![]() |
Associazione OASI CANA Onlus |
|||||||||||||||||||||
|
Associazione per l'accoglienza, la promozione e la formazione della coppia e della famiglia |
||||||||||||||||||||||
|
|
|||||||||||||||||||||
|
se vuoi scaricarne la copia in pdf da stampare
Incontro Associazione OASI CANA Onlus: Soci, Iscritti e Loro Familiari
Saracen, 10-11 settembre 2011
Lectio Divina: Mt 5,12-16
CHIAMATI FORMATI INVIATI COME
“PICCOLA CHIESA” PER L’UMANITÀ
Per essere SALE E LUCE …
Canto:
Inno allo Spirito Santo
Preghiera per il dono dell’ascolto:
“Signore nostro Dio,
che hai fatto della Vergine
Maria
il modello di chi accoglie la
tua Parola e la mette in
pratica,
apri il nostro cuore alla
beatitudine dell’ascolto,
e con la forza del tuo Spirito
fa’ che noi pure diventiamo
luogo santo
in cui la tua Parola di salvezza
oggi si compie.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te,
nell’unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.”
Amen.
(Colletta,
Messa di “Santa Maria discepola del Signore”)
Premessa:
Pensavo di scrivervi una lettera oltre alla lectio. Poi ho deciso di
condividere con voi un’esperienza di lectio divina, con la viva speranza
che rimanga nel vostro cuore e, quindi, incida nella vostra vita la
Parola di Dio più che le mie parole. Mi sembra importante dirci che il
“Programma formativo 2011-2012” che vi sarà distribuito va letto alla
luce di questa lectio divina. Spero - e, pertanto, consiglio – che la
lectio di oggi possa essere ripresa, approfondita e condivisa sia a
livello personale, che coniugale (chissà anche familiare) come pure
nelle Unità coniugali.
·
Perché la lectio divina?
«La Lectio
divina
è
capace di schiudere al fedele il tesoro della Parola di Dio, ma anche di
creare l’incontro col Cristo, parola divina vivente» (Benedetto
XVI, Verbum Domini 87).
«13 Voi
siete il sale della terra; ma se il sale perdesse il sapore, con che
cosa lo si potrà render salato? A null'altro serve che ad essere gettato
via e calpestato dagli uomini.
Contesto del testo evangelico:
Discorso della Montagna (Mt 5-7). Il DM non è un piccolo
vademecum etico, ma è l'"evangelo" di Gesù Cristo: l'annuncio
sintetico, concreto, pedagogico della "buona e bella notizia",
questa: Il Regno
è vicino. Gesù, nella sua persona, indica questo Regno e le
condizioni per entrarvi. Il Discorso della Montagna, con
tutte le sue esigenze di vita, non costituisce un programma etico
assolutamente nuovo, estraneo all'uomo, ma si radica nell'insegnamento
della "Legge e dei Profeti", innestato nel cuore dell'uomo fin dalle sue
origini, portato a
compimento da Cristo Gesù e reso attuabile dall'uomo per l'azione dello
Spirito Santo nella misura in cui il cuore dell'uomo si fa docile alla
voce dello Spirito.
● Lectio:
che cosa dice il testo biblico in sé?
1. Sale.
“ Voi siete sale della terra…”
→Funzione
del sale è dare gusto e sapore agli alimenti. Soprattutto in passato,
il sale aveva anche la funzione
di conservare gli alimenti.
→L’immagine
del sale ci ricorda la grazia
battesimale mediante la quale il nostro essere è stato profondamente
trasformato. Così pure l’amore coniugale viene trasformato in carità
coniugale per la grazia nuziale
degli sposi “nel Signore”. Gesù utilizzando l’immagine del sale ci
invita a rinnovarci nella consapevolezza e coscienza della grazia
battesimale e nuziale. Oggi, imbevuti di una mentalità secolarizzata,
siamo costantemente tentati di vivere come se Dio non esistesse, come se
la grazia battesimale e la grazia nuziale degli sposi “nel Signore” non
ci fossero. Forse, così secolarizzati, la nostra vita si svolge
nell’affanno delle mille cose da fare, spesso nell’oblìo delle profonde
ragioni che stanno all’origine del nostro fare e delle nostre scelte, da
quelle fondamentali a quelle più ordinarie e quotidiane.
→Ma,
se ravvivati nella fede, saranno queste grazie permanenti a
radicarci sempre più in Cristo nella comunione ecclesiale e, quindi,
farci crescere come “nuove creature”, “sposi nuovi”, “famiglie nuove”!
Come? Offrendo la nostra persona
con tutte le sue dimensioni costitutive (fisica, psichica, mentale,
spirituale) e le nostre azioni,
in un esercizio di costante
discernimento
della volontà di Dio che comporta una continua
trasformazione della mente (=
conversione) e del cuore. È
questo l’insegnamento e l’accorata esortazione dell’apostolo Paolo: «1 Vi
esorto dunque, fratelli, per la misericordia di Dio, ad offrire i vostri
corpi come sacrificio vivente, santo e gradito a Dio; è questo il vostro
culto spirituale.
2 Non conformatevi alla mentalità di questo secolo, ma
trasformatevi rinnovando la vostra mente, per poter discernere la
volontà di Dio, ciò che è buono, a lui gradito e perfetto» (Rom 12,
1-2).
→Ciascuno
nella sua condizione e, tutti, come
Corpo ecclesiale oasiano,
cerchiamo di trarre oggi le dovute conseguenze, senza rinviarle ad un
domani che non sappiamo se ci sarà e come sarà e con quali energie ci
troverà. Pensando alla “sera” o al “tramonto” della mia vita, una delle
grazie che chiedo al Signore è quella di arrivarci e vivere quel “tempo”
(poco o molto, non importa …) senza rimpianti significativi… per non
aver saputo (o, ahimè, non
voluto, Dio non lo permetta!) riconoscere, accogliere e realizzare la
volontà di Dio manifestata in
persone, opportunità decisive,
doni,
relazioni, segni e
testimonianze di amore vero …
2. Luce.
“Voi siete la luce del mondo…”
→Il
simbolo della luce evoca desiderio di verità, di senso della propria
esistenza, quindi di felicità, gioia, liberazione e salvezza. Mentre le
tenebre sono simbolo di morte, sventura, lacrime, prigionia, schiavitù.
→La
Parola di Dio, contenuta nelle Sacre Scritture, ci rivela qual è la vera
luce e, per noi umani, la sorgente di ogni nostra luce, verità, senso,
pienezza e compimento della vera vita e comunione: «5 Questo
è il messaggio che abbiamo udito da lui e che ora vi annunziamo: Dio è
luce e in lui non ci sono tenebre.
6 Se diciamo che siamo in comunione con lui e camminiamo
nelle tenebre, mentiamo e non mettiamo in pratica la verità.
7 Ma se camminiamo nella luce, come egli è nella luce,
siamo in comunione gli uni con gli altri, e il sangue di Gesù, suo
Figlio, ci purifica da ogni peccato» (1Gv 1,5-7).
→Dio-Luce
ci ha voluti raggiungere nella persona del Figlio suo, Verbo incarnato,
come attesta lo stesso Gesù e destinarci ad essere riflesso della sua
luce: «Io sono la luce del mondo; chi segue me, non camminerà nelle
tenebre, ma avrà la luce della vita».
→Per
la certezza di questa verità, gli apostoli Pietro e Paolo potevano ben
attestare: «Ma voi siete la stirpe eletta, il sacerdozio regale, la
nazione santa, il popolo che Dio si è acquistato perché proclami le
opere meravigliose di lui che vi ha chiamato dalle tenebre alla sua
ammirabile luce» (1Pt 2,9). «Voi
tutti infatti siete figli della luce e figli del giorno; noi non siamo
della notte, né delle tenebre» (1Ts 5,5).
«Se un tempo eravate tenebra, ora siete luce nel Signore. Comportatevi
perciò come i figli della luce; il frutto della luce consiste in ogni
bontà, giustizia e verità » (Ef 5,8-9).
→La
vigilanza e il discernimento sono decisamente necessari
perché non confondiamo la luce vera dalle “scorie scintillanti” di
satana, come ci ammoniscono san Paolo e l’evangelista Luca: «Ciò non fa
meraviglia, perché anche satana si maschera da angelo di luce» (2Cor
11,14). «Bada dunque che la luce che è in te non sia tenebra» (Lc
11,35). La sequela di Cristo come singoli, sposi, famiglie e
Corpo ecclesiale oasiano ci
sostiene e alimenta nella luce fino all’eterna dimora della Luce, là
dove: «Non vi sarà più notte
e non avranno più bisogno di luce di lampada,
né di luce di sole, perché il
Signore Dio li illuminerà e
regneranno nei secoli dei secoli» (Ap 22,5).
3. Missione.
Luce posta sul lucerniere per illuminare dentro e fuori casa e così
rendere gloria a Dio…
→Essere
luce nella prospettiva della
missione dentro e fuori le pareti domestiche.
Pensando alla grazia battesimale e nuziale e al dono di far parte del
Corpo ecclesiale oasiano,
come non ringraziare Dio con la lode della testimonianza di vita e
dell’annuncio di ciò che si è ricevuto, intuito, vissuto, condiviso…
Quanto dovrebbero farci riflettere queste parole di Papa Benedetto: «Lo
slancio missionario è un segno chiaro della maturità di una comunità
ecclesiale» (Verbum Domini
95)!
Essere membri dell’Associazione è un dono ma esige anche la
responsabilità di condividere concretamente i compiti in ordine,
appunto, all’identità e alla missione dell’Associazione: solo così il
Corpo oasiano vive secondo la
sua identità ecclesiale e nella sua dimensione sociale.
→In
quest’ottica va adeguatamente considerata la
Convenzione tra la
Provincia d’Italia dei Missionari OMI e l’Associazione OASI CANA onlus.
Convenzione - di cui parleremo - che non riguarda tanto o solo la mia
persona con una presenza più stabile in Associazione. È una Convezione
che costituisce un appello forte dello Spirito ad approfondire e vivere
l’identità e la missione sia in quanto
Corpo ecclesiale oasiano, sia
come singole persone, singole coppie e famiglie.
Come sono andate le “cose” ci dice chiaramente che la Convenzione non è
frutto di “politica religiosa” - quindi di compromesso, seppure lecito -
ma di un disegno che lo Spirito ci va svelando.
→A
noi il compito di essere attenti e corrispondervi disponendoci ad
operare quel discernimento della volontà di Dio sull’Associazione e su
ciascuno; discernimento, quale via sicura e certa al dono della pace,
che è gioiosa armonia da tutti sempre intimamente e fortemente cercata,
come recita un Salmo: «Nella tua volontà è la mia gioia, mai
dimenticherò la tua parola» (Sal 119,16). Se ci mettiamo «a disposizione
della divina Parola» anche noi possiamo sperimentare quanto Giovanni ci
testimonia all’inizio della sua prima Lettera (1, 1-4) a proposito del
Verbo della vita, della comunione e della gioia.
«Nella Parola di Dio, - afferma Papa Benedetto nell’esortazione
apostolica postsinodale Verbum
Domini - anche noi abbiamo udito, veduto e toccato il Verbo della
vita. […] L’annuncio della Parola crea comunione e realizza la
gioia. Si tratta di una gioia profonda che scaturisce dal cuore
stesso della vita trinitaria e che si comunica a noi nel Figlio. Si
tratta della gioia come dono ineffabile che il mondo non può dare. Si
possono organizzare feste, ma non la gioia. Secondo la Scrittura, la
gioia è frutto dello Spirito Santo (cfr Gal 5,22), che ci
permette di entrare nella Parola e di far sì che la divina Parola entri
in noi portando frutti per la vita eterna. Annunciando la Parola di Dio
nella forza dello Spirito Santo, desideriamo comunicare anche la fonte
della vera gioia, non di una gioia superficiale ed effimera, ma di
quella che scaturisce dalla consapevolezza che solo il Signore Gesù ha
parole di vita eterna (cfr Gv 6,68)» (n.123).
● Meditatio:
che cosa dice il testo biblico a noi?
→In
questa fase della lectio siamo interpellati - come singoli,
sposi, famiglie e, soprattutto, come
Corpo ecclesiale oasiano
- a lasciarci mettere in discussione dalla Parola di Dio:
*Dentro e fuori casa, in Associazione… siamo sale che dà sapore…?
*Siamo luce che illumina…?
*Cosa facciamo e dove attingiamo per conservarci sale che condisce e da
gusto, luce che purifica e fa splendere la verità nelle relazioni con
sé, con Dio, con gli altri, col creato, edificando quella comunione
vera, radicata e alimentata in Dio? Genuina comunione cristiana e
perciò, profondamente umana, di cui tutti sentiamo il bisogno.
*L’appello alla missione ci trova attenti, giusti, generosi nel
rispondere cooperando con le grazie ricevute, oppure ci lascia
indifferenti, guardinghi, pronti a presentare delle motivazioni perché
impegnati in altre cose, talvolta anche importanti, ma, forse, non
vagliate con sapiente discernimento?
*Che idea abbiamo della volontà di Dio e del discernimento?
*Come pratichiamo e con chi il discernimento per individuare ed
accogliere la volontà di Dio nelle scelte importanti della nostra vita
come in quelle ordinarie?
*Che significato ha per ciascuno, per voi sposi, il segno della
Convenzione tra l’Associazione e gli OMI?
● Oratio:
che cosa diciamo noi al Signore in risposta alla sua Parola?
Signore, donaci un cuore docile,
attento all’ascolto della tua Parola;
sensibile ad accogliere
l’azione dello Spirito del Risorto nella nostra vita, nella vita e nella
missione dell’Associazione; un cuore
semplice nell’individuare la
tua Presenza che come brezza leggera ci visita in ciò che non è vistoso;
un cuore forte per non cedere
nel buio delle prove e delle sofferenze che, in vario modo e tempi,
segnano il nostro pellegrinaggio terreno.
● Contemplatio:
quale conversione della mente, del cuore e della vita chiede a noi il
Signore?
*Proviamo a mettere in evidenza almeno un aspetto a cui siamo chiamati a
convertirci per essere sale… luce…
*Impariamo (qualora non lo facessimo) a fare un buon “esame
di coscienza” la sera o in un altro congruo momento nell’arco delle
24 ore.
*Lungi da ogni mortifera rassegnazione, disponiamoci a praticare il
discernimento… L’esame di coscienza ci aiuta, ma non basta.
● Actio:
come farci dono per gli altri
nella carità’?
→Ricordiamoci
che la luce vera sgorga sempre dalla fucina dell’amore concreto, come
insegnava già il profeta Isaia nell’Antico Testamento: «Se offrirai il
pane all'affamato, se sazierai chi è digiuno, allora brillerà fra le
tenebre la tua luce, la tua tenebra sarà come il meriggio» (58,10).
● Collatio:
cosa sentiamo di condividere
dell’esperienza della lectio nei suoi passi fondamentali?
Preghiera a cori alterni
Antifona:
Alzati, rivestiti di luce, perché
viene la tua luce!
*Alzati, rivestiti di luce, perché viene la tua luce, la gloria del
Signore brilla sopra di te (Is 60,1).
*Il popolo che camminava nelle tenebre vide una grande luce; su coloro
che abitavano in terra tenebrosa
*Beato il popolo che ti sa acclamare e cammina, o Signore, alla luce del
tuo volto (Sal 88,16).
Antifona
*Il Signore è mia luce e mia
salvezza, di chi avrò paura? Il Signore è difesa della mia vita, di chi
avrò timore? (Sal 26,1).
*È in te la sorgente della vita, alla tua luce vediamo la luce
(Sal35,40).
*Manda la tua verità e la tua luce; siano esse a guidarmi, mi portino al
tuo monte santo e alle tue dimore (Sal 42,3).
Antifona
*Dio, il Signore è nostra luce. Ordinate il corteo con rami frondosi
fino ai lati dell'altare (Sal 117,27).
* Colui che cammina nelle tenebre, senza avere la luce, confidi nel nome
del Signore, si affidi al suo Dio (Is 50,10).
*Lampada per i miei passi è la tua parola, luce sul mio cammino (Sal
119,105).
Antifona
Padre nostro:
In comunione con tutta la Chiesa, per essa e per l’umanità intera,
osiamo volgere lo sguardo dell’anima verso il Padre pregandolo come Gesù
ci ha insegnato. Padre nostro…
Benedizione
Canto finale:
Luce gentile
Frammenti d’Eucaristia
Ciò che si condivide
nel dono sincero di sé,
feconda il poco di ciascuno …
così, come piccolissimi
frammenti d’Eucaristia,
per la nostra
e altrui salvezza.
(p. Antonio Santoro omi)
Carità, principio-criterio di vita
La carità è l’unico criterio
secondo cui tutto deve
essere fatto o non fatto,
cambiato o non cambiato.
È il principio che deve dirigere
ogni azione e il fine a cui deve tendere.
Agendo per riguardo ad essa
o ispirati da essa,
nulla è disdicevole
e tutto è buono.
(Isacco , abate della Stella) |
||||||||||||||||||||||