00bb 48 (1957) 268ss.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00abParimenti la santit\u00e0 della Chiesa \u00e8 in modo speciale favorita dai molteplici consigli, che il Signore nel Vangelo propone all\u2019osservanza dei suoi discepoli. Tra essi eccelle il prezioso dono della grazia divina, dato dal Padre ad alcuni (cfr. Mt 19,11; 1Cor 7,7), perch\u00e9 pi\u00f9 facilmente con cuore indiviso si consacrino solo a Dio nella verginit\u00e0 o nel celibato\u00bb (\u00abLumen Gentium\u00bb, 42).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>UDIENZA GENERALE &#8211; 10 marzo 1982 Cominciamo oggi a riflettere sulla verginit\u00e0 o celibato \u00abper il regno dei cieli\u00bb. La questione della chiamata ad una esclusiva donazione di s\u00e9 a Dio nella verginit\u00e0 e nel celibato affonda profondamente le sue radici nel suolo evangelico della teologia del corpo. 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