{"id":277,"date":"2016-01-25T23:32:51","date_gmt":"2016-01-25T22:32:51","guid":{"rendered":"https:\/\/www.oasicana.it\/linterpretazione-paolina-della-verginita-e-del-matrimonio\/"},"modified":"2026-07-27T11:56:21","modified_gmt":"2026-07-27T09:56:21","slug":"linterpretazione-paolina-della-verginita-e-del-matrimonio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.oasicana.it\/en\/linterpretazione-paolina-della-verginita-e-del-matrimonio\/","title":{"rendered":"L&#8217;interpretazione paolina della verginit\u00e0 e del matrimonio"},"content":{"rendered":"<p><strong><em>GENERAL AUDIENCE <\/em><\/strong><em>\u2013 <\/em>23 giugno 1982<\/p>\n<ol style=\"text-align: justify\">\n<li>Dopo aver fatto l\u2019analisi delle parole di Cristo, riferite dal Vangelo secondo Matteo (19,10-12), conviene passare all\u2019interpretazione paolina del tema: verginit\u00e0 e matrimonio.<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019enunciato di Cristo sulla continenza per il Regno dei cieli \u00e8 conciso e fondamentale. Nell\u2019insegnamento di Paolo, come ci convinceremo fra poco, possiamo individuare un correlato delle parole del Maestro; tuttavia il significato della sua enunciazione (1Cor 7) nel suo insieme va valutato in modo diverso. La grandezza dell\u2019insegnamento di Paolo consiste nel fatto che egli, presentando la verit\u00e0 proclamata da Cristo in tutta la sua autenticit\u00e0 ed identit\u00e0, le d\u00e0 un proprio timbro, in un certo senso la propria interpretazione \u00abpersonale\u00bb, ma che \u00e8 sorta soprattutto dalle esperienze della sua attivit\u00e0 apostolico-missionaria, e forse addirittura dalla necessit\u00e0 di rispondere alle domande concrete degli uomini, ai quali quest\u2019attivit\u00e0 era indirizzata. E cos\u00ec incontriamo in Paolo la questione del rapporto reciproco tra il matrimonio e il celibato o la verginit\u00e0, quale tema che travagliava gli animi della prima generazione dei confessori di Cristo, la generazione dei discepoli degli apostoli, delle prime comunit\u00e0 cristiane. Ci\u00f2 accadeva per i convertiti dall\u2019ellenismo, quindi dal paganesimo, piu che dal giudaismo; e questo pu\u00f2 spiegare il fatto che il tema sia presente appunto in una lettera diretta alla comunit\u00e0 di Corinto, la prima. 2. Il dono dell\u2019intero enunciato \u00e8 senza dubbio magisteriale; tuttavia, il tono come il linguaggio \u00e8 anche pastorale. Paolo insegna la dottrina trasmessa dal Maestro agli apostoli e, ad un tempo, intrattiene come un continuo colloquio con i destinatari della sua lettera sul tema in questione. Parla come un classico maestro di morale, affrontando e risolvendo problemi di coscienza, e perci\u00f2 i moralisti amano rivolgersi di preferenza ai chiarimenti e alle deliberazioni di questa prima lettera ai Corinzi (cfr. c. 7). Bisogna per\u00f2 ricordare che la base ultima di quelle deliberazioni va cercata nella vita e nell\u2019insegnamento di Cristo stesso. 3. L\u2019Apostolo sottolinea, con grande chiarezza, che la verginit\u00e0, ossia la continenza volontaria, deriva esclusivamente da un consiglio e non da un comandamento: \u00abQuanto alle vergini, non ho alcun comando dal Signore, ma do un consiglio\u00bb. Paolo d\u00e0 questo consiglio \u00abcome uno che ha ottenuto misericordia dal Signore e merita fiducia\u00bb (cfr. 1Cor 7,25). Come si vede dalle parole citate, l\u2019Apostolo distingue, cos\u00ec come il Vangelo (cfr. Mt 19,11-12), tra consiglio e comandamento. Egli, in base alla regola \u00abdottrinale\u00bb della comprensione dell\u2019insegnamento proclamato, vuole consigliare, desidera dare consigli personali agli uomini che si rivolgono a lui, Cos\u00ec, dunque, il \u00abconsiglio\u00bb ha chiaramente nella prima lettera ai Corinzi (cfr. 1Cor 7) due diversi significati. L\u2019Autore afferma che la verginit\u00e0 \u00e8 un consiglio e non un comandamento, e, in pari tempo, d\u00e0 consigli sia alle persone gi\u00e0 sposate, sia a coloro che debbono prendere ancora una decisione al riguardo, e infine a quanti sono nello stato di vedovanza. La problematica \u00e8 sostanzialmente uguale a quella che incontriamo in tutto l\u2019enunciato di Cristo riportato da Matteo (cfr. Mt 19,2-12): prima sul matrimonio e la sua indissolubilit\u00e0, e poi sulla continenza volontaria per il Regno dei cieli. Tuttavia, lo stile di tale problematica \u00e8 del tutto proprio: \u00e8 di Paolo. 4. \u00abSe per\u00f2 qualcuno ritiene di non regolarsi convenientemente nei riguardi della sua vergine, qualora essa sia oltre il fiore dell\u2019et\u00e0, e conviene che accada cos\u00ec, faccia ci\u00f2 che vuole: non pecca. Si sposino pure! Chi invece \u00e8 fermamente deciso in cuor suo, non avendo nessuna necessit\u00e0, ma \u00e8 arbitro della propria volont\u00e0, ed ha deliberato in cuor suo di conservare la sua vergine, fa bene. In conclusione, colui che sposa la sua vergine fa bene e chi non la sposa fa meglio\u00bb (1Cor 7,36-38). 5. Chi aveva chiesto consiglio poteva essere un giovane, che si era trovato davanti alla decisione di prendere moglie, o forse un novello sposo, che di fronte a correnti ascetiche esistenti a Corinto rifletteva sulla linea da dare al suo matrimonio; poteva essere anche un padre o il tutore di una ragazza, che aveva posto il problema del matrimonio di lei. In tale caso, si tratterebbe direttamente della decisione che derivava dai suoi diritti tutelari. Paolo scrive, infatti, in tempi in cui le decisioni del genere appartenevano pi\u00f9 ai genitori o ai tutori che non ai giovani stessi. Egli, dunque, nel rispondere alla domanda in tal modo a lui rivolta, cerca di spiegare, in maniera molto precisa, che la decisione circa la continenza, ossia circa la vita nella verginit\u00e0, deve essere volontaria e che solo una tale continenza \u00e8 migliore del matrimonio. Le espressioni: \u00abfa bene\u00bb, \u00abfa meglio\u00bb, sono in questo contesto completamente univoche. 6. Orbene, l\u2019Apostolo insegna che la verginit\u00e0, ossia la continenza volontaria, l\u2019astenersi della giovane dal matrimonio, deriva esclusivamente da un consiglio e che, nelle condizioni opportune, essa \u00e8 \u00abmigliore\u00bb del matrimonio. Non vi subentra, invece, in alcun modo la questione del peccato: \u00abTi trovi legato a una donna? Non cercare di scioglierti. Sei libero da donna? Non andare a cercarla. Per\u00f2 se ti sposi non fai peccato; e se la giovane prende marito, non fa peccato\u00bb (1Cor 7,27-28). In base solo a queste parole, non possiamo certamente formulare giudizi su ci\u00f2 che l\u2019Apostolo pensava e insegnava circa il matrimonio. Questo tema si spiegher\u00e0 gi\u00e0 in parte nel contesto della prima lettera ai Corinzi (c. 7) e in maniera pi\u00f9 piena nella lettera agli Efesini (5,21-23). Nel nostro caso, si tratta probabilmente della risposta alla domanda se il matrimonio sia peccato; e si potrebbe anche pensare che in una tale domanda ci sia qualche influsso di correnti dualistiche pregnostiche, che pi\u00f9 tardi si trasformarono in encratismo e manicheismo. Paolo risponde che qui non entra assolutamente in gioco la questione del peccato. Non si tratta del discernimento tra \u00abbene\u00bb o \u00abmale\u00bb, ma soltanto tra \u00abbene\u00bb o \u00abmeglio\u00bb. In seguito, egli passa a motivare perch\u00e9 chi sceglie il matrimonio \u00abfa bene\u00bb e chi sceglie la verginit\u00e0, ossia la continenza volontaria, \u00abfa meglio\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Dell\u2019argomentazione paolina ci occuperemo durante la nostra prossima riflessione.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>UDIENZA GENERALE &#8211; 23 giugno 1982 Dopo aver fatto l&#8217;analisi delle parole di Cristo, riferite dal Vangelo secondo Matteo (19,10-12), conviene passare all&#8217;interpretazione paolina del tema: verginit\u00e0 e matrimonio. L&#8217;enunciato di Cristo sulla continenza per il Regno dei cieli \u00e8 conciso e fondamentale. 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