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 IL MISTERO DELL’ “UNITA’ dei DUE”

Itinerario biennale di formazione per fidanzati, sposi, operatori di pastorale

p. Santoro Antonio omi

  

PARTE INTRODUTTIVA

5. Un “Patto Pastorale”:

Per un rapporto organico tra pastorale generale e pastorale familiare

            Ritengo che torni a tutti utile e necessario dire una parola anche sul rapporto tra pastorale generale e pastorale familiare, altrimenti, a mio avviso, rischiamo di eludere il nodo pastorale più concreto e decisivo sia nel progetto che nella prassi pastorale.

            I nostri Vescovi - senza parlare poi del Santo Padre Giovanni Paolo II - sono abbastanza espliciti nell'affermare la centralità e la priorità della pastorale familiare. Ciò però non va inteso come subordinazione dei settori della pastorale alla pastorale familiare. Si tratta invece di stabilire piuttosto un "patto pastorale", come lo definisce efficacemente mons. Anfossi, vescovo di Aosta e presidente della Commissione Episcopale della CEI per la Pastorale della Famiglia.

             Oggi, visto l'attuale contesto ecclesiale e socioculturale con tutte le sue rapide trasformazioni < non si può ritagliare - e quindi studiare - un progetto di pastorale familiare in vista di un intervento affidato solamente ai suoi operatori, in quanto questo progetto - afferma mons. Anfossi - deve essere globale, con al centro la famiglia>[1]. In termini più espliciti,  mons. Anfossi, ispirandosi al "Direttorio di Pastorale Familiare"[2]ci offre delle concrete indicazioni pastorali relativamente alla centralità della famiglia in un progetto pastorale globale di una diocesi: < A me pare che sia venuto il momento in cui tutti i responsabili della pastorale generale (vedi programmazione diocesana annuale, consigli presbiterali e pastorali...) e di settore (catechesi, liturgia, Caritas, missioni, lavoro, tempo libero...) stabiliscano con gli operatori della pastorale familiare un "patto pastorale" che li impegni a studiare preventivamente ogni iniziativa o programma in modo da considerarne le implicanze con la famiglia e da prevederne accuratamente le ricadute dirette o indirette su di essa. Ma è necessario innanzitutto che sia fatto il possibile per coinvolgere le famiglie come soggetto attivo e non soltanto come destinatari o utenti. Non si può intervenire efficacemente sul vasto "terreno" della famiglia senza "vedere" preventivamente e globalmente i problemi della famiglia; questo è un invito rivolto a responsabili e operatori di tutti i settori della pastorale; essi in questo senso dovrebbero essere sempre un po' allertati proprio per poter dare il loro contributo in una efficace azione pastorale che riguardi e coinvolga in qualche modo la famiglia>.[3]

            Se vogliamo "guardare lontano" nella nostra azione pastorale, penso che non possiamo non condividere le concrete considerazioni di mons. Anfossi, che poi non sono altro che la concretizzazione progettuale di quanto ci indicano chiaramente tutti i nostri Vescovi nel DPF (cfr note).

            So bene che, forse, non è questo il luogo in cui approfondire la concreta prospettiva di un progetto pastorale diocesano che abbia nella famiglia <il luogo unificante oggettivo di tutta l'azione pastorale> (così come afferma il DPF, n. 97).

Tuttavia, con questa breve nota sul “patto pastorale”, ho inteso precisamente porre in evidenza il punto cruciale di tutta la "questione-pastorale familiare”, affinchè la nostra riflessione non finisca qui ma continui, semmai, in altre sedi opportune.


 

[1] G. ANFOSSI, La pastorale familiare oggi in Italia: annotazioni per un rilancio, in La Famiglia, anno XXXI, sett.-ott. 1997, p.30.

[2] Al n. 97 del DPF leggiamo: <(...) La pastorale familiare, in modo organico e sistematico, deve assumere un ruolo sempre più centrale in tutta l'azione pastorale della Chiesa, dal momento che, di fatto, quasi tutti gli obiettivi dell'azione ecclesiale o sono collocati entro la comunità familiare o almeno la chiamano in causa più o meno direttamente. Sotto questo profilo, la famiglia è di sua natura il luogo unificante oggettivo di tutta l'azione pastorale e deve diventarlo sempre di più, sicché dovrà diventare abitudine acquisita considerare i riflessi e le possibili implicazioni familiari di ogni azione pastorale che viene promossa. La pastorale familiare, in altri termini, è e deve essere innestata e integrata con l'intera azione pastorale della Chiesa, la quale riconosce nella famiglia non solo un ambito o un settore particolare di intervento, ma una dimensione irrinunciabile di tutto il suo agire>.

                In merito, i nostri Vescovi - sempre del DPF - indicano una chiara e precisa norma pastorale (evidenziata anche dal carattere tipografico, grassetto a colori): <Ogni diocesi e ogni parrocchia, perciò, nell'elaborazione del proprio progetto pastorale ed educativo non tralascino di prendere in attenta considerazione la coppia e la famiglia e la loro crescita> (n.98).

[3] Ib. , pp. 30 - 31.