{"id":282,"date":"2016-01-25T22:45:33","date_gmt":"2016-01-25T21:45:33","guid":{"rendered":"https:\/\/www.oasicana.it\/la-superiorita-della-continenza-non-significa-svalutazione-del-matrimonio\/"},"modified":"2026-07-27T11:56:21","modified_gmt":"2026-07-27T09:56:21","slug":"la-superiorita-della-continenza-non-significa-svalutazione-del-matrimonio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.oasicana.it\/en\/la-superiorita-della-continenza-non-significa-svalutazione-del-matrimonio\/","title":{"rendered":"The \u00absuperiority\u00bb of continence does not mean devaluing marriage"},"content":{"rendered":"<p><strong><em>GENERAL AUDIENCE <\/em><\/strong><em>\u2013 <\/em>7 aprile 1982<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Carissimi fratelli e sorelle!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019incontro odierno cade nella \u00abSettimana Santa\u00bb, cio\u00e8 nel periodo centrale dell\u2019Anno Liturgico, che ci fa rivivere gli episodi cos\u00ec importanti e fondamentali della Redenzione operata da Cristo: l\u2019Ultima Cena, in cui Ges\u00f9 istitu\u00ec il Sacramento dell\u2019Eucaristia, anticipando misticamente e tramandando per mezzo del Sacerdozio il Sacrificio della Croce; la Passione di Ges\u00f9, a cominciare dall\u2019agonia del Getsemani fino alla crudele crocifissione e alla morte in croce; e infine la gloriosa risurrezione nella festosa domenica di Pasqua.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Sono giorni commoventi e toccanti, colmi di una speciale atmosfera che tutti i Cristiani sentono e conoscono. Devono perci\u00f2 essere giorni di silenzio interiore, di pi\u00f9 intensa preghiera e di particolare meditazione sui supremi avvenimenti della storia che segnano la redenzione dell\u2019umanit\u00e0 e che danno il vero significato alla nostra esistenza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Vi esorto pertanto a vivere intimamente con grande amore questi Giorni santi e a partecipare alle funzioni liturgiche, per penetrare sempre pi\u00f9 profondamente il contenuto della Fede e per riportarne propositi di autentico impegno di coerenza e di vita cristiana. Percorriamo con Maria santissima la strada della Passione di Cristo, guardando la tragedia del Venerd\u00ec Santo nella luce della Pasqua vittoriosa, per imparare che ogni sofferenza deve essere accettata e interpretata nella prospettiva della risurrezione gloriosa e, soprattutto, per incontrarci con Cristo che ci ha amato e si \u00e8 donato per noi (cfr. Gal 2,20). 1. Con lo sguardo rivolto a Cristo Redentore, ora continuiamo le nostre riflessioni sul celibato e sulla verginit\u00e0 \u00abper il Regno dei cieli\u00bb, secondo le parole di Cristo riportate nel Vangelo di Matteo (19,10-12).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Proclamando la continenza \u00abper il Regno dei cieli\u00bb, Cristo accetta pienamente tutto ci\u00f2 che dal principio fu operato ed istituito dal Creatore. Conseguentemente, da una parte, quella continenza deve dimostrare che l\u2019uomo, nella sua pi\u00f9 profonda costituzione, \u00e8 non soltanto \u00abduplice\u00bb, ma anche (in questa duplicit\u00e0) \u00absolo\u00bb di fronte a Dio con Dio. Tuttavia, dall\u2019altra, ci\u00f2 che, nella chiamata alla continenza per il Regno dei cieli, \u00e8 un invito alla solitudine per Dio, rispetta al tempo stesso sia la \u00abduplicit\u00e0 dell\u2019umanit\u00e0\u00bb (cio\u00e8 la sua mascolinit\u00e0 e femminilit\u00e0), sia anche quella dimensione di comunione dell\u2019esistenza che \u00e8 propria della persona. Colui che, conformemente alle parole di Cristo, \u00abcomprende\u00bb in modo adeguato la chiamata alla continenza per il Regno dei cieli, la segue, e conserva cos\u00ec l\u2019integrale verit\u00e0 della propria umanit\u00e0, senza perdere, strada facendo, nessuno degli elementi essenziali della vocazione della persona creata \u00aba immagine e somiglianza di Dio\u00bb. Questo \u00e8 importante per l\u2019idea stessa o piuttosto per l\u2019idea della continenza, cio\u00e8 per il suo contenuto oggettivo, che appare nell\u2019insegnamento di Cristo come una novit\u00e0 radicale.E\u2019 ugualmente importante per l\u2019attuazione di quell\u2019ideale, cio\u00e8 perch\u00e9 la concreta decisione, presa dall\u2019uomo per vivere nel celibato o nella verginit\u00e0 per il Regno dei cieli (colui che \u00absi fa\u00bb eunuco, per usare le parole di Cristo), sia pienamente autentica nella sua motivazione. 2. Dal contesto del Vangelo di Matteo (19,10-12) risulta in modo sufficientemente chiaro che qui non si tratta di sminuire il valore del matrimonio a vantaggio della continenza e neppure di offuscare un valore con l\u2019altro. Si tratta, invece, di \u00abuscire\u00bb con piena consapevolezza da ci\u00f2 che nell\u2019uomo, per la volont\u00e0 dello stesso Creatore, porta al matrimonio, e di andare verso la continenza, che si svela davanti all\u2019uomo concreto, maschio o femmina, come chiamata e dono di particolare eloquenza e di particolare significato \u00abper il Regno dei cieli\u00bb. Le parole di Cristo (Mt 19,11-12) partono da tutto il realismo della situazione dell\u2019uomo e con lo stesso realismo lo conducono fuori, verso la chiamata in cui, in modo nuovo, pur rimanendo per sua natura essere \u00abduplice\u00bb (cio\u00e8 diretto come uomo verso la donna, e come donna, verso l\u2019uomo), egli \u00e8 capace di scoprire in questa sua solitudine, che non cessa di essere una dimensione personale della duplicit\u00e0 di ciascuno, una nuova e perfino ancor pi\u00f9 piena forma di comunione intersoggettiva con gli altri. Questo orientamento della chiamata spiega in rnodo esplicito l\u2019espressione: \u00abper il Regno dei cieli\u00bb; infatti, la realizzazione di questo Regno deve trovarsi sulla linea dell\u2019autentico sviluppo dell\u2019immagine e della somiglianza di Dio, nel suo significato trinitario, cio\u00e8 proprio \u00abdi comunione\u00bb. Scegliendo la continenza per il Regno dei cieli, l\u2019uomo ha la consapevolezza di potere, in tal modo, realizzare se stesso \u00abdiversamente\u00bb e, in certo senso, \u00abdi pi\u00f9\u00bb che non nel matrimonio, divenendo \u00abdono sincero per gli altri\u00bb (\u00abGaudium et Spes\u00bb, 24). 3. Mediante le parole riportate in Matteo, Cristo fa comprendere in modo chiaro che quell\u2019\u00abandare\u00bb verso la continenza per il Regno dei cieli \u00e8 congiunto con una rinuncia volontaria al matrimonio, cio\u00e8 allo stato in cui l\u2019uomo e la donna (secondo il significato che il Creatore diede \u00abin principio\u00bb alla loro unit\u00e0) divengono dono reciproco attraverso la loro mascolinit\u00e0 e femminilit\u00e0, anche mediante l\u2019unione corporale. La continenza significa una rinuncia consapevole e volontaria a tale unione e a tutto ci\u00f2 che ad essa \u00e8 legato nell\u2019ampia dimensione della vita e della convivenza umana. L\u2019uomo che rinuncia al matrimonio rinuncia ugualmente alla generazione, come fondamento della comunit\u00e0 familiare composta dai genitori e dai figli. Le parole di Cristo, alle quali ci riferiamo, indicano senza dubbio tutta questa sfera di rinuncia, sebbene non si soffermino sui particolari. E il modo in cui queste parole sono state pronunciate consente di supporre che Cristo comprenda l\u2019importanza di tale rinuncia e che la comprenda non soltanto rispetto alle opinioni su tale tema vigenti nella societ\u00e0 israelitica di allora. Egli comprende l\u2019importanza di questa rinuncia anche in rapporto al bene, che il matrimonio e la famiglia costituiscono in se stessi a motivo dell\u2019istituzione divina. Perci\u00f2, mediante il modo di pronunciare le rispettive parole, fa comprendere che quell\u2019uscita dal cerchio del bene, alla quale egli stesso chiama \u00abper il Regno dei cieli\u00bb, \u00e8 connessa con un certo sacrificio di se stessi. Quella uscita diventa anche l\u2019inizio di successive rinuncie e di volontari sacrifici di s\u00e9 che sono indispensabili, se la prima e fondamentale scelta deve essere coerente nella dimensione di tutta la vita terrena; e solo grazie a tale coerenza, quella scelta \u00e8 interiormente ragionevole e non contraddittoria. 4. In tal modo, nella chiamata alla continenza cos\u00ec come \u00e8 stata pronunciata da Cristo \u2013 concisamente e al tempo stesso con una grande precisione \u2013 si delineano il profilo e insieme il dinamismo del mistero della Redenzione, come \u00e8 stato gi\u00e0 detto in precedenza. E\u2019 lo stesso profilo sotto cui Ges\u00f9, nel discorso della Montagna, ha pronunciato le parole circa la necessit\u00e0 di vigilare sulla concupiscenza del corpo, sul desiderio che inizia dal \u00abguardare\u00bb e diventa gi\u00e0 in quel rnomento \u00abadulterio nel cuore\u00bb. Dietro le parole di Matteo sia nel capitolo 19 (cfr. v.11-12) che nel capitolo 5 (cfr. v. 27-28), si trova la stessa antropologia e lo stesso ethos. Nell\u2019invito alla continenza volontaria per il Regno dei cieli, le prospettive di questo ethos vengono ampliate: nell\u2019orizzonte delle parole del discorso della Montagna si trova l\u2019antropologia dell\u2019uomo \u00abstorico\u00bb; nell\u2019orizzonte delle parole sulla continenza volontaria, rimane essenzialmente la stessa antropologia, ma irradiata dalla prospettiva del \u00abRegno dei cieli\u00bb, ossia, ad un tempo, dalla futura antropologia della risurrezione. Nondimeno, sulle vie di questa continenza volontaria nella vita terrena, l\u2019antropologia della risurrezione non sostituisce l\u2019antropologia dell\u2019uomo \u00abstorico\u00bb. Ed \u00e8 proprio quest\u2019uomo, in ogni caso quest\u2019uomo \u00abstorico\u00bb, nel quale permane ad un tempo l\u2019eredit\u00e0 della triplice concupiscenza, l\u2019eredit\u00e0 del peccato ed insieme l\u2019eredit\u00e0 della redenzione, a prendere la decisione circa la continenza \u00abper il Regno dei cieli\u00bb: questa decisione egli deve attuare, sottomettendo la peccaminosit\u00e0 della propria umanit\u00e0 alle forze che scaturiscono dal mistero della redenzione del corpo. Deve farlo come ogni altro uomo, che non prenda una simile decisione e la cui via rimanga il matrimonio. Diverso \u00e8 soltanto il genere di responsabilit\u00e0 per il bene scelto, come diverso \u00e8 il genere stesso del bene scelto. 5. Nel suo enunciato, Cristo pone forse in rilievo la superiorit\u00e0 della continenza per il Regno dei cieli sul matrimonio? Certamente egli dice che questa \u00e8 una vocazione \u00abeccezionale\u00bb, non \u00abordinaria\u00bb. Afferma, inoltre, che essa \u00e8 particolarmente importante, e necessaria per il Regno dei cieli. Se intendiamo la superiorit\u00e0 sul matrimonio in questo senso, dobbiamo ammettere che Cristo l\u2019addita implicitamente; tuttavia non la esprime in modo diretto. Solo Paolo dir\u00e0 di coloro che scelgono il matrimonio che fanno \u00abbene\u00bb, e, di quanti sono disponibili a vivere nella continenza volontaria, dir\u00e0 che fanno \u00abmeglio\u00bb (cfr. 1Cor 7,38). 6. Tale \u00e8 anche l\u2019opinione di tutta la Tradizione, sia dottrinale che pastorale. Quella \u00absuperiorit\u00e0\u00bb della continenza sul matrimonio non significa mai, nell\u2019autentica Tradizione della Chiesa, una svalutazione del matrimonio o una menomazione del suo valore essenziale. Non significa nemmeno uno slittamento, sia pure implicito, sulle posizioni manichee, oppure un sostegno a modi di valutare o di operare che si fondano sull\u2019intendimento manicheo del corpo e del sesso, del matrimonio e della generazione. La superiorit\u00e0 evangelica e autenticamente cristiana della verginit\u00e0, della continenza, \u00e8 conseguentemente dettata dal motivo del Regno dei cieli. Nelle parole di Cristo, riportate da Matteo (19,11-12), troviamo una solida base per ammettere soltanto tale superiorit\u00e0; invece non vi troviamo alcuna base per qualsiasi deprezzamento del matrimonio, che pur sarebbe potuto essere presente nel riconoscimento di quella superiorit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Su questo problema torneremo nella nostra prossima riflessione.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>UDIENZA GENERALE &#8211; 7 aprile 1982 Carissimi fratelli e sorelle! L&#8217;incontro odierno cade nella \u00abSettimana Santa\u00bb, cio\u00e8 nel periodo centrale dell&#8217;Anno Liturgico, che ci fa rivivere gli episodi cos\u00ec importanti e fondamentali della Redenzione operata da Cristo: l&#8217;Ultima Cena, in cui Ges\u00f9 istitu\u00ec il Sacramento dell&#8217;Eucaristia, anticipando misticamente e tramandando per mezzo del Sacerdozio il [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[12],"tags":[],"class_list":["post-282","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-catechesi-sullamore-umano"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.oasicana.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/282","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.oasicana.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.oasicana.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.oasicana.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.oasicana.it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=282"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.oasicana.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/282\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":559,"href":"https:\/\/www.oasicana.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/282\/revisions\/559"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.oasicana.it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=282"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.oasicana.it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=282"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.oasicana.it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=282"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}