{"id":275,"date":"2016-01-26T00:08:31","date_gmt":"2016-01-25T23:08:31","guid":{"rendered":"https:\/\/www.oasicana.it\/lazione-della-grazia-di-dio-in-ogni-uomo-nella-scelta-tra-verginita-o-matrimonio\/"},"modified":"2026-07-27T11:56:21","modified_gmt":"2026-07-27T09:56:21","slug":"lazione-della-grazia-di-dio-in-ogni-uomo-nella-scelta-tra-verginita-o-matrimonio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.oasicana.it\/en\/lazione-della-grazia-di-dio-in-ogni-uomo-nella-scelta-tra-verginita-o-matrimonio\/","title":{"rendered":"L&#8217;azione della grazia di Dio in ogni uomo nella scelta tra verginit\u00e0 o matrimonio"},"content":{"rendered":"<p><strong><em>GENERAL AUDIENCE\u00a0 \u2013 <\/em><\/strong>7 luglio 1982<\/p>\n<ol>\n<li style=\"text-align: justify\">Durante l\u2019incontro di mercoled\u00ec scorso, abbiamo cercato di approfondire l\u2019argomentazione, di cui si serve san Paolo nella prima lettera ai Corinzi per convincere i suoi destinatari che colui che sceglie il matrimonio fa \u00abbene\u00bb e chi invece sceglie la verginit\u00e0 (ossia la continenza secondo lo spirito del consiglio evangelico) fa \u00abmeglio\u00bb (7,38). Continuando oggi questa meditazione, ricordiamo che secondo san Paolo \u00abchi non \u00e8 sposato si preoccupa\u2026 come possa piacere al Signore\u00bb (7,32).<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify\">Il \u00abpiacere al Signore\u00bb ha, come sfondo, l\u2019amore. Questo sfondo emerge da un ulteriore confronto: chi non \u00e8 sposato si preoccupa di come piacere a Dio, mentre l\u2019uomo sposato deve preoccuparsi anche di come accontentare la moglie. Qui appare, in un certo senso, il carattere sponsale della \u00abcontinenza per il regno di Dio\u00bb. L\u2019uomo cerca sempre di piacere alla persona amata. Il \u00abpiacere a Dio\u00bb non \u00e8 quindi privo di questo carattere, che distingue la relazione interpersonale degli sposi. Da una parte, esso \u00e8 uno sforzo dell\u2019uomo che tende a Dio e cerca il modo di piacergli, cio\u00e8 di esprimere attivamente l\u2019amore; d\u2019altra parte, a quest\u2019aspirazione corrisponde un gradimento di Dio che, accettando gli sforzi dell\u2019uomo, corona la propria opera col dare una nuova grazia: sin dall\u2019inizio, infatti, quest\u2019aspirazione \u00e8 stata suo dono. Il \u00abpreoccuparsi (di) come piacere a Dio\u00bb \u00e8 quindi un contributo dell\u2019uomo al continuo dialogo della salvezza, iniziato da Dio. Evidentemente ad esso prende parte ogni cristiano che vive di fede. 2. Paolo osserva, tuttavia, che l\u2019uomo legato col vincolo matrimoniale \u00absi trova diviso\u00bb (7,34) a causa dei suoi doveri familiari (cfr. 7,34). Da questa costatazione sembra quindi risultare che la persona non sposata dovrebbe essere caratterizzata da una integrazione interiore, da una unificazione, che gli permetterebbero di dedicarsi completamente al servizio del Regno di Dio in tutte le sue dimensioni. Tale atteggiamento presuppone l\u2019astensione dal matrimonio, esclusivamente \u00abper il Regno di Dio\u00bb, e una vita indirizzata unicamente a questo scopo. Diversamente, \u00abla divisione\u00bb pu\u00f2 furtivamente entrare anche nella vita di un non sposato, il quale, essendo privo da una parte della vita matrimoniale e dall\u2019altra di un chiaro scopo per cui dovrebbe rinunciare ad essa, potrebbe trovarsi davanti a un certo vuoto. 3. L\u2019Apostolo sembra conoscere bene tutto ci\u00f2, e si premura di specificare che egli non vuole \u00abgettare un laccio\u00bb a colui al quale consiglia di non sposarsi, ma lo fa per indirizzarlo a ci\u00f2 che \u00e8 degno e che lo tiene unito al Signore senza distrazioni (cfr. 7,35). Queste parole fanno venire in mente ci\u00f2 che Cristo durante l\u2019Ultima Cena, secondo il Vangelo di Luca, dice agli Apostoli: \u00abVoi siete quelli che avete perseverato con me nelle mie prove (letteralmente, \u201cnelle tentazioni\u201d); e io preparo per voi un Regno, come il Padre l\u2019ha preparato per me\u00bb (Lc 22,28-29). Chi non \u00e8 sposato \u00abessendo unito al Signore\u00bb, pu\u00f2 essere certo che le sue difficolt\u00e0 troveranno comprensione: \u00abInfatti non abbiamo un sommo sacerdote che non sappia compatire le nostre infermit\u00e0, essendo stato lui stesso provato in ogni cosa, escluso il peccato\u00bb (Eb 4,15). Ci\u00f2 permette alla persona non sposata non tanto di immergersi esclusivamente negli eventuali problemi personali, quanto di includerli nella grande corrente delle sofferenze di Cristo e del suo Corpo che \u00e8 la Chiesa. 4. L\u2019Apostolo mostra in che modo si pu\u00f2 \u00abessere uniti al Signore\u00bb: ci\u00f2 si pu\u00f2 raggiungere aspirando a un costante permanere con lui, a un gioire della sua presenza (eup\u00e1redron), senza lasciarsi distrarre dalle cose non essenziali (aperisp\u00e1stos) (cfr.1Cor 7,35).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Paolo precisa questo pensiero ancor pi\u00f9 chiaramente, quando parla della situazione della donna sposata e di quella che ha scelto la verginit\u00e0 o non ha pi\u00f9 il marito. Mentre la donna sposata deve preoccuparsi di \u00abcome possa piacere al marito\u00bb, quella non sposata \u00absi preoccupa delle cose del Signore, per essere santa nel corpo e nello spirito\u00bb (7,34). 5. Per afferrare in modo adeguato tutta la profondit\u00e0 del pensiero di Paolo, bisogna osservare che la \u00absantit\u00e0\u00bb, secondo la concezione biblica, \u00e8 piuttosto uno stato che un\u2019azione; essa ha un carattere innanzitutto ontologico e poi anche morale. Specie nell\u2019Antico Testamento, \u00e8 una \u00abseparazione\u00bb da ci\u00f2 che non \u00e8 soggetto all\u2019influenza di Dio, che \u00e8 \u00abprofanum\u00bb, per appartenere esclusivamente a Dio. La \u00absantit\u00e0 nel corpo e nello spirito\u00bb, quindi, significa anche la sacralit\u00e0 della verginit\u00e0 o del celibato, accettati per il \u00abRegno di Dio\u00bb. E, contemporaneamente, ci\u00f2 che \u00e8 offerto a Dio deve distinguersi con la purezza morale e perci\u00f2 presuppone un comportamento \u00absenza macchia n\u00e9 ruga\u00bb, \u00absanto e immacolato\u00bb, secondo il modello verginale della Chiesa che sta davanti a Cristo (Ef 5,27). L\u2019Apostolo in questo capitolo della lettera ai Corinzi, tocca i problemi del matrimonio e del celibato o della verginit\u00e0 in modo profondamente umano e realistico, rendendosi conto della mentalit\u00e0 dei suoi destinatari. L\u2019argomentazione di Paolo \u00e8, in una certa misura, \u00abad hominem\u00bb. Il mondo nuovo, il nuovo ordine dei valori che egli annunzia, deve incontrarsi, nell\u2019ambiente dei suoi destinatari di Corinto, con un altro \u00abmondo\u00bb e con un altro ordine di valori, diverso anche da quello a cui erano giunte, per la prima volta, le parole pronunziate da Cristo. 6. Se Paolo, con la sua dottrina circa il matrimonio e la continenza, si riferisce anche alla caducit\u00e0 del mondo e della vita umana in esso, certamente lo fa in riferimento all\u2019ambiente, che, in un certo senso, era orientato in modo programmatico all\u2019\u00abuso dal mondo\u00bb. Quanto significativo \u00e8, da questo punto di vista, il suo appello \u00aba quelli che usano del mondo\u00bb perch\u00e9 lo facciano \u00abcome se non ne usassero appieno\u00bb (1Cor 7,31). Dal contesto immediato risulta che pure il matrimonio, in quest\u2019ambiente, era inteso come un modo di \u00abusare il mondo\u00bb \u2013 diversamente da come lo era stato in tutta la tradizione israelitica (nonostante alcuni snaturamenti, che Ges\u00f9 indic\u00f2 nel colloquio con i Farisei, oppure nel Discorso della montagna). Indubbiamente, tutto ci\u00f2 spiega lo stile della risposta di Paolo. L\u2019Apostolo si rendeva ben conto che, incoraggiando all\u2019astensione dal matrimonio, doveva al tempo stesso mettere in luce un modo di comprensione del matrimonio che fosse conforme con tutto l\u2019ordine evangelico dei valori. E doveva farlo col massimo realismo, tenendo cio\u00e8 davanti agli occhi l\u2019ambiente al quale si rivolgeva, le idee e i modi di valutare le cose, in esso dominanti. 7. Agli uomini che vivevano in un ambiente, ove il matrimonio era considerato soprattutto come uno dei modi di \u00abusare del mondo\u00bb, Paolo si pronunzia quindi con le significative parole sia circa la verginit\u00e0 o il celibato (come abbiamo visto), sia anche circa il matrimonio stesso: \u00abAi non sposati e alle vedove dico: \u00e8 cosa buona per loro rimanere come sono io; ma se non sanno vivere in continenza, si sposino; \u00e8 meglio sposarsi che ardere\u00bb (1Cor 7,8-9). Quasi la stessa idea era stata espressa da Paolo gi\u00e0 prima: \u00abQuanto poi alle cose di cui mi avete scritto, \u00e8 cosa buona per l\u2019uomo non toccare la donna; tuttavia, per il pericolo dell\u2019incontinenza, ciascuno abbia la propria moglie e ogni donna il proprio marito\u00bb (7,1-2). 8. Forse che l\u2019Apostolo, nella prima lettera ai Corinzi, guarda il matrimonio esclusivamente dal punto di vista di un \u00abremedium concupiscentiae\u00bb, come si soleva dire nel tradizionale linguaggio teologico? Gli enunziati riportati poco sopra sembrerebbero testimoniarlo. Intanto, nell\u2019immediata prossimit\u00e0 delle formulazioni riportate, leggiamo una frase che ci induce a vedere in modo diverso l\u2019insieme dell\u2019insegnamento di san Paolo, contenuto nel capitolo 7 della prima lettera ai Corinzi: \u00abVorrei che tutti fossero come me (egli ripete il suo argomento preferito a favore dell\u2019astensione dal matrimonio); \u2013 ma ciascuno ha il proprio dono da Dio, chi in un modo, chi in un altro\u00bb (v. 7). Quindi, anche coloro che scelgono il matrimonio e vivono in esso ricevono da Dio un \u00abdono\u00bb, il \u00abproprio dono\u00bb, cio\u00e8 la grazia propria di tale scelta, di questo modo di vivere, di questo stato. Il dono ricevuto dalle persone che vivono nel matrimonio \u00e8 diverso da quello ricevuto dalle persone che vivono nella verginit\u00e0 e scelgono la continenza per il Regno di Dio; nondimeno esso \u00e8 un vero \u00abdono da Dio\u00bb, dono \u00abproprio\u00bb, destinato a persone concrete, e \u00abspecifico\u00bb, cio\u00e8 adatto alla loro vocazione di vita. 9. Si pu\u00f2 quindi dire che, mentre l\u2019Apostolo, nella sua caratterizzazione del matrimonio da parte \u00abumana\u00bb (e forse ancora pi\u00f9 da parte della situazione locale che dominava a Corinto) mette fortemente in rilievo la motivazione \u00abdel riguardo alla concupiscenza della carne\u00bb, al tempo stesso egli rileva, con non minore forza diconvinzione, anche il suo carattere sacramentale e \u00abcarismatico\u00bb. Con la stessa chiarezza, con la quale vede la situazione dell\u2019uomo in rapporto alla concupiscenza della carne, egli vede anche l\u2019azionedella grazia in ogni uomo \u2013 in colui che vive nel matrimonio non meno che in colui il quale sceglie volontariamente la continenza \u2013 tenendo presente che \u00abpassa la scena di questo mondo\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>UDIENZA GENERALE\u00a0 &#8211; 7 luglio 1982 Durante l&#8217;incontro di mercoled\u00ec scorso, abbiamo cercato di approfondire l&#8217;argomentazione, di cui si serve san Paolo nella prima lettera ai Corinzi per convincere i suoi destinatari che colui che sceglie il matrimonio fa \u00abbene\u00bb e chi invece sceglie la verginit\u00e0 (ossia la continenza secondo lo spirito del consiglio evangelico) [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[12],"tags":[],"class_list":["post-275","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-catechesi-sullamore-umano"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.oasicana.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/275","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.oasicana.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.oasicana.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.oasicana.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.oasicana.it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=275"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.oasicana.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/275\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":552,"href":"https:\/\/www.oasicana.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/275\/revisions\/552"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.oasicana.it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=275"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.oasicana.it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=275"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.oasicana.it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=275"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}