Associazione

OASI CANA Onlus

Missionari

della Famiglia

 

Montagnagebbia 2001

Incontro estivo 24-29 luglio

 

Coppie e famiglie in ascolto ed in dialogo con la Familiaris Consortio

 

La Familiaris Consortio nella prospettiva del Concilio Vaticano II[1]

di P. Antonio Santoro

 

Concilio Vaticano II (11 ottobre 1962 - 8 dicembre 1965)

           

            Indicazione di metodo: Per completare questo nostro excursus storico-teologico sul sacramento del matrimonio, evidenzierò brevemente alcuni elementi che sono propri dell'insegnamento magisteriale contenuto sia nel Concilio Vaticano II sia nell'esortazione apostolica  post-sinodale, "Familiaris consortio".

            Vista la facilità di consultazione di questi documenti  - che dovremmo avere sempre a portata di mano, contenendo  essi la "coscienza" che la Chiesa ha oggi di sè e della sua missione - non seguirò il metodo delle "lunghe" citazioni, come per altri documenti più difficilmente reperibili a chi non è proprio un "addetto ai lavori", ma citerò semplicemente i numeri di riferimento con l'una o l'altra espressione fondamentale.

            Inoltre, va precisato che sia il Concilio Vaticano II - per la parte relativa al matrimonio e alla famiglia - sia, ancor di più, la "Familiaris consortio" richiedono uno studio specifico e approfondito.

 

            Obiettivo del Concilio circa il matrimonio e la famiglia: approfondire queste realtà basilari della Chiesa e della società alla luce dell’antropologia personalista, dell’ecclesiologia di comunione (all’interno di una Chiesa ricompressa come mistero, comunione, missione) con un più esplicito e approfondito fondamento biblico-trinitario, quindi cristologico e pneumatologico.

 

            Coordinate dell’insegnamento conciliare

            Mi sembra che per cogliere adeguatamente il ricco Magistero del Concilio Vaticano II, soprattutto relativamente al sacramento del matrimonio e alla famiglia, bisogna tenere presente alcune coordinate fondamentali che continuamente s'intrecciano, in modo più o meno evidente, nei documenti conciliari, e che fanno da chiave interpretativa dell'insegnamento del Concilio sul matrimonio e la famiglia.

            Queste coordinate riguardano :

            - La visione personalista specie del matrimonio e della famiglia[2]: quindi dignità della persona umana, del matrimonio e della famiglia. Il Concilio ha sancito un’autentica svolta antropologica nel considerare il matrimonio e la famiglia, rispetto ad una mentalità troppo “contrattualista” del matrimonio.

            In questa prospettiva personalista, però, non manca qualche serio rischio, quello, per esempio, di chiudersi in uno sterile individualismo pratico anteponendo il proprio bene individuale e/o collettivo (il mio/nostro “ben-essere”) al bene dell’altro (marito/moglie/figli/genitori/famiglia, ecc.).

 

            - Cristo rivelatore dell'intera verità sull'uomo e della sua altissima vocazione[3]: Cristo rivela il mistero dell'uomo all'uomo stesso e, mediante l’opera santificante dello Spirito, lo rende capace della "nuova legge dell'amore" (GS 27c)[4]. Da qui, una spiritualità cristiana intesa come “vita secondo lo Spirito”, sia in quanto singoli che coppia, famiglia e comunità ecclesiale.

 

-     "Radice trinitaria" della "natura-identità" umana e della coppia-famiglia[5]: l'uomo singolo e l'uomo-coppia (cfr GS 52g) sono stati creati da Dio a Sua immagine, verità fondante ogni rapporto umano, specie le relazioni coniugali e familiari.

Pertanto, non sembri esagerato affermare che questa “radice trinitaria” costituisce come il DNA di ogni essere umano e di ogni comunità, sia essa coniugale, familiare, sociale ed ecclesiale.

 

-     Rapporto tra la Chiesa e la Famiglia, ossia: Fondazione ecclesiologica del matrimonio e della famiglia[6]: il matrimonio sacramento e la famiglia, quale "riflesso della trinità", si comprendono, si spiegano, si possono vivere solo all'interno della Chiesa  ( di quella Chiesa che il Vaticano II oggi comprende e vive come mistero, comunione, missione, in continuo dialogo col "mondo"): la famiglia,fondata sul sacramento del matrimonio, ad immagine della Chiesa è essa stessa "chiesa domestica" (LG 11).

 

 

            L'insegnamento della "Gaudium et spes" su matrimonio e famiglia (nn. 47 - 52).

Oltre a quanto appena detto, nella GS possiamo individuare alcune verità centrali che esprimono la forza delle convinzioni e la novità dell'insegnamento della Chiesa conciliare sul matrimonio e la famiglia.

 

            - Dignità del matrimonio: Viene ribadita questa verità anche alla luce delle "coordinate" di cui abbiamo detto su esposte: si veda GS 47; 50c.

 

            - Matrimonio come vocazione: Cfr GS 49b; LG 11b; 35c; 50b; 52g;

 

            - Matrimonio, specifica vocazione alla santità[7]: All'interno della prospettiva dell'universale vocazione alla santità, i coniugi cristiani sono chiamati a percorrere un loro proprio cammino di santità (cfr LG 40b; 41g; 42e). La santità, dunque, non è un "privilegio" solo dello stato clericale e religioso, ma tutto il popolo di Dio è chiamato alla santità. Col teologo R. Garcia de Haro possiamo concludere dicendo che la GS presenta il matrimonio come una specifica vocazione alla santità < in modo mai fatto prima in un documento del Magistero>[8].

 

            - Dignità umana e "cristica" dell' "amore coniugale"[9]: Il Concilio riafferma il valore dell'amore coniugale ( in particolare,alla luce sia della prospettiva personalista che cristologica) e ne precisa il compito all'interno della vita matrimoniale. L'amore coniugale "cristificato" (cioè assunto e rendento da Cristo) costituisce come una sola cosa col "patto coniugale" o "consenso matrimoniale"; per cui , l'amore coniugale è ordinato al compimento dei fini del matrimonio secondo il disegno di Dio Creatore e Redentore ( cfr nota), costituendo così l' "anima", il principio vitale, unificante", che plasma la vita dei coniugi.

 

            - Inscindibilità tra amore coniugale e procreazione responsabile: La GS chiarisce e approfondisce i rapporti tra amore coniugale e procreazione responsabile[10]. Il principio fondamentale sta nel dato che < non può esserci vera contraddizione tra le leggi divine del trasmettere la vita e del dovere di favorire l'autentico amore coniugale> (GS 51b). Inoltre criterio fondamentale per regolarsi nei "problemi pratici" è il seguente: <(...) Quando si tratta di comporre l'amore coniugale con la trasmissione responsabile della vita, il carattere morale del comportamento non dipende solo dalla sincera intenzione e dalla valutazione dei motivi, ma va determinato da criteri oggettivi, che hanno il loro fondamento nella natura stessa della persona umana[11] e dei suoi atti e sono destinati a mantenere in un contesto di vero amore l'intimo senso della mutua donazione e della procreazione umana; e tutto ciò non sarà possibile se non venga coltivata con sincero animo la virtù della castità coniugale (...) Sia chiaro a tutti che la vita dell'uomo e il compito di trasmetterla non sono limitati solo a questo tempo e non si possono commisurare e capire in questo mondo soltanto, ma riguardano sempre il destino eterno degli uomini> (GS 51c, d). E' un testo molto chiaro, denso di contenuti e carico di conseguenze pratiche: Un testo che va meditato, pregato, discusso con cognizione di causa. Ma, evidentemente, non possiamo farlo in questo "excursus".

 

            - Matrimonio come "foedus", patto, e non "contratto": Il Concilio al termine "contratto" ha preferito il termine "foedus", patto (alleanza!) perché < ricco di risonanze bibliche (...) "Foedus" esprime meglio l'idea della mutua donazione di amore, essendo la parola con cui si designa, nella Sacra Scrittura, il rapporto di predilezione tra Dio e il popolo d'Israele, del quale il sacramento del matrimonio è segno>[12]. Si dava così una svolta decisiva, anche nella terminologia, ad una concezione forse ancora un po’ troppo giuridica del matrimonio.

 

            Come affermavo precedentemente, con queste poche considerazioni, anche se fondamentali, non ho inteso esaurire il discorso su matrimonio e famiglia nel Concilio Vaticano II: certamente ne abbiamo avuto un buon assaggio! Se gustiamo questo non è poco, anzi direi, che si sarà in grado di approfondire personalmente i contenuti qui evidenziati, e altri ancora, contenuti nei documenti conciliari.

Cosa importante è perseverare in questo approfondimento, perché aiutati dallo Spirito Santo questa "sapienza" trasformi la vita personale, coniugale, familiare, sociale, ecclesiale.

 

Familiaris consortio

 

            L'esortazione apostolica "Familiaris consortio" è soprattutto il frutto dei lavori del  V Sinodo dei Vescovi (ottobre 1980).  

            La FC costituisce una vera "summa" sul sacramento del matrimonio e sulla famiglia. E' lo stesso Giovanni Paolo II che ne presenta i contenuti in continuità di sviluppo - e non solo di verità riaffermate -con l'insegnamento del Concilio. Ecco quanto afferma il Pontefice nel discorso di presentazione della FC: Questa è <una "somma" dell'insegnamento della Chiesa sulla vita, i compiti, le responsabilità e la missione del matrimonio e della famiglia nel mondo attuale > ( disc. 22 dic. 1981). E ancora: Nella FC <si è approfondito e ampliato il chiaro insegnamento del Concilio Vaticano II sul matrimonio e sulla famiglia> (ivi).

            Facciamo qualche rilievo.

 

            * Tutte le coordinate di cui abbiamo parlato relativamente al Concilio Vaticano II, qui, nella FC sono presenti e determinanti i contenuti del documento pontificio.

 

            * Prospettiva personalista dei contenuti della "Familiaris consortio"[13]: Già ad una semplice lettura della FC, questa prospettiva personalista balza subito in evidenza. Ogni contenuto di questo documento è caratterizzato (il matrimonio, in particolare l'amore coniugale e  la procreazione, gli stessi compiti della famiglia cristiana, ecc.) da questa prospettiva che si radica in un'antropologia teologica, in un modo anche nuovo di "fare teologia", appunto "teologia del corpo" come lo stesso Giovanni Paolo II la definisce nelle sue Catechesi sull'amore umano...(op. cit.). Afferma R. Garcia de Haro che la principale novità della FC sta proprio < nella profondità con cui riesce a mostrare i veri beni e  proprietà del matrimonio scaturiscano dalla realtà stessa della persona e dalla sua nativa vocazione all'amore>[14].

 

            * Il matrimonio nella FC: Nella seconda parte della FC , il Papa parte da una visione antropologica - l'uomo creato ad immagine di Dio che è amore, viene chiamato all'esistenza per amore e all'amore (n. 11) - e delinea contemporaneamente una teologia del sacramento del matrimonio:

            - Il matrimonio è concepito come "alleanza sponsale" [15]: Ad immagine dell'alleanza tra Dio e il suo popolo Israele e Cristo e la Chiesa, il matrimonio sacramento è soprattutto simbolo (n. 12) di questa Alleanza, è rappresentazione reale, memoriale, simbolo dell'evento della salvezza : ma a modo proprio, cioè gli sposi cristiani vi partecipano in quanto sposi, in due, come coppia (n. 13).

            - Il matrimonio è una delle due "incarnazioni" della vocazione della persona umana all'amore: FC 11.

            - Il matrimonio è comunità di vita e di amore coniugale caratterizzato dalla "carità coniugale":  Questa "comunità" <fondata dal Creatore, viene elevata ed assunta nella carità sponsale del Cristo, sostenuta ed arricchita dalla sua forza redentrice> (n. 13).

            L'amore coniugale negli sposi cristiani è ordinato alla < carità coniugale, che è il modo proprio e specifico con cui gli sposi partecipano e sono chiamati a vivere la carità stessa di Cristo che si dona sulla Croce> (ivi).

            - La grazia del matrimonio: Particolarmente significative sono le espressioni che indicano la grazia propria del sacramento del matrimonio. Il Pontefice citando un suo discorso (3 nov. 1979), a proposito del matrimonio che è, come gli altri sacramenti, simbolo reale dell'evento pasquale, afferma: <Gli sposi vi partecipano in quanto sposi, in due, come coppia, a tal punto che l'effetto primo ed immediato del matrimonio ("res et sacramentum") non è la grazia soprannaturale stessa, ma il legame coniugale cristiano, una comunione a due tipicamente cristiana perché rappresenta il mistero dell'incarnazione del Cristo e il suo mistero di Alleanza> (n. 13). In seguito, ritorneremo e approfondiremo la grazia del sacramento del matrimonio.

            - La famiglia è "una comunità di persone fondata e vivificata dall'amore" (n.18): L'amore è la ragione stessa dell'essere e dell'esistere della famiglia. L'amore costituisce il primo compito della famiglia. Il Pontefice a questo punto con vigore afferma: <Il principio interiore, la forza permanente e la meta ultima di tale compito è l'amore: come, senza l'amore, la famiglia non è una comunità di persone, così senza l'amore, la famiglia non può vivere, crescere e perfezionarsi come comunità di persone (...). L'amore tra l'uomo e la donna nel matrimonio e, in forma derivata e allargata, l'amore tra i membri della stessa famiglia - tra genitori e figli, tra fratelli e sorelle, tra parenti e familiari - è animato e sospinto da un interiore e incessante dinamismo, che conduce la famiglia ad una comunione sempre più profonda ed intensa, fondamento e anima della comunità coniugale e familiare> (ivi). Quanta ricchezza e profondità di contenuti antropologici, psicologici, pedagogici, spirituali, contenuti di vibrante esistenzialità: chi non si accorge della profonda verità delle espressioni di questo Pontefice, davvero "maestro di umanità "!

            Spero che si meditino personalmente e insieme come coppia e in gruppo queste verità che toccano le radici del nostro essere e determinano la qualità del nostro agire quotidiano dentro e fuori le pareti di casa.

 

            * Compiti della famiglia: Nella terza parte il Papa indica quali sono i compiti della famiglia, compiti che derivano dal suo stesso essere e di esso rappresentano, potremmo dire, lo sviluppo dinamico ed esistenziale:

            - Formazione di una comunità di persone: FC 18 - 27;

            - Il servizio alla vita: 28 - 41;

            - La partecipazione allo sviluppo della società: 42 - 48;

            - La partecipazione alla vita e alla missione della Chiesa: 49 - 64.

           

            * La pastorale familiare (FC 65 - 85): La famiglia non solo oggetto, ma soggetto di pastorale (n. 72). E' un testo ricco di contenuti e di indicazioni molto concrete sia in ordine alla preparazione al matrimonio sia alla formazione dopo la celebrazione del matrimonio, sia in ordine alla responsabilità dell'intera Chiesa nella pastorale familiare e alla preparazione degli operatori di pastorale familiare. Un'attenzione particolare viene data alla problematica delle "situazioni difficili".

 

            * Possiamo concludere questo excursus storico-teologico sul sacramento del matrimonio (e la famiglia) con uno sguardo di vera speranza cristiana come ci conferma Giovanni Paolo II < La Chiesa conosce la via sulla quale la famiglia può giungere al cuore della sua verità profonda. Questa via, che la Chiesa ha imparato alla scuola di Cristo e a quella della storia, interpretata nella luce dello Spirito, essa non la impone, ma sente in sé l'insopprimibile esigenza di proporla a tutti senza timore, anzi con grande fiducia e speranza, pur sapendo che la "buona novella" conosce il linguaggio della Croce. Ma è attraverso la Croce che la famiglia può giungere alla pienezza del suo essere e alla perfezione del suo amore> (FC 86).

 

            *E non è forse questa la missione degli sposi cristiani e della famiglia nel mondo d'oggi?



[1] Estratto dalle dispense “Matrimonio Sacramento”

[2] Leggiamo, a questo proposito,nella "Gaudium et spes": <Dall'indole sociale dell'uomo appare evidente che il perfezionamento della persona umana e lo sviluppo della stessa società siano tra loro interdipendenti. Infine, principio, soggetto e fine di tutte le istituzioni sociali è e deve essere la persona umana, come quella che di sua natura ha sommamente bisogno della vita sociale. Poiché la vita sociale non è qualcosa di esterno all'uomo, l'uomo cresce in tutte le sue doti e può rispondere alla sua vocazione attraverso i rapporti con gli altri, i mutui doveri, il colloquio coi fratelli> (n. 25a). E la famiglia non è forse il primo luogo, la "prima scuola di virtù sociali" ("Gravissimum educaionis",3) e "la scuola di umanità più completa e più ricca" (GS 52)? In questo contesto, forse, a nessuno sfugge l’interdipendenza tra persona, coppia, famiglia, società e Chiesa.

                Molto significativo è quanto afferma ancora la GS al n. 26: <L'ordine sociale pertanto e il suo progresso debbono sempre lasciare prevalere il bene delle persone, giacché nell'ordinare le cose ci si deve adeguare all'ordine delle persone e non il contrario, secondo quanto suggerisce il Signore stesso quando dice che il sabato è fatto per l'uomo e non l'uomo per il sabato(Mc 2, 27)>.  Sono significative le prime espressioni con cui si apre la parte fondamentale della GS (47 - 52) riguardante il matrimonio e la famiglia, ivi leggiamo: <La salvezza della persona e della società umana e cristiana è strettamente connessa con una felice situazione della comunità coniugale e familiare> (n.47a). In questo testo notiamo che l'umanizzazione-salvezza dell'uomo e della società passa inevitabilmente per la coppia (notare la distinzione coppia/famiglia) e la famiglia. Si veda anche il n. 27 della GS e, in particolare il n. 49 della GS dove si dice dell'"amore coniugale" che è un <amore diretto da persona a persona con sentimento che nasce dalla volontà, quell'amore abbraccia il bene di tutta la persona e perciò ha la possibilità di arricchire di particolare dignità i sentimenti dell'animo e le loro manifestazioni fisiche e di nobilitarli come elementi e segni speciali dell'amicizia coniugale>. Che testo formidabile carico di singolare umanità! I testi del Magistero, specie quelli conciliari, sono una miniera di sapienza.

                Sempre nella prospettiva della visione personalista, "nella proposizione 1.9 la Commissione Teologica Internazionale ("Il matrimonio cristiano", del 6 dic. 1977) evidenziava, citando la "Gaudium et spes" prima al n. 25, poi 48: <Il matrimonio, in quanto "intima comunità di vita e di amore coniugale" (GS 48) costituisce un luogo e una maniera atta a favorire il bene delle persone secondo la loro vocazione. Quindi il matrimonio non può mai essere concepito come un modo di sacrificare le persone ad un qualche bene comune estrinseco ad esse, poichè il bene comune è la somma " di quelle condizioni della vita sociale che permettono ai gruppi, come ai singoli membri, di raggiumgere la propria perfezione in maniera più piena e più agevole" (GS 26)> (Op. cit. , p. 379).

[3] GS 22: In realtà solamente nel mistero del Verbo incarnato trova vera luce il mistero dell'uomo. Adamo, infatti, il primo uomo, era figura di quello futuro (Rom 5,14) e cioè di Cristo Signore. Cristo, che è il nuovo Adamo, proprio rivelando il mistero del Padre e del suo amore svela anche pienamente l'uomo all'uomo e gli fa nota la sua altissima vocazione. Nessuna meraviglia, quindi, che le verità su esposte ( e possiamo aggiungere, anche quelle che verranno esposte, matrimonio e famiglia compresi) trovino in Lui la loro sorgente e tocchino il loro vertice>.              

[4] GS 27c: Il cristiano, poi, reso conforme all'immagine del Figlio che è il primogenito tra molti fratelli, riceve "le primizie dello Spirito" (Rom 8, 23), per cui diventa capace di adempiere la legge nuova dell'amore ( Rom 8, 1 - 11). In virtù di questo Spirito, che è "caparra della eredità" (Ef 1, 14), tutto l'uomo viene interiormente rifatto, fino al traguardo della "redenzione del corpo" (Rom 8,23)>.  Bellissimo testo, questo, in quanto fonda una profonda spiritualità trinitaria, cioè tipicamente cristiana. Gli sposi cristiani devono tenere in grande considerazione la verità contenuta in questo insegnamento del Magistero al fine di vivere in pienezza la grazia del sacramento del matrimonio.

[5] GS 24: <Dio, che ha cura paterna di tutti, ha voluto che gli uomini formassero una sola famiglia e si trattassero tra loro con animo di fratelli. Tutti, infatti, creati ad immagine di Dio (...) sono chiamati all'unico e medesimo fine, cioè a Dio stesso. Perciò l'amore di Dio e del prossimo è il primo e più grande comandamento. (...) Anzi il Signore Gesù quando prega il Padre, perché " tutti siano uno, come anche noi siamo uno" (Gv 17, 21 -22) mettendoci davanti orizzonti impervi alla ragione umana, ci ha suggerito una certa similitudine tra l'unione delle persone divine e l'unione dei figli di Dio nella verità e nella carità. Questa similitudine manifesta che l'uomo, il quale in terra è la sola creatura che Dio abbia voluto per se stessa, non possa ritrovarsi se non attraverso un dono sincero di sè(cfr Lc 17, 33)>. Penso che a nessuno sfugga la straordinaria profondità - almeno solo intuita o appena percepita - e la novità di queste affermazioni conciliari. Alla luce di questa prospettiva trinitaria, il matrimonio e la famiglia dovrebbero essere ripensati radicalmente, nel senso che la verità sul matrimonio e la famiglia ( quindi, tutto ciò che riguarda la sacramentalità, la morale coniugale e familiare, la missione e il mistero coniugale e familiare) vanno "riletti", "riscritti", approfonditi in chiave trinitaria. Ma, visto che il compimento della fine dei tempi non sembra proprio così vicino, abbiamo tempo per questo approfondimento! L'importante è che noi facciamo la nostra parte, oggi, senza rinviare ad altri ciò che è di nostra competenza: E Noi, forse, non siamo qui per questo? Guardiamo, perciò, il futuro della riflessione sul matrimonio e la famiglia, con grande speranza cristiana e fiducia. Da una approfondita riflessione sul matrimonio deriverà anche una chiara e decisa azione pastorale in questo ambito.

[6] "Lumen gentium" 11b : in virtù del sacramento del matrimonio e del "carisma" proprio degli sposi cristiani, la famiglia è definita come "chiesa domestica". Per la configurazione ecclesiale degli sposi cristiani e della famiglia si veda anche LG 34 e 35; 41.  il Decreto "Apostolicam actuositatem" 11, ove il Concilio tratta dell'apostolato all'interno della famiglia, della famiglia e con la famiglia. Il Decreto conciliare "Gravissimum educationis" n. 3 relativo all'educazione cristiana dei figli ( al n. 6 si tratta dei diritti e dei doveri dei genitori nell'educazione dei loro figli, ove s'invoca il principio di sussidiarietà respingendo "ogni forma di monopolio scolastico" da parte di altri... vedi lo Stato! 

[7] Ecco alcuni testi: LG 11b; 41e; GS 48; 49b; 52g.

[8] Op. cit. , p. 144.

[9] Cfr GS 47b; 48b; 49 - 52.

[10] Questo rapporto viene trattato soprattutto in GS 50 - 51.

[11] Paolo VI nell'enciclica "Humanae vitae" e Giovanni Paolo II, soprattutto nelle sue Catechesi sull'amore umano nel piano divino, hanno cercato di dare le profonde ragioni di queste affermazioni.

[12] R. GARCIA De HARO, op. cit. , p. 169).

[13] E quanto mai significativa la concezione di persona che Giovanni Paolo II esprime nella FC, leggiamo, infatti al n. 11: <In quanto spirito incarnato, cioè anima che si esprime nel corpo e corpo informato da uno spirito immortale, l'uomo è chiamato all'amore in questa sua totalità unificata. L'amore abbraccia anche il corpo umano e il corpo è reso partecipe dell'amore spirituale>.

[14] Op. cit. , pp. 233 - 234. Per l'approfondimento del concetto di persona si veda dello stesso Pontefice: l'enciclica "Dominum et vivificantem", n. 59; Lettera apostolica "Mulieris dignitatem", nn. 7, 18, 29.

[15] Cfr FC 12 e 13.

 

 

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