{"id":283,"date":"2016-01-25T21:46:57","date_gmt":"2016-01-25T20:46:57","guid":{"rendered":"https:\/\/www.oasicana.it\/reciproca-illuminazione-fra-matrimonio-e-castita\/"},"modified":"2026-07-27T11:56:21","modified_gmt":"2026-07-27T09:56:21","slug":"reciproca-illuminazione-fra-matrimonio-e-castita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.oasicana.it\/en\/reciproca-illuminazione-fra-matrimonio-e-castita\/","title":{"rendered":"The mutual light shed by marriage and chastity"},"content":{"rendered":"<p><strong><em>GENERAL AUDIENCE\u00a0 \u2013 <\/em><\/strong>31 marzo 1982<\/p>\n<ol style=\"text-align: justify\">\n<li>Continuiamo a riflettere sul tema del celibato e della verginit\u00e0 per il regno dei Cieli, basandoci sul testo del Vangelo secondo Matteo (cfr. Mt 19,10-12).<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify\">Parlando della continenza \u00abper\u00bb il regno dei Cieli e fondandola sull\u2019esempio della propria vita, Cristo desiderava, senza dubbio, che i suoi discepoli la intendessero soprattutto in rapporto al \u00abregno\u00bb, che egli era venuto ad annunziare e per il quale indicava le giuste vie. La continenza, di cui parlava, \u00e8 appunto una di queste vie e, come risulta gi\u00e0 dal contesto del Vangelo di Matteo, \u00e8 una via particolarmente valida e privilegiata. Infatti, quella preferenza data al celibato e alla verginit\u00e0 \u00abper il regno\u00bb era una novit\u00e0 assoluta nei confronti della tradizione dell\u2019antica alleanza, e aveva un significato determinante sia per l\u2019ethos che per la teologia del corpo. 2. Cristo, nel suo enunciato, ne rileva soprattutto la finalit\u00e0. Dice che la via della continenza, di cui egli stesso d\u00e0 testimonianza con la propria vita, non solo esiste e non soltanto \u00e8 possibile, ma \u00e8 particolarmente valida e importante \u00abper il regno dei Cieli\u00bb. E tale deve essere, dato che lo stesso Cristo l\u2019ha scelta per s\u00e9. E se questa via \u00e8 cos\u00ec valida e importante, alla continenza per il regno dei Cieli deve spettare un particolare valore. Come gi\u00e0 abbiamo accennato in precedenza, Cristo non affrontava il problema sul medesimo livello e nella stessa linea di ragionamento, in cui lo ponevano i discepoli, quando dicevano: \u00abSe questa \u00e8 la condizione\u2026 non conviene sposarsi\u00bb (Mt 19,10). Le loro parole celavano sullo sfondo un certo utilitarismo. Cristo, invece, nella sua risposta ha indicato indirettamente che, se il matrimonio, fedele alla originaria istituzione del Creatore (ricordiamo che il Maestro proprio a questo punto si riferiva al \u00abprincipio\u00bb), possiede una sua piena congruenza e valore per il regno dei Cieli, valore fondamentale, universale e ordinario, da parte sua la continenza possiede per questo regno un valore particolare ed \u00abeccezionale\u00bb. E\u2019 ovvio che si tratti della continenza scelta coscientemente per motivi soprannaturali. 3. Se Cristo rileva nel suo enunciato, innanzitutto, la finalit\u00e0 soprannaturale di quella continenza, lo fa in senso non solo oggettivo, ma anche esplicitamente soggettivo, cio\u00e8 indica la necessit\u00e0 di una motivazione tale che corrisponda in modo adeguato e pieno alla finalit\u00e0 oggettiva che viene dichiarata dall\u2019espressione \u00abper il regno dei Cieli\u00bb. Per realizzare il fine di cui si tratta \u2013 cio\u00e8 per riscoprire nella continenza quella particolare fecondit\u00e0 spirituale che proviene dallo Spirito Santo \u2013 bisogna volerla e sceglierla in virt\u00f9 di una fede profonda, che non ci mostra soltanto il regno di Dio nel suo compimento futuro, ma ci consente e rende possibile in modo particolare di immedesimarci con la verit\u00e0 e la realt\u00e0 di quel regno, cos\u00ec come esso viene rivelato da Cristo nel suo messaggio evangelico e soprattutto con l\u2019esempio personale della sua vita e del suo comportamento. Perci\u00f2, si \u00e8 detto sopra che la continenza \u00abper il regno dei Cieli\u00bb \u2013 in quanto indubbio segno dell\u2019\u00abaltro mondo\u00bb \u2013 porta in s\u00e9 soprattutto il dinamismo interiore del mistero della redenzione del corpo (cfr. Lc 20,35), e in questo significato possiede anche la caratteristica di una particolare somiglianza con Cristo. Chi sceglie consapevolmente tale continenza, sceglie, in un certo senso, una particolare partecipazione al mistero della redenzione (del corpo); vuole in modo particolare completarla per cos\u00ec dire nella propria carne (cfr. Col 1,24), trovando in ci\u00f2 anche l\u2019impronta di una somiglianza con Cristo. 4. Tutto questo si riferisce alla motivazione della scelta (ossia alla sua finalit\u00e0 in senso soggettivo): scegliendo la continenza per il regno dei Cieli, l\u2019uomo \u00abdeve\u00bb lasciarsi guidare appunto da tale motivazione. Cristo, nel caso in questione, non dice che l\u2019uomo vi \u00e8 obbligato (in ogni caso non si tratta certamente del dovere che scaturisce da un comandamento); tuttavia, senza dubbio, le sue concise parole sulla continenza \u00abper il regno dei Cieli\u00bb pongono fortemente in rilievo proprio la sua motivazione. Ed esse la rilevano (cio\u00e8 indicano la finalit\u00e0, di cui il soggetto \u00e8 consapevole), sia nella prima parte di tutto l\u2019enunciato, sia anche nella seconda, indicando che qui si tratta di una scelta particolare: propria cio\u00e8 di una vocazione piuttosto eccezionale che non universale e ordinaria. All\u2019inizio, nella prima parte del suo enunciato, Cristo parla di un intendimento (\u00abnon tutti possono capirlo, ma solo coloro ai quali \u00e8 stato concesso\u00bb: Mt 19,11); e si tratta non di un \u00abintendimento\u00bb in astratto, bens\u00ec tale da influire sulla decisione, sulla scelta personale, in cui il \u00abdono\u00bb, cio\u00e8 la grazia, deve trovare un\u2019adeguata risonanza nella volont\u00e0 umana. Tale \u00abintendimento\u00bb coinvolge dunque la motivazione. In seguito, la motivazione influisce sulla scelta della continenza, accettata dopo averne compreso il significato \u00abper il regno dei Cieli\u00bb. Cristo, nella seconda parte del suo enunciato, dichiara quindi che l\u2019uomo \u00absi fa\u00bb eunuco quando sceglie la continenza per il regno dei Cieli e ne fa la fondamentale situazione ovvero lo stato di tutta la propria vita terrena. In una decisione cos\u00ec consolidata sussiste la motivazione soprannaturale, da cui la decisione stessa fu originata. Sussiste rinnovandosi, direi, continuamente. 5. Abbiamo gi\u00e0 in precedenza volto l\u2019attenzione al particolare significato dell\u2019ultima affermazione. Se Cristo, nel caso citato, parla del \u00abfarsi\u00bb eunuco, non soltanto pone in rilievo il peso specifico di questa decisione, che si spiega con la motivazione nata da una fede profonda, ma non cerca, nemmeno di nascondere il travaglio, che tale decisione e le sue persistenti conseguenze possono avere per l\u2019uomo, per le normali (e d\u2019altronde nobili) inclinazioni della sua natura.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il richiamo \u00abal principio\u00bb nel problema del matrimonio ci ha consentito di scoprire tutta la bellezza originaria di quella vocazione dell\u2019uomo, maschio e femmina: vocazione, che proviene da Dio e corrisponde alla duplice costituzione dell\u2019uomo, nonch\u00e9 alla chiamata alla \u00abcomunione delle persone\u00bb. Predicando la continenza per il regno di Dio, Cristo non soltanto si pronunzia contro tutta la tradizione dell\u2019antica alleanza, secondo cui il matrimonio e la procreazione erano, come abbiamo detto, religiosamente privilegiati, ma si pronuncia, in un certo senso, anche in contrasto con quel \u00abprincipio\u00bb, a cui egli stesso ha fatto richiamo e forse anche per questo sfuma le proprie parole con quella particolare \u00abregola di intendimento\u00bb, a cui abbiamo sopra accennato. L\u2019analisi del \u00abprincipio\u00bb (specialmente in base al testo jahvista) aveva dimostrato infatti che, sebbene sia possibile concepire l\u2019uomo come solitario di fronte a Dio, tuttavia Dio stesso lo trasse da questa \u00absolitudine\u00bb quando disse: \u00abNon \u00e8 bene che l\u2019uomo sia solo: gli voglio fare un aiuto che gli sia simile\u00bb (Gn 2,18). 6. Cos\u00ec, dunque, la duplicit\u00e0 maschio-femmina propria della costituzione stessa dell\u2019umanit\u00e0 e l\u2019unit\u00e0 dei due che si basa su di essa, rimangono \u00abda principio\u00bb, cio\u00e8 fino alla loro stessa profondit\u00e0 ontologica, opera di Dio. E Cristo, parlando della continenza \u00abper il regno dei Cieli\u00bb, ha davanti a s\u00e9 questa realt\u00e0. Non senza ragione ne parla (secondo Matteo) nel contesto pi\u00f9 immediato, in cui fa appunto riferimento \u00abal principio\u00bb, cio\u00e8 al principio divino del matrimonio nella costituzione stessa dell\u2019uomo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Sullo sfondo delle parole di Cristo si pu\u00f2 asserire che non solo il matrimonio ci aiuta ad intendere la continenza per il regno dei Cieli, ma anche la stessa continenza getta una luce particolare sul matrimonio visto nel mistero della Creazione e della Redenzione.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>UDIENZA GENERALE\u00a0 &#8211; 31 marzo 1982 Continuiamo a riflettere sul tema del celibato e della verginit\u00e0 per il regno dei Cieli, basandoci sul testo del Vangelo secondo Matteo (cfr. Mt 19,10-12). 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