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Associazione OASI CANA Onlus Via Padre
Geremia, 10 - Gibilrossa Casella Postale, 41 90036 Misilmeri
(PA)
Tel. 0918722763 www.oasicana.it c.f. 97082060829 |
Oasi Cana, 25 marzo 2001
Centrati sull’Essenziale
Carissimi,
da quando abbiamo cominciato “a piccoli passi” , come “Gruppo Cana” nel 1985,
di strada ne abbiamo fatto… Avevamo i capelli neri…, alcuni ancora fidanzati,
altri giovani sposi, altri ancora giovani genitori. Pochi i bambini. Quasi
tutti i vostri figli, che oggi sono in mezzo a noi, erano conosciuti solo da
Dio.
Non
era facile trovare un luogo per vederci.
Dal salottino della comunità omi a Palermo alle case dei primi
“oasiani”. Poi cominciammo a “viaggiare”: da Palermo a Sambuca, a Gesso, a San
Marco d’Alunzio, a Romitello, a Mazara del Vallo. E in tutto questo,
maturava l’esigenza di un’Oasi… che la Provvidenza ci diede nel 1993.
Poi il Centro Solidali con Te; poi l’Oasi Famiglia (col suo progetto murario da
realizzare, ma quello di vita è già molto in atto); finalmente il Consultorio
Familiare “Cana”, con grandi prospettive di servizio, come lascia prevedere
l’attività di questi primi mesi, in cui il passa-parola è stato molto efficace
(con oltre 115 fruitori, senza contare che molti di questi registrano più
presenze al Consultorio). E poi, pensiamo a tutta la programmazione formativa
per i fanciulli, i ragazzi, gli adolescenti, i giovani.
Non posso qui non evidenziare anche
la nascita dei Missionari della Famiglia.
Si
tratta di Un unico disegno, di un solo
unitario e armonico progetto-famiglia. Noi siamo chiamati ad essere gli
affidatari, gli amministratori, i custodi attivi. Dio, Famiglia Divina, Signore
della Vita e dell’Amore, ne è l’Autore in quanto ispiratore e il sicuro custode
insieme con Maria, che noi amiamo invocare come “Santa Maria di Cana”.
Spesso mi domando –
ed oggi lo faccio in modo tutto particolare – quale conoscenza, consapevolezza
e coscienza abbiamo sia delle singole realizzazioni dell’Associazione sia del
loro insieme; cioè, che esse fanno parte di un “disegno” che non ci appartiene
e che ci è stato affidato perché come cittadini di questo mondo e cristiani in
questo mondo, possiamo contribuire a rendere più umana la nostra società
mediante: una più chiara identità vocazionale (coppie e famiglie cristiane);
una formazione permanente cercata e seguita con impegno davvero prioritario
(come singole coppie e famiglie nelle unità coniugali e in quelle più
assembleari); un cammino di effettiva e costante conversione a Cristo Sposo e
alla Chiesa sposa per essere testimoni e missionari, in modo particolare, del
Vangelo del matrimonio e della famiglia. Vivere questo Vangelo costituisce il
senso stesso del vostro essere e del vostro esistere in quanto coppie, famiglie
ed associati ad una realtà che ha ragione di esistere solo ed in quanto si
attiva a favore delle persone ed in modo specifico, delle coppie e delle
famiglie.
Ne
siamo consapevoli? Tutti? Ne siamo anche convinti?
Non
ritengo superfluo che in un contesto di cammino quaresimale, cioè di
conversione, ci interroghiamo, con rinnovata consapevolezza e coscienza, come
singoli, coppie e famiglie: Che senso ha far parte dell’Associazione oggi?
Non
siamo frettolosi nel rispondere. Attenti alle reazioni emotive… ai
ragionamenti…
Rientrando
in noi stessi, ascoltiamoci… Ascoltiamo i gemiti di chi ci sta accanto e di
quanti il Signore pone sui sentieri della nostra esistenza quotidiana. Da soli,
forse, potremo piangere con gli altri o ampliarne i lamenti; Insieme, possiamo
asciugare le lacrime, trasformare il grido di disperazione in speranza e gioia
di vivere anche quando le cose non vanno secondo le nostre attese, talvolta
legittime.
Lasciamoci
guidare dallo Spirito, non chiudiamoci, anche quando la delusione per la
sofferenza o per il fallimento nelle nostre relazioni interpersonali (dentro e
fuori le pareti domestiche) potrebbero indurci all’isolamento, alla chiusura,
alla rassegnazione…ma con quali con conseguenze? Ciascuno, conosce un po’ le
sue, e non penso che siano positive e cariche di “senso” per continuare a
vivere con qualità.
Confrontiamoci.
Non rimaniamo piegati su noi stesi e sui nostri problemi. Non lasciamoci
appesantire o peggio schiacciare dal peso delle nostre giornate, del nostro
lavoro, delle cosiddette necessità di famiglia, ecc.
Puntiamo
sull’essenziale !
Rendiamoci
conto che far parte di questa nostra realtà associativa è un grande dono, una
grande opportunità di qualità di vita, anche solo da un punto di vista umano.
Abbiamo
delle realizzazioni che richiedono a tutti e a ciascuno di essere attenti,
desti e leggeri, non appesantiti, né sonnecchianti, né distratti e dispersi in
tante occupazioni che “non ci
costruiscono”…, né apportano quel contributo per la realizzazione di quel bene
comune per la edificazione della società e della Chiesa. Bene comune che è
esigito dal nostro essere cittadini di questo mondo e di questa Chiesa nel
mondo.
Occorre
osare, con coraggio, audacia e tenacia, facendo tesoro di quei mezzi umani e
cristiani che l’Associazione mette a disposizione. Sta a ciascuno (singoli,
coppie e famiglie, unità coniugali…) profittarne e farli fruttificare.
Come
procedere? Con quale prospettiva? Direi, diamo priorità alla formazione.
Non dimentichiamoci che ogni nostra
realizzazione ha come base e alimento la nostra formazione umana ed evangelica.
La nostra esperienza personale, coniugale ed associativa conferma questa
semplice e concreta verità.
Concretamente :
·
Potenziare
e qualificare sempre più le realtà di servizio già esistenti.
·
Incontri (
in particolare, fedeltà a quelli delle unità coniugali e a quelli assembleari); giornate di
spiritualità e ritiri (per singole coppie o piccoli gruppi famiglia o unità
coniugali; vedi l’esperienza di quest’anno).
·
Rivedere
e/o ricomporre le unità coniugali; quindi verificare l’opportunità di cambiare
anche le coppie referenti delle u.c.,
favorendo così una proficua rotazione. Circa la vita nelle unità coniugali
suggerisco di riconsiderare quanto è scritto sia nel “regolamento interno”
relativo alle unità coniugali, sia quanto ho scritto per l’assemblea di ottobre
del 1997 a Sambuca (testi tutti in vostro possesso).
·
Incontri
di formazione e condivisione con le coppie referenti delle unità coniugali
(eventualmente, compresi anche i referenti di gruppi familiari che seguiamo o
che intendiamo formare).
·
Incontri a
livello associativo: sia a servizio di altre coppie e famiglie (così è andato
configurandosi il nostro incontro estivo) sia per i soli membri
dell’Associazione, con modalità, tempi e luoghi da definire insieme.
Queste indicazioni mirano ad
evidenziare l’importanza dei momenti soprattutto formativi e ricreativi
riservati ai membri dell’Associazione. Lo “stare insieme” ci aiuta a crescere
in conoscenza, comprensione, condivisione, amore, creatività di servizio.
·
Infine, ma
non per ultimo, mi sta particolarmente a cuore, una realizzazione in tempi
relativamente brevi. Si tratta di collaborare con i Missionari della Famiglia
per realizzare insieme una missione,, appunto, “Famiglia in missione”:
una missione popolare parrocchiale centrata sulla famiglia, organizzata
e gestita dai Missionari della Famiglia e dall’Associazione Oasi Cana, con il
coinvolgimento anche di altre persone.
Tutto
ciò (il cosiddetto concreto!) non può
prescindere da una adesione-sequela personale, di coppia (e speriamo anche di
famiglia) a Cristo Signore, nostra via, verità e vita, in una logica sponsale
che vede tutti e ciascuno proiettati verso gli altri nel dono sincero di sé;
confidando sempre nella misericordia di Dio Padre che sempre ci attira a sé con
l’infaticabile opera dello Spirito che ciascuno plasma interiormente, dandogli
la “forma” del Figlio unigenito; realizzando così, progressivamente in noi,
personalmente e come coppia, la tanto sospirata “immagine” che avrà il suo
pieno compimento alla fine, quando ci concederà di vederLo faccia a faccia.
Verso quella divina mèta stiamo camminando.
Siamo numericamente un piccolo
gregge, ma speriamo di essere sempre e di più lievito che fa fermentare la
pasta dell’umanità delle nostre persone, delle nostre famiglie delle nostre
comunità ecclesiali, dei nostri ambienti di parentela e di lavoro.
Prima
di concludere, per il bene che nutro per tutti e ciascuno di Voi, relativamente
ai contenuti di questa lettera-messaggio, vi chiedo di riflettere e pregare
personalmente e in coppia, e di riservare un congruo tempo in unità coniugale
per un’opportuna “revisione di vita” dell’unità coniugale stessa.
A tutti, con stima, fiducia e
affetto, il mio più sincero saluto in Santa Maria di Cana e Sant’Eugenio.
p.
Antonio Santoro omi