{"id":285,"date":"2016-01-25T21:06:47","date_gmt":"2016-01-25T20:06:47","guid":{"rendered":"https:\/\/www.oasicana.it\/la-vocazione-alla-castita-nella-realta-della-vita-terrena\/"},"modified":"2026-07-27T11:56:21","modified_gmt":"2026-07-27T09:56:21","slug":"la-vocazione-alla-castita-nella-realta-della-vita-terrena","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.oasicana.it\/en\/la-vocazione-alla-castita-nella-realta-della-vita-terrena\/","title":{"rendered":"The call to chastity in the reality of earthly life"},"content":{"rendered":"<p><strong><em>GENERAL AUDIENCE\u00a0 \u2013 <\/em><\/strong>17 marzo 1982<\/p>\n<ol style=\"text-align: justify\">\n<li>Continuiamo la riflessione sulla verginit\u00e0 o celibato per il Regno dei cieli: tema importante anche per una completa teologia del corpo.<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify\">Nell\u2019immediato contesto delle parole sulla continenza per il Regno dei cieli, Cristo fa un confronto molto significativo; e questo ci conferma ancor meglio nella convinzione che egli voglia radicare profondamente la vocazione a tale continenza nella realt\u00e0 della vita terrena, facendosi cos\u00ec strada nella mentalit\u00e0 dei suoi ascoltatori. Elenca, infatti, tre categorie di eunuchi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Questo termine riguarda i difetti fisici che rendono impossibile la procreativit\u00e0 del matrimonio. Appunto tali difetti spiegano le due prime categorie, quando Ges\u00f9 parla sia dei difetti congeniti: \u00abEunuchi che sono nati cos\u00ec dal ventre della madre\u00bb (Mt 19,11), sia dei difetti acquisiti, causati da intervento umano: \u00abVe ne sono alcuni che sono stati resi eunuchi dagli uomini\u00bb (Mt 19,12). In entrambi i casi si tratta dunque di uno stato di coazione, perci\u00f2 non volontario. Se Cristo, nel suo confronto, parla poi di coloro \u00abche si sono fatti eunuchi per il Regno dei cieli\u00bb (Mt 19,12), come di una terza categoria, certamente fa questa distinzione per rilevare ancor pi\u00f9 il suo carattere volontario e soprannaturale. Volontario perch\u00e9 gli appartenenti a questa categoria \u00absi sono fatti eunuchi\u00bb; soprannaturale, invece, perch\u00e9 l\u2019hanno fatto \u00abper il Regno dei cieli\u00bb. 2. La distinzione \u00e8 molto chiara e molto forte. Nondimeno, forte ed eloquente \u00e8 anche il confronto. Cristo parla a uomini, ai quali la tradizione dell\u2019antica alleanza non aveva tramandato l\u2019ideale del celibato o della verginit\u00e0. Il matrimonio era cos\u00ec comune che soltanto un\u2019impotenza fisica poteva costituirne una eccezione. La risposta data a discepoli in Matteo (19,10-12) \u00e8 ad un tempo rivolta, in un certo senso, a tutta la tradizione dell\u2019Antico Testamento. Lo confermi un solo esempio, tratto dal Libro dei Giudici, al quale ci riferiamo qui non tanto a motivo dello svolgimento del fatto, quanto a motivo delle parole significative, che lo accompagnano. \u00abMi sia concesso\u2026 piangere la mia verginit\u00e0\u00bb (11,37), dice la figlia di Iefte a suo padre, dopo aver appreso da lui di essere stata destinata all\u2019immolazione per un voto fatto al Signore (nel testo biblico troviamo la spiegazione di come si giunse a tanto). \u00abVa\u2019; \u2013 leggiamo in seguito \u2013 e la lasci\u00f2 andare\u2026 Ella se ne and\u00f2 con le compagne e pianse sui monti la sua verginit\u00e0. Alla fine dei due mesi torn\u00f2 dal padre ed egli fece di lei quello che aveva promesso con voto. Essa non aveva conosciuto uomo\u00bb (Gdc 11,38-39). 3. Nella tradizione dell\u2019Antico Testamento, a quanto risulta, non c\u2019\u00e8 posto per questo significato del corpo, che ora Cristo, parlando della continenza per il Regno di Dio, vuole prospettare e rivelare ai propri discepoli. Tra i personaggi a noi noti, quali condottieri spirituali del popolo dell\u2019antica alleanza, non vi \u00e8 alcuno che avrebbe proclamato tale continenza a parole o nella condotta. Il matrimonio, allora, non era soltanto uno stato comune, ma, in pi\u00f9, in quella tradizione aveva acquisito un significato consacrato dalla promessa fatta ad Abramo dal Signore: \u00abEccomi: la mia alleanza \u00e8 con te e sarai padre di una moltitudine di popoli\u2026 E ti render\u00f2 molto, molto fecondo; ti far\u00f2 diventare nazioni e da te nasceranno dei re. Stabilir\u00f2 la mia alleanza con te e con la tua discendenza dopo di te di generazione in generazione, come alleanza perenne, per essere il Dio tuo e della tua discendenza dopo di te\u00bb (Gn 17,4.6-7). Perci\u00f2 nella tradizione dell\u2019Antico Testamento il matrimonio, come fonte di fecondit\u00e0 e di procreazione in rapporto alla discendenza, era uno stato religiosamente privilegiato: e privilegiato dalla stessa rivelazione. Sullo sfondo di questa tradizione, secondo cui il Messia doveva essere \u00abfiglio di Davide\u00bb (Mt 20,30), era difficile intendere l\u2019ideale della continenza. Tutto perorava a favore del matrimonio: non soltanto le ragioni di natura umana, ma anche quelle del Regno di Dio. 4. Le parole di Cristo determinano in tale ambito una svolta decisiva. Quando egli parla ai suoi discepoli, per la prima volta, sulla continenza per il Regno dei cieli, si rende chiaramente conto che essi, come figli della tradizione dell\u2019Antica Legge, debbono associare il celibato e la verginit\u00e0 alla situazione degli individui, specie di sesso maschile, che a causa dei difetti di natura fisica non possono sposarsi (\u00abgli eunuchi\u00bb), e perci\u00f2 si riferisce direttamente a loro. Questo riferimento ha uno sfondo molteplice: sia storico che psicologico, sia etico che religioso. Con tale riferimento Ges\u00f9 tocca \u2013 in certo senso \u2013 tutti questi sfondi, come se volesse dire: So che quanto ora vi dir\u00f2 dovr\u00e0 suscitare grande difficolt\u00e0 nella vostra coscienza, nel vostro modo di intendere il significato del corpo; vi parler\u00f2, difatti, della continenza, e ci\u00f2 si associer\u00e0 indubbiamente in voi allo stato di deficienza fisica, sia innata sia acquisita per causa umana. Io invece voglio dirvi che la continenza pu\u00f2 anche essere volontaria e scelta dall\u2019uomo \u00abper il Regno dei cieli\u00bb. 5. Matteo, al cap. 19, non annota alcuna immediata reazione dei discepoli a queste parole. La troviamo pi\u00f9 tardi solamente negli scritti degli Apostoli, soprattutto in Paolo (cfr.1Cor 7,25-40; vedi anche Ap 14,4). Ci\u00f2 conferma che tali parole si erano impresse nella coscienza della prima generazione dei discepoli di Cristo, e poi fruttificarono ripetutamente e in modo molteplice nelle generazioni dei suoi confessori nella Chiesa (e forse anche fuori di essa). Dunque, dal punto di vista della teologia \u2013 cio\u00e8 della rivelazione del significato del corpo, del tutto nuovo rispetto alla tradizione dell\u2019Antico Testamento -, queste sono parole di svolta. La loro analisi dimostra quanto siano precise e sostanziali, nonostante la loro concisione (lo costateremo ancor meglio, quando faremo l\u2019analisi del testo paolino della prima lettera ai Corinzi, capitolo 7). Cristo parla della continenza \u00abper\u00bb il Regno dei cieli. In tal modo egli vuole sottolineare che questo stato, scelto coscientemente dall\u2019uomo nella vita temporale, in cui di solito gli uomini \u00abprendono moglie e prendono marito\u00bb, ha una singolare finalit\u00e0 soprannaturale. La continenza, anche se scelta coscientemente e anche se decisa personalmente, ma senza quella finalit\u00e0, non entra nel contenuto del suddetto enunciato di Cristo. Parlando di coloro che hanno scelto coscientemente il celibato o la verginit\u00e0 per il Regno dei cieli (cio\u00e8 \u00absi sono fatti eunuchi\u00bb), Cristo rileva \u2013 almeno in modo indiretto \u2013 che tale scelta, nella vita terrena, \u00e8 unita alla rinuncia e anche ad un determinato sforzo spirituale. 6. La stessa finalit\u00e0 soprannaturale \u2013 \u00abper il Regno dei cieli\u00bb \u2013 ammette una serie di interpretazioni pi\u00f9 dettagliate, che Cristo in tale passo non enumera. Si pu\u00f2 per\u00f2 affermare che, attraverso la formula lapidaria di cui egli si serve, indica indirettamente tutto ci\u00f2 che \u00e8 stato detto su quel tema nella Rivelazione, nella Bibbia e nella Tradizione; tutto ci\u00f2 che \u00e8 divenuto ricchezza spirituale dell\u2019esperienza della Chiesa, in cui il celibato e la verginit\u00e0 per il Regno dei cieli hanno fruttificato in modo molteplice nelle varie generazioni dei discepoli e seguaci del Signore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">E\u2019 vero che Geremia doveva, per esplicito ordine del Signore, osservare il celibato (cfr. Ger 16,1-2); ma questo fu un \u00absegno profetico\u00bb, che simboleggiava il futuro abbandono e la distruzione del paese e del popolo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">E\u2019 vero, come \u00e8 noto dalle fonti extrabibliche, che nel periodo intertestamentario il celibato era mantenuto nell\u2019ambito del giudaismo da alcuni membri della setta degli Esseni (cfr. Giuseppe Flavio, \u00abBell. Jud.\u00bb, II, 8,2: 120-121; Filone Al., \u00abHypothet.\u00bb, 11,14); ma ci\u00f2 avveniva al margine del giudaismo ufficiale e probabilmente non persistette oltre l\u2019inizio del II secolo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nella comunit\u00e0 di Qumran il celibato non obbligava tutti, ma alcuni dei membri lo mantenevano fino alla morte, trasferendo sul terreno della pacifica convivenza la prescrizione del Deuteronomio (23,10-14) sulla purit\u00e0 rituale che obbligava durante la guerra santa. Secondo le credenze dei Qumraniani, tale guerra durava sempre \u00abtra i figli della luce e i figli delle tenebre\u00bb; il celibato fu dunque per loro l\u2019espressione dell\u2019esser pronti alla battaglia (cfr. \u00ab1Qm.\u00bb 7,5-7).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>UDIENZA GENERALE\u00a0 &#8211; 17 marzo 1982 Continuiamo la riflessione sulla verginit\u00e0 o celibato per il Regno dei cieli: tema importante anche per una completa teologia del corpo. 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