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Associazione OASI CANA Onlus |
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Associazione per l'accoglienza, la promozione e la formazione della coppia e della famiglia |
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Centro Studi Sedes Sapientiae“Centro OASI CANA per la Famiglia e la Vita”Corso Calatafimi n. 1057, Palermo - Tel/Fax: 091.6685437; 387960184; www.oasicana.it ; Cod. Fisc. 97082060829Il MISTERO DELL’ “UNITA’ dei DUE”Itinerario biennale di formazione per fidanzati, sposi, operatori di pastoralep. Santoro Antonio omi Famiglia “credi” in ciò che “sei” e “diventa”… Sposi “nel Signore” chi siete voi per il mondo? Sposi, chi siete Voi? Cosa dice di voi chi vive come se Dio non esistesse o coloro che lo negano esplicitamente? Quel mondo che non pensa, non sente, non vive secondo lo Spirito - chissà che anche noi, talvolta, non ne facciamo parte! - ecco, quel mondo vi commisera, considerandovi schiavi di un’istituzione ormai consunta, appartenenti ad una cultura ormai datata. Quel mondo, per cancellare ogni supremazia dell’uomo sulla donna e viceversa, mira a ad eliminare le vostre differenze - compresa quella sessuale - ritenendole “semplici effetti di un condizionamento storico-culturale”[1]. Il mondo che vuole costruirsi da sé, soltanto con le sue energie, con molteplici sfumature di sensibilità e consapevolezza, considera il matrimonio come “la tomba dell’amore coniugale “ e non piuttosto l’ habitat adeguato per lo sviluppo e la pienezza di questo amore che, per voi, si specifica come carità coniugale, un amore senza misura, un amore modellato su quello di Cristo per ogni creatura e per l’umanità. Per questo mondo, voi siete dei fabbricatori di esseri per la conservazione della specie umana. Sposi “nel Signore”, per il mondo “senza Dio”, voi siete oscurantisti perché date il vostro sì incondizionato alla vita umana opponendovi ad ogni pratica abortiva, ad ogni manipolazione genetica, ad ogni forma di negazione e soppressione della vita umana. Per questo mondo voi siete degli ingenui ed irresponsabili che gettate su questa terra esseri umani sulla cui testa grava minacciosa l’incognita dell’esistenza stessa del nostro pianeta. Sposi “nel Signore”, chi siete voi, veramente? Chi siete agli occhi di Colui che vi ha disegnati sul palmo della sua mano fin dall’eternità? Cosa è iscritto nelle vostre carni, in voi che accogliete la grande sfida dell’Amore? Sposi “nel Signore”, alla luce della sana ragione e della rivelazione biblica, Voi siete, e siete chiamati a realizzarvi come unità dei due: su di voi questa è la parola pronunciata fin dall’eternità da Dio Trinità, Creatore e Salvatore. E Dio disse: “Facciamo l'uomo a nostra immagine, a nostra somiglianza”. […] Dio creò l'uomo a sua immagine; a immagine di Dio lo creò; maschio e femmina li creò. Dio vide quanto aveva fatto, ed ecco, era cosa molto buona. (Gen 1, 26a.27.31). Così che non sono più due, ma una carne sola. Quello dunque che Dio ha congiunto, - dichiara solennemente Gesù - l’uomo non lo separi (Mt 19,6).Questa stupenda verità dell’unità dei due coniugale è espressa con accenti di mistico amore sponsale dai protagonisti del “Cantico dei Cantici”: * Una voce! Il mio diletto! Eccolo, viene… * Io sono per il mio diletto e il mio diletto è per me.. * Mettimi come sigillo sul tuo cuore, come sigillo sul tuo braccio” ... *Le grandi acque non possono spegnere l’amore… * Che ha il tuo diletto di diverso da un altro o tu, la più bella fra le donne? Che ha il tuo diletto di diverso da un altro…
“A questa unità dei due è affidata da Dio non soltanto l’opera della procreazione e la vita della famiglia, ma la costruzione stessa della storia”[2]. Sposi, voi siete protagonisti e costruttori di futuro, artefici di civiltà nobili, cooperatori di umanità redenta. Sposi, “nel Signore”, “diventate” sempre più ciò che “siete”!
[1] Congregazione per la Dottrina della Fede, Lettera ai Vescovi della Chiesa Cattolica Sulla collaborazione dell’uomo e della donna nella Chiesa e nel mondo (31 maggio 2004), n.2. Importante è il seguito della citazione: “In questo livellamento, la differenza corporea, chiamata sesso, viene minimizzata, mentre la dimensione strettamente culturale, chiamata genere, è sottolineata al massimo e ritenuta primaria. L'oscurarsi della differenza o dualità dei sessi produce conseguenze enormi a diversi livelli. Questa antropologia, che intendeva favorire prospettive egualitarie per la donna, liberandola da ogni determinismo biologico, di fatto ha ispirato ideologie che promuovono, ad esempio, la messa in questione della famiglia, per sua indole naturale bi-parentale, e cioè composta di padre e di madre, l'equiparazione dell'omosessualità all'eterosessualità, un modello nuovo di sessualità polimorfa.” [2] Giovanni Paolo II, Lettera Alle Donne, n. 8. |
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