{"id":212,"date":"2016-01-29T18:58:30","date_gmt":"2016-01-29T17:58:30","guid":{"rendered":"https:\/\/www.oasicana.it\/la-coscienza-morale-e-il-luogo-del-dialogo-di-dio-con-luomo\/"},"modified":"2026-07-27T11:56:19","modified_gmt":"2026-07-27T09:56:19","slug":"la-coscienza-morale-e-il-luogo-del-dialogo-di-dio-con-luomo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.oasicana.it\/en\/la-coscienza-morale-e-il-luogo-del-dialogo-di-dio-con-luomo\/","title":{"rendered":"La coscienza morale \u00e8 il luogo del dialogo di Dio con l&#8217;uomo"},"content":{"rendered":"<p><strong><em>GENERAL AUDIENCE\u00a0 \u2013 <\/em><\/strong>17 agosto 1983<\/p>\n<ol style=\"text-align: justify\">\n<li>Le parole dell\u2019apostolo, ora ascoltate, ci descrivono quale \u00e8 il compito a cui \u00e8 chiamata la coscienza morale dell\u2019uomo: \u00abDiscernere la volont\u00e0 di Dio, cio che \u00e8 buono, a lui gradito e perfetto\u00bb. La nostra riflessione sull\u2019ethos della Redenzione oggi si ferma a considerare \u00abil nucleo pi\u00f9 segreto e il sacrario dell\u2019uomo, dove egli si trova solo con Dio\u00bb, come il Concilio Vaticano II definisce la coscienza morale (\u00abGaudium et Spes\u00bb, 16).<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify\">Che cosa intende l\u2019Apostolo quando parla di \u00abdiscernimento\u00bb in questo campo? Se noi facciamo attenzione alla nostra esperienza interiore, constatiamo la presenza dentro di noi di un\u2019attivit\u00e0 spirituale, che possiamo chiamare l\u2019attivit\u00e0 valutativa. Non \u00e8 forse vero che spesso ci capita di dire, o di pensare: \u00abQuesto \u00e8 giusto, questo non \u00e8 giusto?\u00bb. Esiste cio\u00e8, in ciascuno di noi, una sorta di \u00absenso morale\u00bb che ci porta a discernere ci\u00f2 che \u00e8 bene e ci\u00f2 che \u00e8 male, cos\u00ec come esiste una sorta di \u00absenso estetico\u00bb che ci porta a discernere ci\u00f2 che \u00e8 bello da ci\u00f2 che \u00e8 brutto. E\u2019 come un occhio interiore, una capacit\u00e0 visiva dello spirito, in grado di guidare i nostri passi sulla via del bene.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ma le parole dell\u2019Apostolo hanno un significato pi\u00f9 profondo. L\u2019attivit\u00e0 della coscienza morale non riguarda soltanto ci\u00f2 che \u00e8 bene e ci\u00f2 che \u00e8 male universalmente. Il suo discernimento riguarda in particolare la singola e concreta azione libera che stiamo per compiere o abbiamo compiuto. E\u2019 di essa che la coscienza ci parla, \u00e8 essa che la coscienza valuta: questa azione, ci dice la coscienza, che tu, nella tua irripetibile singolarit\u00e0, stai compiendo (o hai compiuto) \u00e8 buona o \u00e8 cattiva. 2. Donde desume la coscienza i suoi criteri di giudizio? In base a che cosa la nostra coscienza morale giudica le azioni che stiamo per compiere o che abbiamo compiute? Ascoltiamo attentamente l\u2019insegnamento del Concilio Vaticano II: \u00abNorma suprema della vita umana \u00e8 la legge divina, eterna, oggettiva e universale, per mezzo della quale Dio con un disegno di sapienza e amore ordina, dirige e governa tutto il mondo e le vie della comunit\u00e0 umana\u2026 l\u2019uomo coglie e riconosce gli imperativi della legge divina attraverso la sua coscienza che egli \u00e8 tenuto a seguire fedelmente in ogni sua attivit\u00e0, per arrivare a Dio suo fine\u00bb (\u00abDignitatis Humanae\u00bb, 3).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Riflettiamo attentamente su queste parole cos\u00ec dense e illuminanti. La coscienza morale non \u00e8 un giudice autonomo delle nostre azioni. Essa desume i criteri dei suoi giudizi da quella \u00ablegge divina, eterna, oggettiva e universale\u00bb, da quella \u00abverit\u00e0 immutabile\u00bb, di cui parla il testo conciliare: quella legge, quella verit\u00e0 che l\u2019intelligenza dell\u2019uomo pu\u00f2 scoprire nell\u2019ordine dell\u2019essere. E\u2019 per questa ragione che il Concilio dice che l\u2019uomo, nella sua coscienza, \u00e8 \u00absolo con Dio\u00bb. Si noti: il testo non si limita ad affermare: \u00ab\u00e8 solo\u00bb, ma aggiunge \u00abcon Dio\u00bb. La coscienza morale non chiude l\u2019uomo dentro una invalicabile e impenetrabile solitudine, ma lo apre alla chiamata, alla voce di Dio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In questo, non in altro, sta tutto il mistero e la dignit\u00e0 della coscienza morale: nell\u2019essere cio\u00e8 il luogo, lo spazio santo nel quale Dio parla all\u2019uomo. Di conseguenza, se l\u2019uomo non ascolta la propria coscienza, se consente che in essa prenda dimora l\u2019errore, egli spezza il vincolo pi\u00f9 profondo che lo stringe in alleanza con il suo Creatore. 3. Se la coscienza morale non \u00e8 l\u2019istanza ultima che decide ci\u00f2 che \u00e8 bene e ci\u00f2 che \u00e8 male, deve conformarsi alla verit\u00e0 immutabile della legge morale, ne consegue che essa non \u00e8 giudice infallibile: pu\u00f2 errare. Questo punto merita oggi una particolare attenzione. \u00abNon conformatevi\u00bb insegna l\u2019apostolo, \u00aballa mentalit\u00e0 di questo mondo, ma rinnovatevi nello spirito della vostra mente\u00bb (Rm 12,2). Nei giudizi della vostra coscienza si annida sempre la possibilit\u00e0 dell\u2019errore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La conseguenza che deriva da tale errore \u00e8 molto seria: quando l\u2019uomo segue la propria coscienza errata, la sua azione non \u00e8 retta, non realizza obiettivamente ci\u00f2 che \u00e8 bene per la persona umana. E questo, per il semplice fatto che il giudizio della coscienza non \u00e8 l\u2019ultima istanza morale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Certo, \u00absuccede non di rado \u2013 come il Concilio precisa immediatamente \u2013 che la coscienza sia erronea per ignoranza invincibile\u00bb. In tal caso essa \u00abnon perde la sua dignit\u00e0\u00bb, e l\u2019uomo che ne segue il giudizio non pecca. Lo stesso testo conciliare, per\u00f2, prosegue osservando: \u00abMa ci\u00f2 non si pu\u00f2 dire quando l\u2019uomo poco si cura di cercare la verit\u00e0 e il bene, e quando la coscienza diventa quasi cieca in seguito all\u2019abitudine del peccato\u00bb (\u00abDignitatis Humanae\u00bb, 3).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Non \u00e8 dunque sufficiente dire all\u2019uomo: \u00abSegui sempre la tua coscienza\u00bb. E\u2019 necessario aggiungere subito e sempre: \u00abChiediti se la tua coscienza dice il vero o il falso, e cerca instancabilmente di conoscere la verit\u00e0\u00bb. Se non si facesse questa necessaria precisazione, l\u2019uomo rischierebbe di trovare nella sua coscienza una forza distruttrice della sua umanit\u00e0 vera, anzich\u00e9 il luogo santo ove Dio gli rivela il suo vero bene.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">E\u2019 necessario \u00abformare\u00bb la propria coscienza. In tale impegno il credente sa di avere un particolare aiuto dalla dottrina della Chiesa. \u00abInfatti per volont\u00e0 di Cristo la Chiesa cattolica \u00e8 maestra di verit\u00e0, e il suo compito \u00e8 di annunziare e di insegnare in modo autentico la verit\u00e0 che \u00e8 Cristo, e nello stesso tempo di dichiarare e di confermare con la sua autorit\u00e0 i principi dell\u2019ordine morale che scaturiscono dalla stessa natura umana\u00bb (\u00abDignitatis Humanae\u00bb, 14).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Chiediamo insistentemente a Cristo nostro Redentore la grazia di poter \u00abdiscernere quale \u00e8 la volont\u00e0 di Dio, ci\u00f2 che \u00e8 buono, a lui gradito e perfetto\u00bb. Il dono cio\u00e8 di essere nella verit\u00e0, per fare la verit\u00e0.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>UDIENZA GENERALE\u00a0 &#8211; 17 agosto 1983 Le parole dell&#8217;apostolo, ora ascoltate, ci descrivono quale \u00e8 il compito a cui \u00e8 chiamata la coscienza morale dell&#8217;uomo: \u00abDiscernere la volont\u00e0 di Dio, cio che \u00e8 buono, a lui gradito e perfetto\u00bb. 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